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Caldarola - Fiastra - Pian del Capriolo

Percorso Caldarola - Fiastra - Pian del Capriolo   Località: Caldarola KM: 72 Difficoltà: Difficile Durata: 07:30:34 Dislivello: 2000   Partenza e ritorno da piazza di Caldarola, come sempre… Si parte Facendo i primi 12 km per arrivare a S.M. Maddalena per poi scendere a Frz.Collemese arrivando fino al balcone di Fiastra, versante Fiegni. Da qui facciamo un giro al campeggio di Fiegni e ci dirigiamo a Fiastra paese per iniziare la salita del Monte Coglia fino al Pian del Capriolo, sopra le “antenne” di Fiastra con Pausa ai trocchi. Arrivati in quota facciamo Pian del Capriolo per arrivare fino al ristorante “Le Casette” per farci un bello spuntino, proseguendo fino a scendere a Fiordimonte. Al ritorno facciamo asfalto da Pievebovigliana, con sentiero natura e la vecchia strada che porta a casa .70km circa con tratti di asfalto, salite lunghe ma non proibitive e un bel tour nelle  nostre zone. un gran bel giro in compagnia di tanti amici! da ripetere…   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 17 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Canale est della Val di Panico al Monte Bove sud

Difficoltà: AD Subito di seguito alla cascata Torre di Luna che si forma d’inverno nel circo roccioso del versante nord di M. Bove Sud, nella parte destra della testata della Val di Panico, si apre un altro anfiteatro roccioso che inizia con una via difficile invernale denominata “scivoli dietro alla Torre” aperta molti anni fa da altri alpinisti. Quindi il versante nord-est del M. Bove Sud si apre in un ampio pendio molto ripido per ritornare verticale e roccioso in prossimità della Forca Cervara. Nel pendio più aperto centrale è stato risalito un ripido canale che porta direttamente al pianoro sommitale del Monte Bove Sud dove dei vecchi piloni di un assurdo progetto deturpano il paesaggio.La salita non è compresa nell’area di tutela del camoscio appenninico. Accesso: da Casali di Ussita si risale a piedi la strada chiusa (sentiero n. 275) con sbarra fino alle sorgenti del torrente Ussita. Quindi per tracce di fondovalle in circa 2 ore si raggiunge la testata della Val di Panico. Si passa nella forcella sotto alla barriera rocciosa dove d’inverno si forma la cascata Torre di Luna (353782 E – 4753857 N, 1820 m.) per entrare nella testata della Val di Panico. Qui tenendosi sotto alla barriera rocciosa di destra si arriva alla base del canale di salita (353803 E – 4753603 N, 1900 m.). Descrizione: si sale diretti nel canale dapprima verso destra per poi dirigersi in verticale su neve, evitando tratti di misto molto ripido, verso il pianoro della cima di Monte Bove Sud (2169 m.) facendo attenzione al tratto finale più ripido con pendii fino a 60° e riscaldato dal sole mattutino. Pertanto è necessario partire all’alba da Casali per effettuare la salita con temperature ancora basse, in quanto il pendio sommitale potrebbe scaricare (1.5 ore di salita, 250 metri di dislivello).Nella stessa zona, circa 300 metri più a destra, sulla verticale della Torre di Luna molti anni fa perse la vita il famoso, ma ormai dimenticato, alpinista Giancarlo Grassi tradito da un pendio di neve instabile.Usciti dal pendio ci si dirige verso il pianoro sommitale del M. Bove Sud caratterizzato da orrendi piloni e, in cima, dalla vecchia stazione della funivia, ormai abbandonata, nessuno si è mai impegnato nel ripulire la cima da questi spaventosi mostri di cemento, mentre nella stessa zona talvolta si possono vedere pascolare i camosci. Discesa: dalla cima del Monte Bove Sud ci si reimmette nella Val di Panico proseguendo per un tratto la cresta (sentiero n.270) in direzione nord-ovest verso il Monte Bove Nord fino all’imbocco del cosiddetto “Canalone Maurizi” (353165 E – 4753722 N, 2050 m.), la via normale invernale di salita e di discesa, situato al termine della fascia di rocce a destra della cascata “Torre di Luna” quindi si scende per il ripido canale (40-45°) nella Val di Panico e la si ripercorre fino a Casali di Ussita per l’itinerario di accesso (2.5 - 3 ore fino all’auto).

Scritto il 17 Ottobre 2018 da Gianluca Carradorini

Caldarola - M. D’Aria - Imbranato - Serrapetrona

Percorso Caldarola - M. D’Aria - Imbranato - Serrapetrona   Località: Caldarola KM: 3913 Difficoltà: Medio Durata: 03:52:34 Dislivello: 1284   Appena partiti da Caldarola, ci dirigiamo verso Frz. Valcimarra passando dietro al lago di Caccamo, appena passata Frz. Bistocco comincia la prima salita con vari “strappi”, fino a sopra il “Monte D’aria” a quota 1000 mslm circa. Dopo una discesa tutto sommato non troppo difficile, ma sempre impegnativa, riparte il secondo strappo che ci portertà fino alla “Madonna delle neve” dove da qui andremo a fare “l’imbranato”, un sentiero in discesa tecnico e veloce. Giunti poi sulla statale 502, andiamo a Serrapetrona e inizia il ritorno, in gran parte su asfalto. Un bel giro, panoramico e completo che se fatto con una bella giornata come quella della traccia vi farà passare delle ore felici con panorami bellissimi.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 14 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Le Maledette

Percorso Le Maledette   Località: Caldarola KM: 22.77 Difficoltà: Medio  Durata: 04:16:22 Dislivello: 1265   Partenza come al solito da Piazza V. Emanuele…. si affronta tutta la salita che porta fino alla “cavetta”, praticamente all’inizio del “Sentiero delle Raje”, e qui facciamo tutto il canalone fino all’incrocio che ci porterà a fare una parte del sentiero dell’ “AIDS”, altro “strappone” in salita fino a poco prima della croce di Valcimarra(Al 13° km sarete già a 900 D+).Ora ci aspetta un’altra bella e tosta discesa fino ad arrivare a Frz. Pievefavera, dove potrete fare un rifornimento di acqua e ultimo sforzo, piccolo però, con un tratto del sentiero CFM e il classico “Boschetto finale”.Piccolo tour dentro il borgo antico del castello con vista di tutto il paese.Visto che vengono maledette sia le discese che le salite(pianura praticamente assente) questo giro li chiameremo cosìLE MALEDETTE ,giro impegnativo, richiede allenamento, mezzi idonei ed esperienza di guida sian salita che in discesa!   Bellissimo!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 11 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

GABBIE DORATE

Il concetto di “arricchimento ambientale” in etologia ci spiega se si possa parlare di benessere animale in cattività e ci fornisce la chiave per capire come rapportarci – o meno – al mondo selvatico. L’articolo di Chiara Grasso: IL BENESSERE ANIMALE IN CATTIVITA’ – ETICOSCIENZA

Scritto il 10 Ottobre 2018 da Simona Carmenati

Canali laterali delle Quinte alla Croce di Monte Bove

Difficoltà: AD / PD Diversi anni fa, prima della reintroduzione del camoscio appenninico e la delimitazione delle aree di protezione che comprendono la Croce di Monte Bove ed il Monte Bove Nord, abbiamo salito in inverno tre canali laterali ai torrioni denominati “Le Quinte”, situate all’imbocco della Val di Bove sul versante sud della Croce di Monte Bove, ben conosciute ai rocciatori della zona.Attualmente i canali di salita descritti dovranno essere saliti esclusivamente dopo il 30 aprile, neve permettendo, in quanto compresi all’interno dell’area di rispetto A per il camoscio appenninico; addirittura un canale rappresenta proprio il confine di tale zona.Considerando che tali canali, pur facili ma comunque impegnativi per lunghezza, non sono riportati in alcuna guida, in particolare neppure in una guida tascabile di tutte le vie del Monte Bove edita da una sezione CAI delle Marche ed uscita alcuni anni fa, ho ritenuto interessante segnalarli proprio per completare, insieme alle altre tre vie della zona riportate in questo mio lavoro (itinerari 18, 19 e 20), il panorama alpinistico del gruppo del Monte Bove. Accesso: Le Quinte si raggiungono partendo dal piazzale dell’Hotel Felicita di Frontignano prendendo il sentiero (n. 272) per la Val di Bove che scende nel bosco, al fianco sinistro dell’Albergo, per poi trasformarsi in ampio stradone. Entrati nella Val di Bove inizia la salita e ci si dirige alla base dei torrioni delle Quinte che si innalzano sulla sinistra del sentiero, superando un breve tratto di bosco. Canale sinistro (lato nord-ovest)Difficoltà: AD- Descrizione: dalla base delle quinte (351026 E – 4754355 N, 1340 m.) si sale dritti per circa 200 metri sull’ampio ghiaione di sinistra per portarsi poi ancora sulla sinistra in corrispondenza di alcuni torrioni rocciosi dove il canale si piega (1 ora). Da questo punto si prosegue su ampio e ripido pendio in direzione di una fascia di rocce levigatissime posta in alto a chiudere il canale, da destra avrete invece la cresta terminale delle “quinte”.Raggiunte le rocce si traversa nettamente verso sinistra su pendio di 45-50°, si aggira uno spigolo e ci si immette su un ripido canalino a 55° (351286 E – 4755064 N, 1815 m.) che, piegando verso destra, conduce in circa 2 ore complessive di salita, in cresta a circa 100 metri a sinistra della croce della cima (1905 m.). Primo canale destro (lato sud-ovest)Difficoltà: AD+ Descrizione: dalla base delle quinte si prosegue ancora per lo stradone per altri 150 metri (351153 E – 4754378 N, 1385 m.) quindi si devia nettamente a sinistra in direzione delle pareti. Si sale costeggiando le pareti e raggiungendo un tratto boscoso che nasconde il tratto iniziale del canale di salita.Terminato il bosco, il pendio si allarga e si devia nettamente a sinistra in direzione della base della “quinta piccola”, situata ancora in alto, lasciando sulla destra il canale descritto successivamente. Ci si dirige a prendere il ripidissimo canale che, a sinistra delimita la parete est della “quinta piccola” ed a destra è chiuso tra dei torrioni di roccia isolati.Si sale nel canale in direzione nord della cresta sommitale che unisce i torrioni delle “quinte” con la Croce di Monte Bove, su pendii continui di 50-60° fino ad un restringimento.Oltrepassato il restringimento il canale si biforca, prendere il ramo destro (60° continui) che termina in alto in corrispondenza di un faggio isolato nettamente visibile (1.5 ore dall’attacco). Dal faggio facilmente si raggiunge la cresta rocciosa 50 metri sopra la cima della quinta piccola (351279 E – 4754859 N, 1700 m.).Si prosegue con attenzione nella aerea cresta in direzione della fascia rocciosa soprastante seguendo sempre il filo di cresta. A questo punto si può traversare sotto le rocce a prendere il più impegnativo canale sinistro, descritto sopra, o si continua più facilmente su pendio di misto fino alla cresta della cima della Croce di Monte Bove (1905 m., ore 1). Secondo canale destro (lato sud-ovest)Difficoltà: PD Descrizione: dalla base delle quinte si prosegue ancora per lo stradone per altri 150 metri (351153 E – 4754378 N, 1385 m.) quindi si devia nettamente a sinistra in direzione delle pareti. Si sale costeggiando le pareti e raggiungendo un tratto boscoso che nasconde il tratto iniziale del canale di salita.Terminato il bosco si devia ancora nettamente a destra lasciando sulla sinistra il canale descritto precedentemente (351330 E -4754533 N, 1500 m). Si sale nel canale in direzione del soprastante rimboschimento a pini che si costeggia fino al suo termine su ampio e facile pendio.Terminato il bosco il canale si restringe nel suo tratto più ripido per poi allargarsi nel facile pendio soprastante che conduce alla cresta sommitale in corrispondenza della forcella del becco nord dove si interseca il sentiero estivo che sale dalla fontana della Val di Bove (2 ore dall’attacco). Discesa: dalla cima della Croce di Monte Bove si risale in direzione est per circa 300 metri la cresta verso il Monte Bove Nord fino alla sella tra le due cime dove si incontra il tracciato (n.270) che, piegando in discesa verso sud-est, scende, in circa 1 ora, fino alla fonte della Val di Bove per facili pendii. Dalla Fonte si scende in un’altra ora a fondo valle fino alla base delle quinte per riprendere lo stradone di accesso (sentiero n. 272) agli itinerari.

Scritto il 10 Ottobre 2018 da Gianluca Carradorini

Montecavallo Winter

Percorso Montecavallo Winter   Località: Montecavallo KM: 30.24 Difficoltà: Medio Durata: 05:01:33 Dislivello: 1400   Il giro di oggi  è un bellissimo anello con partenza da Montecavallo(mc), piccolo comune a pochi Km da Caldarola. Si parte dal parcheggio del paese, dove troverete un ottimo ristorante per il ritorno. Iniziamo salendo subito in direzione frz. Pantaneto, da qui cominciamo tanti “sali e scendi” tra Monte Fema, la Riserva Naturale di Torricchio, frz. Torricchio, frz. Tazza, loc. Capodacqua e frz. Cerretocon diversi tratti da fare a spinta, ma comunque niente di improponibile….Paesaggi e atmosfera unici per una bella giornata passata in compagnia, mezzi e tecniche devono essere idonee a giri fatti in montagna e la prudenza, sopratutto nelle discese veloci non è mai troppa!i single track sono davvero veloci e belli!   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 08 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Sottovento

Percorso Sottovento   Località: Caldarola KM: 22.77 Difficoltà: Medio Durata: 04:24:32 Dislivello: 1200   …In una giornata molto ventosa come questa di oggi abbiamo cercato di fare un giro senza mai salire in quota e cercando di pedalare senza essere infastiditi dalle raffiche di vento…Partenza da Caldarola, in piazza, direzione Frz. Pievefara, Valcimarra passando per la CFM, poi abbiamo passato la Madonna del Sasso e siamo scesi fino a Frz. Bistocco(discesa corta ma tecnica e difficile per inesperti)poi siamo andati verso Frz.Campolarzo risalendo fino a fare un sentiero che passa sotto le antenne(ripetitori) per arrivare a Frz. Capolapiaggia.Andiamo a fare un single track che porta in loc. Sfercia per poi risalire fino ai prati di Micozzi(Fiungo) per tornare di nuovo a Pievefavera. Da qui siamo andati a Frz. Croce per proseguire e fare prima il De Magistris in discesa e ultimo strappo per il boschetto per arrivare in piazza a Caldarola. un giro bello, panoramico e completo di salite e discese a tratti anche difficili tratti in asfalto anche lunghi ma al riparo dal Vento.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 05 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini