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Nordic Walking - trail dei Castelli Caldarolaesi

Percorso Nordic Walking - trail dei Castelli Caldarolaesi   Località: Caldarola KM: 9.45 Difficoltà: Medio Durata: 00:28:09 Dislivello: 392   Nel 1°trail dei Castelli Caldarolesi non poteva mancare un percorso anche di Nordic Walking.Partenza da Piazza Vittorio Emanuele e muniti delle specifiche attrezzature si prosegue in direzione C.da Colcù, giunti a Fraz. Croce si passa dentro il borgo e ci si dirige verso Fraz. Vestignano, facendo un tratto del CFM(Cammino Francescano della Marca, che collega Assisi con Ascoli Piceno),all’inizio del Sentiero del Partigiano si prende a sinistra imboccando il Sentiero De Magistris, passando per la cosiddetta “Fonte de lu Ciarru”.Arrivati a fine sentiero, di fronte al cimitero di Caldarola si fa lo stesso tratto finale degli altri due percorsi, risalendo fino a C.da Bozzolone, intersecando la strada fatta dopo 1 km e passando per il Boschetto si arriva sotto il Castello Pallotta di Caladarolafatto un giro nel borgo ci si dirige verso piazza tagliando il traguardo.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 06 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Prati Peda - Torreberegna - Boschetto

Percorso Prati Peda - Torreberegna - Boschetto   Località: Caldarola KM: 28.26 Difficoltà: Medio Durata: 03:56:16 Dislivello: 1153   Partenza da Caldarola(in questo giro ci sono parti in asfalto ma non per questo meno affascinanti) direzione Loc. Borgianello(comune Serrapetrona) da qui iniziamo una salita che conduce ai “Prati di Peda”, giunti in quota oltre ad ammirare il panorama potrete vedere anche i due ripetitori, quello di Caldarola e di Camerino.Da qui si fanno tratti in discesa tra Le Tegge, Statte e Pozzuolo , tre frazioni di Camerino.Dopo un discesone che vi porterà in Frz. Valcimarra si fa asfalto per collegare Frz. Pievefavera e Frz. Croce, direzione “boschetto” per giungere ai piedi del Castello Pallotta di caldarola.davvero un bel giretto che richiede un po di allenamento e la giusta preparazione per affrontare tratti in discesa non poco impegnativi…   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 03 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

La Grotta delle Fate nel versante sud-est del Monte Vettore

Anche questo fantastico itinerario non viene riportato nelle principali guide ufficiali dei Monti Sibillini. Esso permette di raggiungere l'incredibile placconata dell’Aia della Regina e la Grotta delle Fate, poste nel versante sud del Monte Vettore per un comodo tracciato.L’itinerario è vivamente consigliato a tutti gli escursionisti che hanno voglia in particolare di scoprire questo versante aspro, selvaggio ma nello stesso tempo meraviglioso del Monte Vettore, altrimenti frequentato solamente da pochi alpinisti sia d’estate che d’inverno.Molto più in basso di questo itinerario corre parallelamente il “Sentiero dei Mietitori” che per la maggior parte del suo tracciato si svolge dentro al bosco senza alcuna panoramicità. Nella zona è conosciuta solo da escursionisti esperti e alpinisti ed è riportata sulle guide in commercio la più difficile “Via del Canalino”, che risale la sponda destra dell’Aia della Regina per poi raggiungere la Cima di Pretare ed il Monte Vettore. L’itinerario qui descritto può essere considerato come il raggiungimento più breve del “canalino” anziché partire dalla fonte delle Sicinere ed attraversare il faticoso bosco di pini soprastante. L’itinerario è vivamente consigliato anche in inverno con condizioni di neve ben assestata, ma è necessaria attrezzatura specifica (piccozza e ramponi) e una buona esperienza alpinistica su ghiaccio. Da questo itinerario partono diversi tracciati alpinistici invernali che salgono nei vari canali sovrastanti fino alla cima del Monte Vettore. Accesso: dalla carrozzabile che congiunge Forca di Presta a Montegallo e Arquata del Tronto si scende con l’auto fino alla località Piè Vettore, 300 metri prima del primo tornante si nota sulla sinistra un primo nucleo boschivo e sulla destra un ampio piazzale dove si parcheggia. Nel prato pianeggiante sopra strada si notano i pali che segnalano l’inizio del “Sentiero dei mietitori” (358827 E – 4739979 N, 1380 m.). Descrizione: Si percorre il sentiero dei Mietitori per circa 200 metri quindi, senza percorso, si risale per altri 200 metri di dislivello il pendio verso nord-ovest caratterizzato da arbusti nani di ginepro e uva orsina in direzione del Canalone del Mezzi Litri che scende dal pendio sottostante la Forca delle Ciaole. L’imbocco del canalone è caratterizzato da ghiaioni di breccia rossastra e blocchi di conglomerato posti a strati nella sponda sinistra (358801 E – 4740792 N, 1560 m.). Proprio alla base di tali blocchi inizia verso destra in direzione nord in salita una traccia di sentiero indicato con frequenti omini di pietra e che man mano si fa più evidente (25 minuti dall’auto). Il sentiero diventa pianeggiante ed inizia ad attraversare una bellissima zona caratterizzata da torrioni e spuntoni rocciosi sparsi a valle e a monte. Si prosegue in lieve salita al di sopra del rimboschimento di pini che caratterizza la parte bassa della montagna, fino a raggiungere, in altri 30 minuti, un ampio canalone roccioso caratterizzato da immense placche rocciose coricate tra cui si snoda il sentiero.Si traversa il canale e si prosegue sul bordo opposto in un ambiente che si fa man mano più selvaggio e roccioso. Superata una crestina si prosegue per tracciato su pendio erboso fino a dei torrioni di roccia, oltre i quali si apre un canale ghiaioso e ci si affaccia sulla immensa placconata rocciosa dell’Aia della Regina. Qui si notano le imponenti pareti soprastanti della Piramide alla base della quale si apre lo scuro antro della Grotta delle Fate già visibile.Si consiglia di memorizzare bene questo punto, perché poi rappresenta l’inizio dell’itinerario di discesa e non sono presenti segnalazioni in loco. Da questo punto (359662 E – 4741821 N, 1700 m.) in poi iniziano delle difficoltà per cui si raccomanda molta prudenza nel superare il canalone ghiaioso che vi separa dalle placche rocciose sottostanti la grotta delle fate. Si attraversa il canalone ghiaioso in lieve salita per traccia di sentiero superando un tratto roccioso piuttosto insidioso e, costeggiando le rocce, ci si dirige verso il pendio erboso sottostante la grande placconata dell’Aia della Regina.Qui l’ambiente è spettacolare e unico nel suo genere nei Monti Sibillini. Si è circondati da altissime pareti rocciose verticali, al centro di placche di roccia talmente levigate che sembrano quasi una colata di cemento, un panorama verticale sul paese di Pretare, Arquata e sulla valle del Tronto con di fronte i Monti della Laga.Si raggiunge quindi la base inferiore della placconata dell’Aia della Regina, caratterizzata da un anfiteatro di paretine rocciose alte alcuni metri. Si risalgono le paretine sovrastanti nel punto più basso in corrispondenza di un grosso arbusto, e si mette piede nelle placche di liscissimo calcare che caratterizzano questa incredibile zona del Monti Sibillini.Risalendo le placche, con attenzione perché in alcuni punti sono bagnate e scivolosissime, in direzione della parete rocciosa soprastante dove si nota l’ingresso della grotta, si raggiunge il limite superiore dell’Aia della Regina. Qui, in direzione della verticale della grotta, si supera verso sinistra con molta attenzione il ripido pendio erboso sottostante bagnato in alcuni punti dall’acqua che cade dalle pareti soprastanti, quindi piegando verso destra costeggiando la base della parete si raggiunge l’ingresso della Grotta delle Fate a 1942 m. (2 ore dall’auto). La grotta in realtà è una ampia caverna profonda una decina di metri, sopra di essa si innalza per circa trecento metri di verticale, la parete della “Piramide” (2181 m.) che si può osservare costeggiando sulla destra la cengia che parte dalla grotta. Per escursionisti esperti su difficoltà alpinistiche, che volessero proseguire fino al Monte Vettore per la “Via del Canalino”, una volta raggiunta la placconata dell’Aia della Regina, non superare il suo bordo inferiore ma costeggiarlo per ripidi ghiaioni verso destra fino al termine, per prendere la cresta erbosa che con una ripida salita ed un canalino ghiaioso, in direzione di una caverna-tetto di roccia strapiombante caratteristica, porta all’imbocco del “canalino” dove si trovano i segnali dell’itinerario di salita e la corda di acciaio che caratterizza il tratto più difficile del percorso, all’interno dell’imbuto. Discesa: stesso itinerario facendo molta attenzione a scendere dalla grotta fino alla base della placconata dell’Aia della Regina e quindi a prendere l’imbocco del sentiero di raggiungimento (2 ore fino all’auto). Variante: i torrioni del lato sinistro (orografico) del canalone dei Mezzi Litri Descrizione: dall’imbocco del Canalone del Mezzi Litri, caratterizzato da ghiaioni di breccia rossastra e blocchi di conglomerato posti a strati nella sponda sinistra (358801 E – 4740792 N, 1560 m.), invece di prendere verso destra, in direzione nord in salita, il sentiero descritto precedentemente, si risale faticosamente ancora per altri 200 metri la sponda ghiaiosa del canale fino ad intercettare una traccia, che sale anch’essa verso destra in direzioni dei grandi torrioni che caratterizzano la sua sponda.La traccia in lieve salita si snoda tra canali e alti torrioni rocciosi. In questa zona si consiglia di dirigersi, senza itinerario, sulle sommità dei torrioni più alti che si incontrano e di girovagare alla ricerca di scorci molto singolari. La traccia di sentiero continua sempre in lieve salita in direzione della “Piramide” che si scorge di lato fino ad attraversare tutta la zona e dirigersi verso i prati in direzione del “canale del santuario”, posto sulla verticale della Forca delle Ciaole proprio in corrispondenza dell’inizio della salita per la cima del M. Vettore.Tale percorso era anticamente utilizzato dai pastori per portare le greggi nei pascoli del versante est del M. Vettore. L’itinerario è stato percorso per la prima volta nel febbraio 2014 con la neve e ci ha regalato una giornata insolita e spettacolare, ovviamente d’inverno è necessaria la normale dotazione alpinistica (piccozza e ramponi). Nella zona sopra descritta abbiamo poi effettuato due vie su roccia discreta risalendo alcuni torrioni con passaggi di IV e 1-2 tiri di corda ma essendo salite “da palestra” non descrivo dettagliatamente tali vie. Discesa: stesso itinerario, d’inverno girovagando si può raggiungere la base del torrione posto più in alto, alla base del quale si apre una ampia cavità, (foto 52) per scendere poi verso sinistra direttamente nel Canalone dei Mezzi Litri innevato e quindi facilmente fino a Pié Vettore fino a riprendere l’itinerario di salita (1 ora).

Scritto il 01 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Terribili - CFM

Percorso Terribili - CFM   Località: Caldarola KM: 29.97 Difficoltà: Difficile Durata: 04:18:17 Dislivello: 1201   Si parte da P.za Vittorio Emanuele e si sale fino a sopra il ripetitore di Caldarola facendo tutte le scorciatoie possibili, giunnti in quota facciamo il single track delle Raje per tornare successivamente al “Rifugio della Forestale”, dove prendiamo direzione “discesa dei Terribili” facendo sempre attenzione perché tutto il tratto di discesa a valle richiede esperienza, prudenza e mezzi idonei.Giunti in Loc. Valdiea seguiamo tutto il tratto del Cammino Francescano della Marca (CFM) fino a Frz. Pievefavera.Un bel giretto con tutto il necessario per mettere alla prova le vostre abilità.alla prossima!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 31 Luglio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Aids - Terribili-Sentiero del Tesoro e De Magistris

Percorso Aids - Terribili-Sentiero del Tesoro e De Magistris   Località: Caldarola KM: 32 Difficoltà: Difficile Durata: 05:14:03 Dislivello: 1472   Partenza come di consueto da Piazza V. Emanuele, Caldarola, con direzione Fraz. Pievefavera.Si sale in quota affrontando la storica Aids(Aiz), dove anche gli atleti piu preparati possono accusare il “colpo”, infatti colpa piu del fondo che della pendenza è una salita abbastanza impegnativa. Finita la salita si prende in direzione dei “Terribili“, tratto che prende il nome dai numerosi scogli che rendono, divertente, ma allo stesso modo molto impegnativa la discesa. Si prosegue il Giro risalendo di nuovo in quota, passando questa volta da Frz Collemese, arrivati finalmente al ripetitore di Caldarola si scende per tornare al punto si partenza dal Sentiero del Tesoro al Sentiero De Magistris….. Bel giro con discese veramente mozzafiato, NON ADATTO A PRINCIPIANTI   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 28 Luglio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Cima del Redentore, salita diretta dai piani di Castelluccio attraversando la zona della leggenda dell’impatto ufo

La salita proposta, adatta a tutti gli escursionisti con buon allenamento, presenta un dislivello complessivo di 1100 metri con pendenza da 30 gradi fino a 45 gradi nella parte superiore del “cordone del Vettore” ma senza difficoltà alpinistiche. Permette di salire alla Cima del Redentore direttamente dalla strada Castelluccio-Forca di Presta, senza percorso tracciato ma salendo per prati e canaloni attraversando una zona nella quale si ritrovano strani frammenti metallici attribuiti dalla leggenda popolare all’impatto di un velivolo, (UFO o OVNI in Italiano?) verificatosi nel maggio del 1993. Nello stesso periodo si verificarono avvistamenti, completi di fotografie, di uno strano essere, che girovagava nella zona di Pretare, posta sul versante opposto della montagna, riportati anche dai mass-media e successivamente ridimensionati come uno scherzo di cattivo gusto, che ancora si possono vedere su internet. Non approfondisco l’argomento ne faccio commenti su queste vicende. So soltanto che la zona ed in particolare la strada , fu interdetta al pubblico per alcuni giorni dai militari. C’è invece chi ipotizza che tali frammenti siano schegge di proiettili di artiglieria militare sparati sulla montagna per esercitazioni durante la seconda guerra mondiale. La particolarità di questi frammenti è che, nonostante siano stati esposti agli agenti atmosferici per tutti questi anni , sono ricoperti da un sottilissimo strato di ruggine che grattato con della semplice carta vetrata o con una lama evidenzia il lucente metallo ferroso sottostante, inoltre presentano uno spessore notevole, anche di diversi centimetri. In genere gli aerei sono costruiti in alluminio, metallo molto leggero, i proiettili di artiglieria e quindi le schegge derivanti sono di spessore ridotto, generalmente di ottone, bronzo o talvolta di ghisa, sono facilmente corrodibile dagli agenti atmosferici specialmente dopo anni di permanenza all’esterno. L’itinerario è vivamente consigliato a luglio quando potete ammirare la “fioritura” di Castelluccio dall’alto e anche in inverno con condizioni di neve assestata ma è necessaria attrezzatura specifica (piccozza e ramponi) e un minimo di esperienza alpinistica su ghiaccio ma ovviamente niente frammenti metallici!! Accesso: da Castelluccio si scende con l’auto per il piano grande quindi si prende la deviazione a destra per Forca di Presta. Dall’incrocio parte una diretta lunga circa un chilometro al termine della quale con una netta curva inizia la salita verso Forca di Presta. Descrizione: Si lascia l’auto in corrispondenza della curva (355329 E – 4742192 N, 1304 m.), nella zona denominata “il sassone” per la presenza sulla destra della strada di un grande masso caduto dalla montagna e si inizia la salita senza tracciato verso est prendendo un canalone che sale proprio a monte della curva. Si segue il canalone che devia gradatamente verso sinistra fino a raggiungere, in circa 1,5 ore, quota 1700 metri (356200 E – 4742465 N), la zona denominata “costa del Vettore” dove inizia la zona dei ritrovamenti dei frammenti metallici. La zona dei ritrovamenti è compresa tra 1700 e 1850 metri di quota e si estende dal canalone di salita fino a circa 300 metri verso destra (356405 E – 4741970 N) ed in altezza fin quasi fino alla verticale dello Scoglio dell’Aquila che a questa quota inizia a mostrare la sua imponenza. Proseguendo invece sempre il canalone di salita, in altri 60 minuti si arriva a quota 2000 metri (356744 E – 4742756 N), al cosiddetto “Cordone del Vettore”, fascia rocciosa che corre dallo Scoglio dell’Aquila fino alla verticale della Cima dell’Osservatorio. Qui si supera la barriera rocciosa prendendo la sponda sinistra del canale che scende diretto dalla Cima del Redentore, facendo attenzione alle roccette presenti ed ai pendii superiori che, oltre ad essere più ripidi, possono essere scivolosi, pertanto la salita non va fatta con pioggia o tempo incerto. Quindi con molta pazienza, salendo sui ripidi pendii erbosi a 45° di pendenza, in almeno altri 60 minuti di salita si raggiunge la Cima del Redentore a 2448 m. godendo dell’aereo panorama che offre sui Piani di Castelluccio. Discesa: la discesa all’auto può essere effettuata proseguendo la cresta dalla Cima del Redentore per la Cima dell’Osservatorio quindi scendendo al Quarto S. Lorenzo e a Forca Viola. Dal centro della valletta di Forca Viola scendere in direzione di Castelluccio per il sentiero per la Valle delle Fonti (vedi itinerario 9). Non farsi ingannare dai due più ampi e comodi sentieri che partono a destra in successione e che portano al Casale dell’Argentella e più in basso alla Capanna Ghezzi, ma scendere il pendio ghiaioso sottostante per poi raggiungere il fondo della valle delle Fonti. Quindi percorrendo il sentiero di fondo valle, si raggiunge un pianoro con una fontana e costeggiando la base dei canaloni che scendono da Quarto S. Lorenzo e dalla Cima dell’Osservatorio, per prati e campi coltivati, senza tracciato in direzione del Sassone, si raggiunge l’auto da dove siete partiti. Per la discesa considerare almeno 3 ore dalla Cima del Redentore. Oppure, più impegnativa ma molto più panoramica è la discesa del canalone sinistro dello Scoglio dell’Aquila (itinerario B). Dalla Cima del Redentore prendere la cresta per la Cima del Lago, raggiunta la Forcella del Lago, il punto più basso della cresta oltre la quale inizia la ripida salita per la Cima del Lago, scendere il pendio ghiaioso che costeggia le pareti sud dello Scoglio dell’Aquila, la cui cima è visibile (e raggiungibile per chi non soffre di vertigini) circa 100 metri sotto la cresta. Si scende tutto il canalone arrivando a contatto con le imponenti e liscissime pareti dello Scoglio dell’Aquila fino alla sua base dove è presente un pianoro caratterizzato da grandi massi caduti dallo scoglio e da antichi ripari in pietra di pastori. Da qui si osserva l’imponenza dello Scoglio dell’Aquila con le sue lisce e scanalate pareti di calcare massiccio. Per pendii senza tracciato si scende verso sinistra in direzione della curva della strada Castelluccio-Forca di Presta dove avete lasciato l’auto, ben visibile, che avete quasi sotto i vostri piedi.

Scritto il 25 Luglio 2018 da Gianluca Carradorini

Raduno del 28-12-2014

Percorso del Raduno del 28-12-2014   Località: Caldarola KM: 20.43 Difficoltà: Medio Durata: 03:35:25 Dislivello: 990   Traccia del raduno del 28 dicembre a CaldarolaIn questa traccia il primo tratto viene ripetuto due volte, ma in realtà va fatto una volta sola.Si affronta il Sentiero del Capriolo un tratto del CFM(cammino francescano della marca) poi Bozzolone proseguendo per Boschetto Mariotti arrivando in fine al Castello Pallotta di Caldarola.Con questa traccia L’ ASD Monti Azzurri Bike Team vi da appuntamento al prossimo anno…..Buon inizio 2015   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 23 Luglio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Sentiero Raje - Good Bye 2014

Percorso Sentiero Raje - Good Bye 2014   Località: Caldarola KM: 17.86 Difficoltà: Medio  Durata: 02:08:43 Dislivello: 850   Giro con partenza sempre dal nostro covo, Piazza Vittorio Emanuele, fatto salendo fino alla “cavetta” sopra al ripetitore di Caldarola nel modo più’ semplice e comodo facendo una parte della salita su asfaltoGiunti in quota si fà una parte del sentiero delle Raje da poco riaperto, che richiede una dose di tecnica e prudenza in discesa per poi fare un collegamento e andare a fare il sentiero del capriolo.Arrivati a Frz. Pievefavera altro piccolo tratto di asfalto e per chiudere il giro un altro tratto di discesa dentro un boschetto per giungere poi a Caldarola con passaggio al castello PallotaI tratti di asfalto possono essere evitati aumentando il grado di difficoltà, ma a giro fatto con tutta la discesa direi che è proprio un bel giro…un paio di ore di pure divertimento!Giretto fatto in occasione del classico raduno locale di fine anno…good bye 2014 e buon 2015!   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 20 Luglio 2018 da #occhionascosto deisibillini