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Il mio cuore di orso

  Leggere insieme ai nostri bimbi è un dono sia per loro che per noi: significa piantare semi che cresceranno quando saranno diventati adulti, quando ricorderanno con affetto i momenti trascorsi insieme. E ancora più preziosi sono i libri in grado di trasmettere messaggi ricchi di significato come quelli contenuti nel libro “Il mio cuore d’Orso” di Margerita Buresta edito da Giaconi.   Il volumetto, illustrato in maniera deliziosa dalla stessa autrice, è l’avventura di un bambino che improvvisamente si ritrova trasformato in un piccolo orso. Dopo alcuni momenti di smarrimento incontra una mamma orsa con altri due cuccioli e viene da loro adottato: questo gli permette di iniziare a scoprire il bosco con un punto di vista completamente nuovo, grazie alla saggezza di mamma orsa, e di innamorarsi di quella vita che prima temeva e disprezzava. E in particolar modo il suo grande affetto va proprio agli orsi, da cui prima era terrorizzato.   Oltre alla piacevole narrazione e ai bei disegni, il tocco da maestro del libro sono le informazioni precise e puntuali contenute in esso. Infatti Margherita Buresta è una giovane zooantropologa ed esperta di comportamento animale, che ha trascorso molto tempo nel Parco Nazionale degli Abruzzi, e queste montagne hanno ispirato l’autrice attraverso i suoi incontri e i suoi studi degli orsi.   “Il mio cuore di orso” è un piccolo gioiello da leggere con i propri bambini, per scoprire insieme a loro la bellezza di un ambiente che spesso resta per noi misterioso e che si rivela splendido e da tutelare.

Scritto il 20 Dicembre 2018 da Daniela Zepponi

Galleria Fotografica - Autunno

Mentre sfogliate questa galleria di immagini insolite dei Monti Sibillini, perché riprese in posizioni o situazioni particolari della montagna, cercate di captare anche quello che nella foto c’è ma purtroppo non si vede e soprattutto non si sente. Dietro ad una foto c’è solo la visione del momento immortalato, ma tutto ciò che gli altri nostri sensi possono percepire, udito, olfatto, tatto, sentimenti, rimangono legati al ricordo del momento. Viaggiate con l’immaginazione e sentirete i suoni, i rumori, i profumi e soprattutto le sensazioni che sono comunque lì, all’interno della foto ma che solo stando sul posto o con l’immaginazione si riescono a sentire e talvolta sono più intensi e meravigliosi di ciò che i nostri occhi ci fanno vedere. D’autunno immaginate la luce limpida delle giornate terse che vi fa vedere cose lontanissime che la fotocamera non riesce ad immortalare, di innalzarvi dalle valli ed emergere da quegli immensi mari di nebbia che ci fanno sentire sul tetto del mondo, sopra ogni altra cosa e momentaneamente sopra ad ogni difficoltà della vita.Immaginate di aspettare in una cima l’arrivo del tramonto autunnale o con la prima neve, guardare le migliaia di luci che si accendono nelle valli, ascoltare il silenzio ed il freddo che si riappropria delle montagne, sentirvi padroni della montagna che ormai è solo vostra, non ci sarà più nessuno vicino a voi e sarete lontani da tutti e da tutto nella immensa felicità che avrete la fortuna di sentire dentro di voi. Già anche la felicità è un sentimento che non si può osservare in una foto ma che sentite solo dentro di voi vivendo quel momento, talvolta quell’attimo fuggente.Andate nei Monti Sibillini e godeteveli fino in fondo con tutti i vostri sensi, con tutto il vostro cuore.

Scritto il 05 Dicembre 2018 da Gianluca Carradorini

Galleria Fotografica - Estate

Un’esplosione di colori, la fioritura e la lenticchia di Castelluccio L’estate è la stagione dei colori. Ormai famosa in tutto il mondo è la “fioritura” dei campi coltivati dei piani di Castelluccio di Norcia che ha luogo con il suo susseguirsi di colori, da metà giugno fino ai primi di agosto a seconda delle stagioni. In questi ultimi anni la “fioritura” si è fatta sempre più intensa e regolare, con enormi contrasti tra un campo e l’altro. Si passa da un campo rosso all’adiacente azzurro senza sfumatura, forse a causa dei cambiamenti climatici o della volontaria mano dell’uomo. Ogni anno sempre più visitatori e fotografi da tutto il mondo, ho incontrato perfino dei giapponesi, vengono ad immortalare questo straordinario spettacolo della natura. Altrettanto famosa è la lenticchia IGP di Castelluccio, lo squisito legume che ha ricevuto il marchio europeo della “Identificazione Geografica Protetta”, coltivata in un’area estesa su parte del Piano Grande e del Piano Piccolo ricadente nel Comune di Norcia (PG) e su parte del Pian Perduto ricadente nel comune di Castelsantangelo sul Nera (MC).La lenticchia di Castelluccio IGP si distingue dalle altre per il piccolo seme e la particolare resistenza alla contaminazione da parassiti, caratteristica innata che gli è conferita dall’ambiente naturale e dal clima rigido dell’altopiano, in cui cresce. La lenticchia secca, nome scientifico Lens culinaris e nome locale “lenta”, ha un bassissimo contenuto di grassi (1,2%) ed elevato contenuto di proteine (28%), carboidrati (57%) e ferro. La pianta è una annuale, erbacea, generalmente alta da 20 cm a 70 cm., ma a Castelluccio difficilmente supera i 40 cm. Gli steli sono dritti e ramificati, le foglie alterne, composte pennate, contano da 10 a 14 foglioline opposte, oblunghe e terminano con un viticcio generalmente semplice o bifido. I fiori, della grandezza di pochi millimetri, a corolla papilionacea, sono di color bianco o blu pallido e riuniti in grappoli da due a quattro, sono molto piccoli e non contribuiscono alla “fioritura” dei campi di Castelluccio, composta da papaveri, fiordalisi, brassica selvatica ecc..I frutti sono dei baccelli appiattiti, corti, contenenti uno-tre semi dalla caratteristica forma a lente leggermente bombata. Il colore dei semi è molto variabile a seconda delle varietà, quella di Castelluccio, come previsto dal disciplinare di produzione IGP, è di colore dal verde screziato al marroncino chiaro, con presenza di semi tigrati.La lenticchia veniva coltivata a Castelluccio fin dai tempi dei Romani secondo un susseguirsi di fasi lavorative tradizionali ormai modificate dall’avvento della tecnologia quali aratura, semina, fioritura, carpitura, ricacciatura, trita (ora trebbiatura), lu cantile, scamatura, conciatura, confezionamento e vendita.Erroneamente la fioritura iniziale dei campi di Castelluccio, di colore giallo, viene attribuita alla Lenticchia ma in realtà è prodotta dai fiori gialli della Brassica arvensis spontanea, che fiorisce prima. Colori all’infinito, sullo sfondo il Pizzo del Diavolo

Scritto il 28 Novembre 2018 da Gianluca Carradorini

Gran Fondo 2017 Caldarola-Sarnano UFFICIALE giro corto

Percorso Gran Fondo 2017 Caldarola-Sarnano UFFICIALE giro corto   Località: Caldarola KM: 33 Difficoltà: Medio Durata: 3:30:00 Dislivello: 1050   In collaborazione con l’associazione ‘Sarnano In Bici’, ispiratori del percorso, capitanata da Antonio Arrà e il suo braccio destro Claudio Carassai, studiando e valutando le carte sulle vie delle antiche rocche incantate dei nostri paesaggi purtroppo feriti dal terremoto del 2016. Sono passati mesi dalle prime riunioni a casa di Gino Persicorossi con i fratelli Giustozzi (senza di loro non avremmo forse neanche cominciato!!), in sedi associative volanti, a volte da noi, a volte a Sarnano a casa di Antonio. Siamo lesi ma non arresi! Alla fine questa creatura è nata…sperando di aver fatto un buon lavoro vi aspettiamo numerosi, ringraziando in anticipo tutti quelli che ci hanno aiutato a tagliare, tabellare e controllare i punti per realizzare questa manifestazione. I percorsi prevedono: passaggi su ponti, guadi, Parco Nazionale dei Sibillini, i comuni di Caldarola, Sarnano e Cessapalombo e le loro molteplici frazioni come Morichella, Pian di Pieca, Cerqueto, Vallato, San Cassiano, Gabba, Terro, Palura, Romani, Morelli, Sassetto, Valcaiano, Vecciola, Macchia a Foco.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 25 Novembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Gran Fondo 2017 Caldarola - Sarnano UFFICIALE giro Lungo

Percorso Gran Fondo 2017 Caldarola-Sarnano UFFICIALE giro Lungo   Località: Caldarola KM: 56  Difficoltà: Difficile Durata: 5:00:00 Dislivello: 1800   In collaborazione con l’associazione ‘Sarnano In Bici’, ispiratori del percorso, capitanata da Antonio Arrà e il suo braccio destro Claudio Carassai, studiando e valutando le carte sulle vie delle antiche rocche incantate dei nostri paesaggi purtroppo feriti dal terremoto del 2016. Sono passati mesi dalle prime riunioni a casa di Gino Persicorossi con i fratelli Giustozzi (senza di loro non avremmo forse neanche cominciato!!), in sedi associative volanti, a volte da noi, a volte a Sarnano a casa di Antonio. Siamo lesi ma non arresi! Alla fine questa creatura è nata…sperando di aver fatto un buon lavoro vi aspettiamo numerosi, ringraziando in anticipo tutti quelli che ci hanno aiutato a tagliare, tabellare e controllare i punti per realizzare questa manifestazione. I percorsi prevedono: passaggi su ponti, guadi, Parco Nazionale dei Sibillini, i comuni di Caldarola, Sarnano e Cessapalombo e le loro molteplici frazioni come Morichella, Pian di Pieca, Cerqueto, Vallato, San Cassiano, Gabba, Terro, Palura, Romani, Morelli, Sassetto, Valcaiano, Vecciola, Macchia a Foco.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 22 Novembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Galleria Fotografica - Primavera

Mentre sfogliate questa galleria di immagini insolite dei Monti Sibillini, perché riprese in posizioni o situazioni particolari della montagna, cercate di captare anche quello che nella foto c’è ma purtroppo non si vede e soprattutto non si sente. Dietro ad una foto c’è solo la visione del momento immortalato, ma tutto ciò che gli altri nostri sensi possono percepire, udito, olfatto, tatto, sentimenti, rimangono legati al ricordo del momento. Viaggiate con l’immaginazione e sentirete i suoni, i rumori, i profumi e soprattutto le sensazioni che sono comunque lì, all’interno della foto ma che solo stando sul posto o con l’immaginazione si riescono a sentire e talvolta sono più intensi e meravigliosi di ciò che i nostri occhi ci fanno vedere. A primavera immaginate di sentire il profumo della terra riscaldata dai primi tepori, dei fiori che si susseguono nelle fioriture nei boschi, nei prati. Talvolta sono dei profumi penetranti, immensamente buoni, che solo la natura riesce a fare nella sua complessa micro chimica delle piante. Cercate i primi miosotis nei prati, così piccoli ma profumatissimi, le viole e poi i ciclamini nei boschi e annusateli.Il canto delle prime allodole che si librano nell’aria sopra ai prati che iniziano a sgombrarsi dalla neve, il canto del cuculo e dell’usignolo nei boschi di faggio con le loro prime tenere foglie di un verde chiaro che fanno filtrare una magica luce all’interno dei boschi, immaginate di ascoltare il fischio dell’aquila.

Scritto il 21 Novembre 2018 da Gianluca Carradorini

Fiastra – Val di panico – Rio sacro

Percorso Fiastra – Val di panico – Rio sacro   Località: Fiastra KM: 52 Difficoltà: Difficile Durata: 9:12:20 Dislivello: 2026   Partenza da San Lorenzo al lago(Fiastra) e ci dirigiamo subito verso il Fargno facendo la scalata del monte Coglia,22km e circa 1000 d+ ( troverete fontane lungo la salita )giunti al Fargno ,dopo una sosta al rifugio ci dirigiamo verso la forcella Ancagnola (forcella del fargno) con qualche tratto a spinta in salita visto la pericolosita’ di alcuni passaggi è meglio scendere !!poco prima di arrivare alla vetta prendiamo il sentiero 275 detta Val di Panico e lo facciamo fino a casali di ussitafate attenzione e ,se non dotati di mezzi e capacità idonee meglio scendere, godetevi lo spettacolo!!giunti a Casali di Ussita ,dopo un altro passaggio al rifugio Casali Val di Panico , ci prepariamo per un altro lungo salitone fino raggiungere l’incrocio dove eravamo già passati prima ma questa volta andiamo in direzione rifugio Gasparri e questa volta ci godiamo lo spettacolo della Valle di Rio Sacroanche qui molta attenzione ma sempre occhi aperti anche a cio’che vi circondaperche la natura in questi periodi dell’anno è BELLISSIMA.alla fine della vallata vi ritroverete ad Acquacanina e dopo qualche km di asfalto sarete di nuovo alle macchineuno dei piu’ bei giri nella zona Periodo consigliato Estate -AutunnoDifficolta’ ALTANecessario allenamento e doti tecniche.   Per la mappa clicca quI!

Scritto il 19 Novembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Ussita - direttissima Casali

Percorso Ussita - direttissima Casali   Località: Ussita KM: 33 Difficoltà: Facile Durata: 2:00:00 Dislivello: 1273   Partenza da ussita facciamo circa 18 km di salita fino al Fargno passando per Tempore e Casali, visita al rifugio ammirando i panorami poi torniamo indietro per andare a prendere la ‘direttissima Ussita Casali’ passando per la fonte delle Scentelle che si trova ad inizio Sentiero. La discesa è ripidissima e adatta a bikers davvero esperti Giro corto e con poco dislivello ma la discesa è davvero tosta e difficile! Periodi consigliati per fare questo sentiero, autunno/ estate   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 16 Novembre 2018 da #occhionascosto deisibillini