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TranquilliHero dei Sibillini

Percorso TranquilliHero dei Sibillini   Località: Caldarola KM: 101 Difficoltà: Difficile Durata: 14:13:10 Dislivello: 4000   Partenza per questo giro alle prime luci dell’alba…. inizio del giro da Piazza Vittorio Emanuele(Caldarola) con direzione Monte di Croce e su su…… fino a  Monte Fiegni quota 1330. Da qui scendiamo un po’ ed arriviamo a Fiegni paese, piccolo tratto asfaltato fino a raggiungere Fiastra passando nella piazzetta dove comincia la vera salita, 22km per arrivare al Rifugio del Fargno. Il primo rifornimento idrico, prima di inziare la salita del Monte Coglia, si trova di fronte la caserma della forestale. Appena giunti all’incrocio della strada che sale da Casali si puo intravedere il Monte Bove, Frontignano con i suoi impianti sciistici e il Santuario di Macereto. Giunti al Fargno, altro punto d’interesse sia per mangiare che per bere, continuare il tour seguendo la strada e scendendo verso Pintura di Bolognola e durante la discesa, se il rifugio dovesse essere chiuso troverete una fonte sulla dx mentre scendete. Prima di giungere a Pintura seguite il cartello che vi dà “strada senza uscita” e ricominciate a salire, questa volta  alla conquista di Castel Manardo, salita progressiva apparte qualche tornante inziale. Giunti alla fine della salita sulla sinisrta dovete seguire il sentiero di “Campolungo” che vi farà scendere fino a Rifugio Amandola passando dal Monte Amandola, discesa impegnativa con un single track a tratti davvero difficile… consigliabile scendere su alcuni tratti per la presenza di grandi sassi. Giunti al Rifugio Amandola, 1200 m, altro punto dove troverete una fonte, scendere fino a quota 800m circa per 2 km, all’incrocio della strada che porta a Garulla Superiore prendere verso Pintura, salita  per 5km costanti non ripidi e per bei tratti anche sotto l’ombra. Arrivati di nuovo a Pintura di Bolognola ora dovrete fare un altro tratto di asfalto fino al Passo della Maddalena e da qui seguire il sentiero che passa a Pizzo Mèta per poi scendere fino ai Prati di Ragnolo, altro single track  e arrivati a Monastero, altro punto dove rifornirsi d’acqua. Fate tutta la discesa fino al Fiastrone, quota 490 m, cominciano le ultime ma terribili salite! Si comincia con la salita che porta fino a Villa di Montalto, poi l’ultimo immenso sacroficio, solo per veri biker’s altrimenti vi aspettano 2 ore di bici a spinta! fino a raggiungere la Pietrella, ma giunti in quota avrete la senzazione di essere davvero Heroi. Da qui ormai il piu’ è fatto, vi resta uno strappo dalle Stabbiate fino al cancello di monte Fiegni poi altro strappettino fino a passare avanti il cancello della Storta, poi giù per i prati del ripetitore e tutte le corte fino a Croce. Qui ultimo strappetto che vi porta al serbatorio dell’acquedotto e altro single track finale con il tratto del sentierto che è lo stesso della Conero Cup del 2014 fino a giungere poi in Piazza Vittorio Emanuele. Ora non ci resta che farvi i nostri più sinceri complimenti….spero che la nostra Hero dei Sibilini vi sia piaciuta e il sacrificio sia stato ripagato da viste mozzafiato e paesaggi magici Sei anche te entrato nel club dei TranquillHero del gruppo ASD Bike Team Monti Azzurri! il  piu’ bel giro che potevamo offrirvi!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 29 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

SAPERNE UNA PIÙ DEL CEBO

Osservazioni su un curioso comportamento di una scimmietta arboricola ne mettono in luce le sorprendenti  capacità cognitive. Le ipotesi dell’etologa Chiara Grasso nell’articolo “Il cebo e il millepiedi: droga o insetticida?” contemplano comportamenti di auto-medicazione o la possibilità di induzione volontaria di uno stato psicotropo. E’ proprio come si attribuisce abbia espresso Einstein, “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata“.

Scritto il 26 Settembre 2018 da Simona Carmenati

TRANSUBIKE 27/12/2015

Percorso TRANSUBIKE 27/12/2015   Località: Caldarola KM: 20 Difficoltà: Facile Durata: 03:00:00 Dislivello: 500   giro per salutare il 2015 e  augurare buon 2016 a tutti i Biker’s. Il classico appuntamento dell’ASD MONTI AZZURRI questa volta accompagnerà gli amici della TRANSUBIKE 2015 in un giro semplice dove potremo ammirare bellezze architettoniche locali tra Rocche e Castelli giro corto, facile alla portata di tutti, ma sempre pensato con l’intento di stupire…   non ci sono particolari difficoltà.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 26 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Salita diretta dalla Valle di Pilato alla Cima dell’Osservatorio o alla Cima del Redentore

Difficoltà: AD La salita proposta permette di raggiungere la Cima dell’Osservatorio o la Cima del Redentore direttamente dalla Valle di Pilato salendo per il ghiaione sottostante il versante nord del Pizzo del Diavolo, per superare la sovrastante barriera rocciosa per uno stretto canalino, passaggio chiave per accedere ai pendii sommitali fino alle due cime. Il periodo migliore per la salita è la fine della stagione invernale o l’inizio della primavera, in quanto il canalino di salita deve essere colmo di neve per permettere di superarlo interamente su neve senza difficoltà su misto. Accesso: per raggiungere i pendii sottostanti la parete nord del Pizzo del Diavolo si può partire da Foce per risalire il Piano della Gardosa quindi le Svolte e la Valle di Pilato per l’itinerario classico (sentiero n.151) ma piuttosto lungo fino a raggiungere la verticale del ghiaione di salita di fronte al Gran Gendarme (358139 E – 4743413 N, 1890 m.).Oppure più facilmente da Castelluccio si prende la strada parallela alla Capanna Ghezzi ma che conduce più sulla destra nella Valle delle Fonti (vedi itinerario 9), raggiunta la fontana posta in un ampio pianoro si prosegue nella valle per salire poi a Forca Viola. Dalla Forca si scende nel versante est per prendere il tracciato del sentiero che porta al Lago di Pilato. Si raggiunge Forca di Pala e ci si immette nella Valle di Pilato attraversando i ghiaioni sotto a Quarto S. Lorenzo, fino ad arrivare di fronte alla parete nord del Pizzo del Diavolo dove inizia la salita.È opportuno considerare non meno di 2,5 ore per il raggiungimento dell’attacco, a seconda delle condizioni del manto nevoso (357992 E – 4743418 N, 1900 m.). Descrizione: dalla base del ghiaione da cui si ammira la spettacolare parete nord del Pizzo del Diavolo e del Gran Gendarme, si sale in verticale in direzione ovest verso la barriera rocciosa sovrastante che sembra continua ed invalicabile.Tenendosi sulla destra si nota in alto un canalino seminascosto che, con andamento obliquo verso destra, permette di superare la barriera rocciosa interamente su neve (45 minuti). Ci si impegna nel canalino piuttosto ripido con uscita a 50° per raggiungere in circa 1 ora verso ovest, i pendii sottostanti la Cima dell’Osservatorio (2350 m.).Se la neve è in condizioni anziché raggiungere la cima dell’Osservatorio si può deviare nettamente verso destra per impegnarsi nella salita del ripido versante nord della Cima del Redentore fino alla sua cima (2448 m., 1,5 ore). Discesa: per chi parte da Castelluccio, le discese dalla Cima del Redentore o dalla Cima dell’Osservatorio possono essere effettuate in modo più entusiasmante e rapido per i canali sottostanti le due cime che scendono nel versante ovest proprio nella Valle delle Fonti, facendo attenzione nel superamento della fascia rocciosa del “Cordone del Vettore” (2 ore).Oppure dalla Cima del Redentore o dalla Cima dell’Osservatorio si prosegue la cresta verso nord fino a Quarto S. Lorenzo, per ridiscendere a Forca Viola e quindi riprendere l’itinerario di salita (2.5 ore).Per chi proviene da Foce; dopo aver sceso per questo secondo itinerario, da Forca Viola scendere nel versante est e ritornare nella Valle di Pilato per il tracciato di Forca di Pala per poi ridiscendere per le Svolte fino al Piano della Gardosa (considerare anche 3 ore a seconda dell’innevamento).  

Scritto il 26 Settembre 2018 da Gianluca Carradorini

Aids - Collemese (double)

Percorso Aids - Collemese (double)   Località: Caldarola KM: 30.41 Difficoltà: Difficile Durata: 04:19:12 Dislivello: 1400   Partenza da Caldarola il giro lo possiamo sintetizzare come un Double "2 salitone e 2 discesone”   La prima salita, destinazione Frz. Pievefavera è l “AIDS” poi discesa fino a San Maroto la seconda salita, Frz. Collemese fino a Santa M. Maddalena e tutti i “tagli” fino a Caldarola   Divertente, allenante,  ma impegnativo sia in salita ce in discesa. ci sono tratti di asfalto e richiedono esperienza di guida oltre che a mezzi tecnico/fisici idonei   un bel giretto tra i nostri monti.   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 23 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Doppio De Magistris - Scentelle - Boschetto

Percorso Doppio De Magistris - Scentelle - Boschetto   Località: Caldarola KM: 21.34 Difficoltà: Medio Durata: 03:43:58 Dislivello: 1015   Giretto corto ma impegnativo sia con discese sia con salite, nonostante la “lunghezza” il giro nasconde molte insidie Si parete da Caldarola, Piazza, facendo il sentiero de Magistris in salita poi si sale con la classica strada fino al “ripetitore”. Si prosegue con la strada che porta a S.M. Maddalena salendo a sinistra nel “taglio” che porta al “Poggio della Pagnotta” per arrivare a prendere il sentiero delle Scentelle. si percorre di nuovo il sentiero De Magistris in discesa però e dal cimitero di Caldarola risaliamo per andare a fare il nostro amato Boschetto .. una 20 km di km per 1000 D+ non vi deluderà!   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 20 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

SIAMO TUTTI LADYHAWKE

Come sfuggire all’impatto dell’uomo sull’ambiente? Gli altri animali devono modificare il proprio comportamento per ovviare alla pervasività umana. Bisogna interrompere un maleficio per incontrarci all’alba?  L’invasività dell’uomo costringe gli altri animali a diventare notturni – Marchesini Etologia

Scritto il 19 Settembre 2018 da Simona Carmenati

Canale della Valle Santa alla Cima del Lago

Difficoltà: PD La Valle Santa si apre nel versante sud-ovest della Cima del Lago e della Punta di Prato Pulito. Generalmente viene percorsa d’inverno fino ad uscire in corrispondenza della cima del Monte Vettoretto o della Croce Zilioli per proseguire poi fino al Monte Vettore. Presenta un ripido canalone laterale che si stacca dal fondo della valle per attraversare la fascia rocciosa denominata il “cordone del Vettore” fino a raggiungere la Cima del Lago su pendii finali molto ripidi e con 1000 metri di dislivello di salita.La sola parte iniziale di fondovalle del canalone viene percorsa in discesa da un itinerario scialpinistico che scende dalla Cima del Lago per il fianco dello scoglio dell’Aquila. Accesso: si raggiunge la Valle Santa dalla strada che collega Castelluccio a Forca di Presta, si lascia l’auto in corrispondenza di un ampio curvone della suddetta strada, al fondo della valle (356406 E – 4740530 N, 1400 m.). Descrizione: dalla strada ci si addentra nella Valle Santa in direzione nord-est fino a raggiungere in circa 20 minuti sulla sinistra l’imbocco del canalone di salita (357147 E – 4740841 N. 1600 m.). Ci si immette nel canalone tenendosi sulla sinistra raggiungendo facilmente su pendii di 30-40° in circa 1,5 ore la fascia di rocce a 2100 metri del “Cordone del Vettore” situata di fianco al maestoso Scoglio dell’Aquila che si stacca ancora sulla sinistra del canale. Si supera la fascia di rocce, sulla destra o sulla sinistra della verticale della cima a seconda dell’innevamento, e ci si immette sul pendio sommitale che si fa sempre più ripido, fino a 50° del tratto finale in corrispondenza della Cima del Lago (2422 m.) che si raggiunge in una ulteriore ora si salita. Discesa: dalla Cima del Lago si può scendere in modo più impegnativo ed entusiasmante direttamente verso nord-ovest alla Forcella del Lago (357495 E – 4742198 N, 2380 m.) quindi nel canale del versante sud-ovest che costeggia lo Scoglio del’Aquila per poi piegare verso destra fino al canale di salita o direttamente su pendii aperti fino all’imbocco della Valle Santa (2 ore). Oppure dalla Cima del Lago si scende verso est per la Punta di Prato Pulito fino al Rifugio Zilioli. Quindi per la via normale si scende in direzione sud fino al pianoro della cima del Monte Vettoretto (358141 E – 4741290 N, 2055 m.) o ancora più giù fino alla Croce Zilioli per immettersi direttamente nella Valle Santa facendo attenzione al primo tratto di pendio sottostante il sentiero piuttosto ripido (2 ore).

Scritto il 19 Settembre 2018 da Gianluca Carradorini