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Canali nord del Monte Porche (invernale)

Il 21 aprile 2007, nonostante un inverno carente di neve, è stato possibile effettuare due salite su ghiaccio di esclusivo interesse invernale, in giornata, in una zona senza alcun apparente interesse alpinistico ma frequentata d’inverno solo da appassionati di scialpinismo.I due canali di salita al versante nord del Monte Porche si innalzano sulla testata della Valle Lunga, presentano pendii continui di 45 – 55° e generalmente su neve dura. Sono vicini ed è possibile effettuare la loro salita una dopo l’altra, scendendo dalla cima di Monte Porche dopo aver fatta la prima per immettersi di nuovo nella Valle Lunga ed effettuare la seconda.Ho ritenuto opportuno inserirli in questo libro solo per dimostrare che una zona di scarso interesse alpinistico può comunque riservare sempre delle sorprese, basta saperle trovare.Le salite acquistano molto più interesse d’inverno se si parte dalle lontane Pisciarelle per l’Infernaccio e Capotenna quindi salendo tutta la “lunga” Valle Lunga per poi raggiungere la cima del Monte Porche con un dislivello complessivo di oltre 1300 metri e per una lunghezza di circa 20 km compreso il ritorno.Nella descrizione delle due vie di salita si considera invece l’avvicinamento più breve. Descrizione: dal Monte Prata si prende la strada per la Fonte della Giumenta quindi ci si innalza nel sentiero per il Monte Porche.Si raggiunge una sella sotto al versante nord-ovest del Monte Porche da cui si incontra il tracciato che viene dal Passo Cattivo quindi, anziché proseguire verso il Monte Palazzo Borghese, si devia a sinistra e si scopre così la Valle Lunga in cui si scende nel canale sottostante la cresta.Dalla Valle Lunga si inizia a salire verso la testata del versante nord di Monte Porche in cui si aprono i due canali di salita. Il più ripido è a sinistra in corrispondenza di rocce che lo delimitano da entrambi i lati, con uscita sulla cresta che collega il Monte Porche alla Cima Vallelunga, a qualche centinaio di metri dalla cima stessa, mentre il secondo, più lungo ma meno ripido, sale proprio in corrispondenza della cima di Monte Porche.Si consiglia di effettuare prima la salita del canale di sinistra quindi dalla cima di Monte Porche prendere la cresta nord-ovest, ridiscendere verso la Valle Lunga anche tagliando a metà costa per ripidi pendii, per poi andare a prendere l’attacco del secondo canale che riporta in cima.E’ possibile effettuare anche una variante di salita più impegnativa.Arrivati alla fonte della Giumenta deviare a destra per entrare nell’inciso canale sud-ovest in corrispondenza della verticale della cima del Monte Porche.Risalire completamente il centro del canale con pendii di 45-50 ° fino ad incontrare il sentiero che taglia tutto il pendio sovrastante descritto sopra per dirigersi verso la Vallelunga dove partono i canali di salita. Canali nord di Monte Porche (Vallelunga) Itinerario di avvicinamento (in rosso): dal parcheggio di Monte Prata continuare a piedi la strada per la fonte della Giumenta (sentiero n.6) quindi salire per il Monte Porche fino ad incrociare il sentiero N.1.Deviare a sinistra per scendere nella testata della Vallelunga da dove iniziano i due canali di salita (in giallo). Variante di salita (in viola): giunti alla Fonte della Giumenta addentrarsi a destra nell’inciso canale sud-ovest sottostante la cima di Monte Porche, raggiungendo il sentiero n.1 dopo aver salito il ripido pendio centrale. Itinerario di ritorno (in verde): stesso dell’avvicinamento.

Scritto il 09 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini

Lame Bianche

Percorso Lame Bianche   Località: Caldarola KM: 26.77 Difficoltà: Medio Durata: 04:02:27 Dislivello: 1248   Un giro  davvero “forte” nella struttura…tanta salita all’ inizio infatti circa 1000 m dislivello si fanno nei primi 10 km, andando per il sentiero “Sottacqua”  si gira verso Montalto per un passaggio alla lapide di “Desiderio Antenucci” per proseguire verso l’incrocio della strada che porta a Montalto. Salendo ancora si fa la parte finale del sentiero che porta di nuovo alla Pietrella…molto impegnativo….Ora arriviamo dalla parte opposta e andiamo in direzione delle Lame Bianche,seguendo i tratti dell’asinovia e del percorso bianco e rosso del parco ci ritroviamo nel sentiero del Monte Codardo. Discesa fino al Tribbio di Montalto e per finire sentiero del De Magistris e via fino al punto di partenza… Bel giro sotto il punto di vista panoramico con passaggio alle meno famose ma pur sempre affascinanti Lame Bianche!

Scritto il 06 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Anello Monte D’Aria

Percorso Anello Monte D’Aria   Località: Serrapetrona KM: 28.4 Difficoltà: Medio Durata: 04:23:45 Dislivello: 1132   Partenza da Serrapetrona, direzione “Madonna delle Nevi”  proseguendo per la “Buca del Terremoto”, salita fino a Torre Beregna dove scendiamo fino a tornare verso Serrapetrona…gran bel giretto!   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 03 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Cengia del Torrione sinistro de “Le Vene” – versante nord Monte Sibilla

Nella nostra continua ricerca di luoghi ancora inesplorati o comunque lontani dal quotidiano calpestio di centinaia di escursionisti che girovagano sui Monti Sibillini, nel 2005 abbiamo raggiunto una interessante cengia che corre sotto al torrione sinistro (orografico) del fosso Le Vene , nel versante nord del Monte Sibilla. La selvaggia cengia è caratterizzata da numerose cavità profonde diversi metri, rifugio di animali. Al termine di essa ci si affaccia in un terrazzino erboso di pochi metri quadrati a picco sul fiume Tenna, in corrispondenza dell’imbocco del fosso “Le Vene” e di fronte alle articolate pareti dei Grottoni della Priora. Accesso: dalle Pisciarelle risalire tutta la valle dell’Infernaccio fino a Capotenna quindi salire per sentiero nel bosco fino al vecchio Casale Lanza, tale itinerario è riportato in altre guide. Dal casale parte, in direzione del fosso “Le Vene”, uno stretto sentiero in quota che taglia un ripido pendio erboso, supera un caratteristico canalino roccioso intagliato nel versante e caratterizzato da brevi cascatelle e, sempre mantenendo la stessa quota, arriva fino alla sommità del torrione che si affaccia sull’imbuto nord della Sibilla.   Già da questa posizione si gode di un bellissimo colpo d’occhio sul ripido versante nord del Monte Sibilla con i suoi canali intervallati da fasce rocciose denominati “Le Vene” che a primavera formano diverse cascate.Dal torrione scendere il ripido dosso erboso a sinistra (come evidenziato nella foto) quindi girare decisamente a destra dentro al bosco ad intercettare la cengia che corre parallela sotto al torrione stesso, intervallata da ripide discese e cavità, e percorrerla interamente fino ad uscire dal tratto boschivo e, facendo molta attenzione, raggiungere un terrazzino erboso delimitato al termine da una lama rocciosa che scende verticale verso il fiume.Dal terrazzino è possibile godere di uno spettacolo aereo mozzafiato; ci si trova a picco sulla valle del Tenna e di fronte alle spettacolari pareti del Grottoni. Da questo punto è anche visibile il tracciato del “Sentiero delle capre” che si snoda tra le pareti di fronte.Dal terrazzino si ritorna indietro per lo stesso itinerario. In rosso: itinerario di avvicinamento con bollo rosso in corrispondenza del Casale LanzaIn giallo: itinerario di discesa alla cengia.Si intravedono anche i due itinerari paralleli non riportati in questa guida che corrono sotto alla “corona” e sopra ai torrioni de “Le Vene” segnati dalle frecce. Cengia del torrione destro del Fosso “Le Vene” – M. Sibilla Itinerario di avvicinamento (in rosso): da Rubbiano si prende la strada per l’Infernaccio fino al parcheggio qui a piedi si raggiungono le pisciarelle e si attraversa la gola dell’Infernaccio. Si prosegue la strada fino a Capotenna ed al Casale Rosi quindi si risale la Vallelunga fino alle sorgenti del Tenna.Qui nel bosco parte un sentiero, di non facile individuazione, in salita che permette di raggiungere il Casale Lanza diroccato.Dal casale parte un sentiero in piano ben evidente che si dirige verso il torrione destro del fosso “le Vene”, attraversando ripidi pendii e canalini rocciosi. Itinerario proposto (in giallo): dalla sommità del torrione scendere il ripido dosso erboso a sinistra scendendo tra due nuclei di faggio quindi girare a destra nel bosco in prossimità delle pareti rocciose fino ad intercettare la cengia, caratterizzata da ampie cavità, che corre parallela sotto al torrione stesso.Seguire la cengia intervallata da ripide discese fino ad uscire dal tratto boschivo e raggiungere un terrazzino erboso posto sulla verticale del torrente Tenna. Itinerario di discesa stesso itinerario di salita.Alternativamente (in verde): si consiglia di effettuare tale itinerario con due auto di cui una precedentemente lasciata al rifugio Monte Sibilla, in quanto il sentiero di avvicinamento del versante nord del Monte Sibilla permette di attraversare in quota gli ampi canaloni de “Le Vene” e di “Meta” (percorso inverso della variante all’itinerario n.8 in verde). Fino alla sella posta tra il M. Zampa e il M. Sibilla dove si incrocia il sentiero che sale dal rifugio.

Scritto il 02 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini

Sottacqua - Lame Rosse - Monte Fiegni

Percorso Sottacqua - Lame Rosse - Monte Fiegni   Località: Caldarola KM: 37.95 Difficoltà: Difficile Durata: 06:05:05 Dislivello: 1900   Partenza da Caldarola salendo fino a sfiorare M. Fiegni, si passa nelle “Stabbiate” appunto proprio sotto a M. Fiegni dove si prosegue in direzione “Sottacqua“.Si prosegue verso le Lame Rosse….giunti a Collesanto si sale fino a fare tutto M. Fiegni  toccando quota 1338 m,da qui tutta discesa passando per i sentieri, prima Scentelle e poi De Magistris che termina a Caldarola.Tanta salita e discesa..per tutti i gusti!! un cult della zona , da fare!!per biker’s esperti!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 30 Aprile 2018 da #occhionascosto deisibillini

S. Eustacchio - Valle dei Grilli

Percorso S. Eustacchio - Valle dei Grilli   Località: Caldarola KM: 53.06 Difficoltà: Difficile Durata: 05:08:55 Dislivello: 1190   Partenza da Caldarola, direzione Torre Beregna dove si scende per andare alla grotta e al Monastero di Sant’Eustacchio. Il luogo merita una pausa per ammirare tutta la sua “magia”… riprendendo la marcia si procede per la Valle dei Grilli dove inizia la salita che porta a Crispiero. Appunto da Crispiero torniamo fino a Torre Beregna per proseguire in discesa fino a casa….! Alcuni tratti di salita abbastanza impegnativi ma non impossibili, quindi non resta che salire in bici e scoprire di persona questi meravigliosi panorami   Per la mappa clicca qui! 

Scritto il 27 Aprile 2018 da #occhionascosto deisibillini

Un airone, tanti pesci e io

Ho un laghetto in giardino popolato da pesci rossi, bianchi, bronzo… e tutte le loro possibili combinazioni. In un laghetto le mezze stagioni esistono eccome, in primavera e in autunno infatti mancano le fioriture d’acqua e il loro protettivo fogliame, e i pesci sono attivi, non sul fondo a svernare né al sicuro sotto le foglie estive di loti e ninfee. Sono questi i periodi in cui ricevo la visita dell’airone. Questo longilineo pennuto mi mette di fronte a tante considerazioni circa il rapporto tra uomo e altri animali, selvatici e domestici. Questa più o meno una sintesi dell’accavallarsi dei miei pensieri: Oh un airone qui in giardino! Quanto è bello! Mi sembra incredibile averlo qui. Ma aspetta un momento… Nooooo vuole mangiare i pesci lo devo mandare via! Spero basti farmi vedere perché non voglio stressarlo o spaventarlo si potrebbe fare del male… Un momento però… avrà fame anche lui… eh si guardalo, mi sembra un po’ sciupato, chissà che fatica farà a trovare qualcosa… Ma non è giusto! Ho la responsabilità di questi poveri piccoli pesci, fosse per loro mica si sarebbero fatti vendere e tenere da chissà chi, io qui li ho messi, io devo proteggerli! Ci fosse almeno una foglia per nascondersi sarebbero astuzie ad armi pari e la loro vita di predatore e preda, ma così c’è la mia mano umana che altera il corso della natura! Forse… potrei prendere del pesce per l’airone? Ma sono dissociata?!? Nutrire un selvatico e interferire? Peggio ancora pagando perché qualcuno uccida degli animali perché lui non lo faccia con ben altra ragione qui davanti ai miei occhi? Che poi si fa in fretta a dire “è solo un pesce”… io a loro sono affezionata… E quindi, mettiamo una rete sul laghetto, con trame non troppo strette per evitare che bisce, uccellini o ricci restino impigliati, che sia ben visibile perché lui ne sia dissuaso ma che non gli risulti pericolosa, e resto a osservare con ammirazione come l’airone scende a distanza di sicurezza studiando la situazione… ha uno sguardo così acuto e preciso e intelligente… e capisce che è meglio spostarsi qualche centinaio di metri più in là, al fiume, into the wild… del resto qui sarebbe stato un giochetto da principianti… e forse questi pesci domestici non sarebbero stati poi così gustosi.

Scritto il 26 Aprile 2018 da Simona Carmenati

Via diretta Infernaccio – Monte Zampa

L’itinerario proposto è stato aperto diversi anni fa e pur non presentando difficoltà alpinistiche risulta piuttosto faticoso in quanto per la maggior parte non è tracciato e l’ultimo tratto sale su pendio ripido tra rocce, alberi ed arbusti.È molto interessante in quanto permette di avvicinarsi alla spettacolare parete nord e raggiungere la cima del Monte Zampa partendo da Valleria per le Pisciarelle e l’Infernaccio e soprattutto permette di confrontarsi con le proprie capacità di orientamento e conoscenza di tali luoghi. Sicuramente un itinerario alternativo all’interessante salita al Monte Zampa risalendo il versante est da Valleria, o all’altro spettacolare itinerario alpinistico della val Tenna conosciuto come il “Sentiero delle Capre o Cengia delle Cerelle” posto nel versante opposto tra le pareti della Priora che non vengono qui descritti poiché riportati in altra guida. Descrizione: dalle Pisciarelle si attraversa la gola dell’Infernaccio, poco dopo l’uscita della galleria parte sulla sinistra un sentiero, 50 metri prima del primo attraversamento del torrente su ponte.Si prende la traccia di sentiero che si innalza per alcune centinaia di metri fino ad incontrare un vecchio sentiero già descritto in altre guide che, nella zona denominata “Meta”, taglia il pendio in lieve salita. Si prende questa traccia dirigendosi verso sinistra (est) in direzione delle Pisciarelle.Si attraversa faticosamente un tratto ad arbusti degradato dalle slavine per inoltrarsi nel bosco posto di fronte sempre mantenendo la stessa quota.Quindi si raggiunge una cresta rocciosa che si sale in verticale faticosamente fino a raggiungere un ripiano all’interno del bosco posto proprio sopra alle Pisciarelle, caratterizzato da grossi alberi di Tasso di cui uno recante una scritta 1953.Dal ripiano sporgersi con attenzione, in quanto si trova proprio sopra al baratro che sovrasta il piazzale delle Pisciarelle. Da questo ripiano parte ora una cresta in direzione della cima di Monte Zampa che costeggia a sinistra la parete nord di Monte Zampa e a destra il primo grande torrione della zona denominata Meta (vedi foto successiva).Si risale faticosamente tutta la cresta in quanto caratterizzata da saltini rocciosi ed arbusti. Ci si innalza proprio sul fianco sinistro delle pareti rocciose che caratterizzano il versante nord di Monte Zampa con i suoi caratteristici strati verticali di roccia.Qui, sporgendosi sempre con molta attenzione sulla sinistra, la salita offre un colpo d’occhio stupendo sia sulla valle del Tenna che sulla articolata parete nord di Monte Zampa.Si arriva così ad un imbuto all’interno dell’ultimo tratto di bosco che rappresenta l’inizio del canale situato tra la cresta di salita e la parete rocciosa del Monte Zampa.Si risale il canale con attenzione in quanto reso scivoloso dalle foglie pressate dalle slavine e si esce sui ripidi pendii erbosi del versante nord di Monte Zampa, in corrispondenza della cima del primo torrione roccioso posto sulla destra, nella zona denominata “Meta”.Stimare fino a questo punto almeno 3 – 4 ore di salita dalle Pisciarelle se si ritrova subito l’itinerario di salita.Dal pendio erboso soprastante si nota un evidente sentiero che con alcuni tornanti porta direttamente sulla sella a destra della cima di Monte Zampa (30 minuti). Discesa: stesso itinerario facendo molta attenzione sulla cresta rocciosa. Alternativamente si consiglia di effettuare tale itinerario con due auto di cui una precedentemente lasciata al Rifugio Monte Sibilla, che si raggiunge scendendo il versante sud tra il Monte Zampa e il Monte Sibilla per sentiero segnato sulle guide.Infine c’è anche la possibilità di scendere per Capotenna, in quanto il sentiero che si incontra nel versante nord tra Monte Zampa e Monte Sibilla permette di attraversare in quota gli ampi canaloni di “Meta” e de “Le Vene” per raggiungere il casale Lanza da cui si scende a Capotenna e da qui su strada fino alle Pisciarelle (percorso inverso dell’itinerario n.9) .Tale itinerario, riportato anche su altre guide, permette così di attraversare tutto il versante nord di Monte Sibilla, ma richiede un buon allenamento e conoscenza della montagna.È comunque consigliato per la bellezza dei luoghi che si attraversano. Via diretta Infernaccio – Monte Zampa Itinerario di salita (in rosso): da Rubbiano si prende la strada per l’Infernaccio fino al parcheggio qui a piedi si raggiungono le pisciarelle e si attraversa la gola dell’Infernaccio. Poco dopo l’uscita della galleria parte sulla sinistra un sentiero, 50 metri prima del primo attraversamento del torrente su ponte. Si prende la traccia di sentiero che si innalza per alcune centinaia di metri fino ad incontrare un vecchio sentiero già descritto in altre guide che, dalla zona denominata “meta”, taglia il pendio in lieve salita. Si prende questa traccia dirigendosi verso sinistra in direzione delle pisciarelle. Si attraversa faticosamente un tratto ad arbusti degradato dalle slavine per inoltrarsi nel bosco posto di fronte sempre mantenendo la stessa quota. Quindi si raggiunge una cresta rocciosa che si sale in verticale faticosamente fino a raggiungere un ripiano all’interno del bosco posto proprio sopra alle pisciarelle. Da questo ripiano parte ora una cresta in direzione della cima di Monte Zampa che costeggia a sinistra la parete nord di Monte Zampa e a destra il primo torrione della zona denominata meta.Si risale faticosamente tutta la cresta fino ad un canale e quindi direttamente sui pendii erbosi del versante nord di Monte Zampa, in corrispondenza della cima del primo torrione roccioso posto sulla destra, nella zona denominata “meta”.Dal pendio erboso soprastante si nota un evidente sentiero che con alcuni tornanti porta direttamente sulla sella a destra della cima di Monte Zampa. Itinerari di discesa, stesso itinerario di salita facendo molta attenzione sulla cresta rocciosa.Alternativamente (in verde): si consiglia di effettuare tale itinerario con due auto di cui una precedentemente lasciata al rifugio Monte Sibilla, che si raggiunge scendendo il versante sud tra il Monte Zampa e il Monte Sibilla per sentiero segnato sulle guide.Infine c’è anche la possibilità di scendere per Capotenna, in quanto il sentiero che si incontra nel versante nord tra Monte Zampa e Monte Sibilla permette di attraversare in quota gli ampi canaloni di “meta” e delle “vene” per raggiungere il Casale Lanza da cui si scende a Capotenna e da qui su strada fino alle Pisciarelle (percorso inverso dell’itinerario n.9 segnato dalla freccia verde) .  

Scritto il 25 Aprile 2018 da Gianluca Carradorini