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"Aids” - Valdiea

Percorso "Aids" - Valdiea   Località: Caldarola KM: 29.06 Difficoltà: Medio Durata: 04:05:00 Dislivello: 839 Partenza da piazza Caldarola, “AIDS” in salita  poi discesa verso Valdiea con ritorno su strada…. un bel giretto: niente di impossibile ma impegnativa sia la salita che la discesa .   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 14 Febbraio 2018 da #occhionascosto deisibillini

“Aids” - Castagneto - Monte Fiegni

Percorso “Aids” - Castagneto - Monte Fiegni   Località: Caldarola KM: 43.67 Difficoltà: Difficile Durata: 05:07:55 Dislivello: 1169 Una delle uscite piu belle dell’anno per noi del gruppo ASD Monti Azzurri..Partenza da piazza a Caldarola, con i primi chilometri si supera tutto il dislivello del giro praticamente…si passa daPievefavera, “AIDS” in salita poi su fino a Monte Fiegni scendendo fino a Fiegni paese affrontando belle discese con fondo sconnesso e pieno di sassi con una vista mozzafiato del lago di Fiastra, si prosegue per Polverina e all’altezza della frazione “Colle” si prende la discesa del “Castagneto” che costeggia il bosco, fondo di terra battuta, con qualche solco, ma comunque veloce e divertente! Al ritorno si passa dal fiume, giusto per  non farci mancare niente prima del ritono su asfalto!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 11 Febbraio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Fosso Pilone - Città

Percorso Fosso Pilone - Città   Località: Caldarola KM: 24.53 Difficoltà: Medio Durata: 04:31:19 Dislivello: 1104 Partenza da Caldarola direzione S.M. Maddalena, via con la discesa di “Fosso Pilone” arrivati alla fine del sentiero si sale per Frz. Tribbio di Montalto,da qui inizia una salita abbastanza impegnativa ma non troppo lunga…! Si scende per Villa di Montalto, risalendo successivamente per arrivare alla “Città” proseguendo si arriva a Cessapalombo in contrada Giardoni. Ritorno in piazza a Caldarola   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 08 Febbraio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Scentelle

Percorso Scentelle   Località: Caldarola KM: 19.78 Difficoltà: Medio Durata: 03:14:02 Dislivello: 1132 Questo è il giro ufficiale proposta dall’associazione per il raduno del 29 dicembre 2013 con partenza da Caldarola, passaggio per nuovi sentieri tra Pievefavera e Croce poi su fino a S.M. Maddalena e da qui ha inizio l’emozionate discesa delle SCENTELLE che termina con l’ultimo tratto della “Storta“. Passaggio per Vestignano con visita al Presepe artistico (a Natale) ultimando il giro in piazza a Caldarola   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 05 Febbraio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monastero - Fonte Trocca-Raje

Percorso Monastero - Fonte Trocca-RajeLocalità: Caldarola KM: 44.49 Difficoltà: Difficile Durata: 06:05:03 Dislivello: 1864 Partenza da Caldarola, uno dei giri piu’ belli, panoramici e duri della zona..si prosegue per Villa di Montalto salendo fino all’ incrocio per la “Grotta dei Frati”…a questo punto si prosegue per la vecchia strada che collega Montalto con Monastero. Giunti quindi a Monastero si prosegue verso i “prati di ragnolo”…, girando in direzione Podalla si scende fino alla diga di Fiastra, attraversandola si va verso Fiegni/Collesanto proseguendo in direzione San Moroto per poi risalire da Collemese fino a S.M. Maddalena. A questo punto inizia la vera discesa del giro, che fin’ora è sembrato un’ interminabile salita…, il “Sentiero delle Raje” al completo dalla “Fonte delle Raje” fino al caratteristico paesino Pievefavera…chiudendo così l’anello con l’arrivo in piazza a Caldarola…. un giro davvero bello   Per la mappa Clicca qui!

Scritto il 02 Febbraio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Animali selvatici in difficoltà, come aiutarli davvero

Un argomento che mi sta molto a cuore è il soccorso alla fauna selvatica in difficoltà, attività doverosa e importante che richiede le giuste competenze e strumenti. Può capitare a tutti di incontrare un animale ferito o bisognoso e sarebbe opportuno avere tutti noi delle nozioni di base per sapere come fronteggiare l’emergenza. Se l’indifferenza uccide, in questi casi può del resto essere altrettanto dannoso anche agire sconsideratamente e senza cognizione di causa, sebbene in buona fede. PRIMA PARTE: SE E COME INTERVENIRE Per questa prima parte consiglio di consultare con attenzione questo sito di riferimento, in particolare la sezione “PRIMO SOCCORSO” che spiega quando è utile intervenire e quando invece dannoso, e nel primo caso dà indicazioni essenziali sui metodi di approccio, cattura e trasporto dell’animale verso strutture idonee. In sintesi un primo decalogo essenziale: Prima di intervenire è sempre meglio osservare la situazione da una certa distanza, chiedendosi se sia davvero il caso di raccogliere l’animale e, se sì, quale sia il modo migliore per prenderlo. NON TOCCATE MAI I PICCOLI DI CAPRIOLO o altri “falsi orfani”, e non asportate nidi o uova. MAI ridurre in cattività un animale selvatico per tenerlo “da compagnia”: lo scopo di ogni intervento è garantire il loro benessere e restituirli alla vita libera non appena possibile. Non somministrate MAI alcun tipo di farmaco di vostra iniziativa. Non lasciate mai un animale selvatico libero per casa o nell’abitacolo di un autoveicolo. Non alloggiate mai un animale selvatico insieme a cani, gatti, o altri animali domestici di proprietà. In presenza di un selvatico, muovetevi lentamente e parlate a bassa voce. Per un animale selvatico, una coccola è un’aggressione: toccateli il meno possibile! Non improvvisate i pasti: una dieta errata può ucciderli! Non affidate MAI un animale selvatico a un bambino: entrambi possono farsi molto male. In generale attenzione sempre alta a non mettere in pericolo se stessi, a maggior ragione se inesperti, e massima cautela nei confronti dell’animale: Evitare di peggiorare lo stato di lesioni o traumi dell’animale, o di metterlo in pericolo causandone la fuga Evitare di impaurire e stressare l’animale, situazione molto pericolosa per il selvatico, può essere letale. SECONDA PARTE: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE Negli ultimi anni la questione del recupero e soccorso della fauna selvatica ha visto numerosi passaggi di mano e “scaricabarile” tra Regione, Provincia e Comuni, con la soppressione del corpo forestale e della polizia faunistica, il tutto ad aumentare una confusione che certo non aiuta nell’emergenza. LAV mette a disposizione un utile VADEMECUM su chi contattare in caso di incidenti che coinvolgano animali. Soggetto formalmente competente per la gestione e protezione della fauna selvatica è la Provincia, ma in alcuni casi interviene la Regione (per esempio in Lombardia, da dove scrivo). Per animali domestici o cosiddetti da cortile vaganti o feriti il primo riferimento è il Comune e le forze di polizia locali. Punto fisso in mezzo alla confusione amministrativa e normativa resta il ruolo effettivo delle strutture operativamente in campo per il soccorso e la cura dei selvatici, i CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici), a cui le stesse istituzioni si rivolgono nell’emergenza. Sono circa un centinaio a livello nazionale (vedi “ELENCO CRAS” nel sito di riferimento http://www.recuperoselvatici.it), gestiti prevalentemente da associazioni o privati, che svolgono un ruolo essenziale e un lavoro instancabile in mezzo a mille difficoltà, primo tra tutti il reperimento dei fondi per il mantenimento delle strutture, non esistendo sovvenzioni espressamente dedicate a questa attività. Purtroppo la rete di strutture specializzate nel recupero fauna selvatica non è sufficientemente capillare, e questo causa rallentamenti nei soccorsi, penuria di risorse (medicinali, spazi, personale competente, mezzi di trasporto) e sovraffollamento nella degenza e nel mantenimento degli animali. In molti casi, nel varesotto per esempio, qualora un selvatico venga coinvolto in un incidente o trovato ferito il personale in grado di prendersene cura deve intervenire dividendosi all’interno di un’area dal raggio medio minimo di circa 50 Km. Attese interminabili per un animale dolorante e terrorizzato, troppo lunghe per scongiurare il rischio di soppressione. Ringrazio la dott.ssa Alessia Mariacher per la condivisione dei contenuti www.recuperoselvatici.it – Mariacher A. 2005. Indagine sui Centri di Recupero per Animali Selvatici in Italia. Dipartimento di Scienze Animali, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Padova, Legnaro. Nella foto sotto, volontari CRAS si prendono cura di una piccola faina orfana

Scritto il 22 Gennaio 2018 da Simona Carmenati

Nevicano lucciole

Ha nevicato l’altro giorno e fuori è rimasto tutto bianco. Effettivamente, la neve ha un grande potere: trasforma ogni cosa, suoni e visuale, pulisce, rende tutto “altro” rispetto al consueto.  E’ una delle manifestazioni della natura che particolarmente va vissuta “a occhio nudo”: perché non importa conoscerne il fenomeno, la composizione chimica, le condizioni che richiede per presentarsi, o saper prevedere quando arriverà, né pensare ai disagi che potrebbe comportare nel nostro quotidiano: la neve resta sempre e comunque qualcosa di magico ai nostri occhi. Qualcosa che ipnotizza lo sguardo e ci lascia sempre e comunque stupiti, e allegri. E quindi, perchè andare oltre? Tutti con il naso all’insù nel turbinio leggero e impalpabile dei fiocchi dalle infinite fantasie. Ma la magia più vera e ipnotica per me sta nel luccichio del suo manto alla luce, nei suoi cristalli luminosi che riflettono colori eterei… Penso a come sia attraente e affascinante  tutto ciò che brilla ed emana luce. Quali altri spettacoli della natura risultano per me particolarmente “magici”? Non maestosi, stupefacenti, meravigliosi, incredibili, ma magici? E allora immagino non solo la neve scintillante sotto la luna piena, ma un tornado di neve che attraversa la foresta come il suo spirito euforico… o l’intensità di un doppio arcobaleno che si tuffa nel mare, e sembra davvero un ponte verso qualcosa di bello… o la fulminea apparizione di una stella cadente, che sembra proprio doverti suggerire qualcosa se hai potuto vederla… Ma sopra tutto, niente mi rapisce di più delle lucciole in primavera… Le aspetto ogni anno come la tradizione più irrinunciabile, improvvisamente appaiono, volano leggere sul prato, sul laghetto, diventano sempre di più, si inseguono, fanno evoluzioni nella notte… Le ho incontrate nel bosco a sorpresa, nei pressi di Montemonaco; io speravo nell’incontro con una volpe o un cervo o chissà quale altro abitante, non pensavo a loro fino a quando ho iniziato a distinguerne il fiume luminoso in cui mi sono trovata immersa… non riuscivo a smettere di guardarle. Non riesco a vedere in loro “insetti”…no, devono proprio essere “insetti magici”… Migliaia di anime luminose a perdita d’occhio, e in mezzo alle quali perdere anche il proprio peso e le proprie zavorre. E voi, in cosa trovate la magia della natura?Perchè amiamo ciò che luccica? Una spiegazione in questo articolo

Scritto il 15 Gennaio 2018 da Simona Carmenati

Miele ferito

Ti ho visto, e sembrava che lo aspettassi. La tua sagoma in controluce. Era strano vederti là, a quell’ora, allo scoperto. Ma tu stavi là, in mezzo al prato, inondato di luce. Avevamo parlato di te poco prima. E di tutti gli altri… quando lo sparo ha zittito improvvisamente i nostri discorsi, e il canto degli uccelli, e il ruminare e lo sgrufolare tranquilli. Abbiamo sentito dentro di noi la fitta lancinante del tuo dolore. La tua incredulità. La tua paura. La tua confusione. Di solito sai esattamente cosa fare; ma di fronte a questo no, questa è un’ingiustizia che non ti appartiene, uno scontro ad armi impari, un contro ogni senso per il quale non sei equipaggiato. Non sapevi più dove andare, come lenire quel dolore, da cosa dover fuggire. Abbiamo voluto sperare che quel colpo fosse andato a vuoto. Tu eri lì, e io ti ho visto, e ho visto come trascinavi a fatica ma con tutta la tua dignità la tua zampa ferita. Una piccola volpe spettinata in controluce, che scompare zoppicando nella boscaglia. E sembrava stessi aspettando per dire che si, ti ha colpito, ma non abbattuto. Si, soffri molto, ma terrai duro, lo supererai. Costruirai la tua ferita e ne porterai i segni. E quando ti rivedrò, ti riconoscerò. Che tu possa guarire le ferite della paura, piccola volpe dagli occhi colore di miele. Sei molto più forte di chi vive nello spregio.

Scritto il 08 Gennaio 2018 da Simona Carmenati