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Monte di Croce - S. Maroto - Sentiero Del Tesoro e De Magistris

Percorso Monte di Croce - S. Maroto - Sentiero Del Tesoro e De Magistris   Località: Caldarola KM: 27.64 Difficoltà: Medio  Durata: 03:54:21 Dislivello: 1216   Fino al monte di Croce la strada non presenta particolari difficoltà, i classici 6 km di asfalto in salita per poi passare al terreno di breccia e salire fino alla casetta sopra il Ripetitore, direzione “Vallette”. La parte iniziale è la stessa che si fa’ per andare a prendere “I Terribili” poi però si fà una variante e si arriva dopo una prima discesa sopra San Giusto e San MarotoDa qui altra salita, a tratti impegnativa, che ci riporterà a S.M. Maddalena. Ora discesa tra i sentieri “Del Tesoro” e “De Magistris” che vi porteranno dritti a Piazza di Caldarola.Particolarmente adatto a bici AM ma nell’insieme è praticabile con qualsiasi mezzo però richiede esperienza nella guida in discesa perché i due sentieri finali nascondono dei pericoli.un bel giretto.   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 08 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Gola del Furlo

Percorso Gola del Furlo   Località: Acqualagna(PU) KM: 46.04 Difficoltà: Medio Durata: 06:33:48 Dislivello: 1683   Partenza e ritorno presso il Parco del Furloabbiamo fatto entrambi le montagne rocciose:Monte PaganuccioMonte PietralataTesta di MussoliniRiserva Naturale del Furto Il giro presenta se fatto in periodi estivi resta abbastanza impegnativo, mentre i sentieri praticati non presentano particolari difficoltà diverse da una normale uscita in MTB.Richiede l’utilizzo di sacche idriche e di attenzione in discesa che sono quasi tutte con pietraie. un bel giro.   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 05 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Salita alla cima di Costa Vetiche

Difficoltà: AD Il canale proposto è situato nell’alta valle del Fiastrone ed è interessante per il dislivello di salita di oltre 600 metri, per la sua posizione isolata e praticamente dimenticata da qualsiasi idea di salita alpinistica anche perché è difficilmente in buone condizioni di innevamento, vista la quota di partenza di circa 1300 metri e l’esposizione nel versante sud della montagna e quindi soggetto a temperature più elevate. La “cima di Costa Vetiche” che si raggiunge non è neppure riportata sulle carte e rappresenta la propaggine nord-est della “Forcella Cucciolara” nel gruppo del Monte Rotondo. La zona è soggetta a grandi slavine che fino alla primavera riempiono la base del canale di salita costringendo il torrente talvolta a formare una galleria sotto alla neve, è stata salita da me una sola volta una ventina di anni fa. È pertanto necessario valutare preventivamente lo stato di innevamento del versante, salendo al mattino presto possibilmente prima dell’alba evitando che il sole riscaldi i pendii superiori del canale. Accesso: da Bolognola si prende la strada per la Pintura di Bolognola fino al primo tornante dove si incontra la deviazione a destra per la Valle del Fargno dove è segnata un’area pic nic. Si continua a piedi nella strada che percorre il fondovalle e si risale il torrente (sentiero n. 311). Dopo circa 3,5 km la strada si perde. Si risale liberamente ai lati del greto del torrente, si supera una captazione d’acqua e si continua per altri 250 metri circa sui lati del torrente, fino a trovare sulla destra una ampia curva caratterizzata dalla confluenza di due canaloni che scendono paralleli dalla Costa Vetiche (354818 E – 4758591 N, 1300 m.). Descrizione: si risale per circa 400 metri in direzione nord-ovest il canalone di sinistra che si innalza lievemente fino ad una biforcazione. Si sale ancora il ramo di sinistra su terreno ripido fino ad incontrare in alto una barriera rocciosa (1.5 ore). Si supera la barriera rocciosa (354326 E – 4758729 N, 1700 m.) su un canalino stretto e ripido (50°) situato sulla destra di uno scoglio di forma piramidale. In questo passaggio è tassativa la presenza di neve dura altrimenti conviene spostarsi 50 metri sulla destra prendendo un ripido pendio con alcuni passaggi di misto posto poco prima della cresta rocciosa sommitale. Superato il canalino si continua per altri 30 minuti fino a raggiungere i pendii sommitali meno ripidi e la cresta che porta infine alla cima di Costa Vetiche (353678 E – 4758673 N, 1920 m), a circa 400 metri dalla Forcella Cucciolara (353573 E – 4758551 N, 1912 m.). Discesa: dalla cima si scende in direzione sud-ovest alla Forcella Cucciolara quindi si scende per l’ampio pendio sottostante del versante sud verso le sorgenti del Fiastrone. Raggiunto il torrente si scende verso valle percorrendo il greto. Si supera uno stretto tratto con alte pareti di roccia rossa in corrispondenza della cresta nord del M. Acuto e si prosegue il torrente fino a ritornare al punto di salita (ore 1.5).  

Scritto il 05 Settembre 2018 da Gianluca Carradorini

Pizzo Mèta - Sentiero Dei Cinghiali - Sarnano

Percorso Pizzo Mèta - Sentiero Dei Cinghiali - Sarnano   Località: Caldarola KM: 62.57 Difficoltà: Difficile Durata: 07:12:59 Dislivello: 1749   Partenza dal solito posto, piazza di Caldarola, direzione verso Contrada Collarsone, appena fuori Caldarola, giunti a Frz. Valle, poi Tribbio e Villa di Montalto per dirigerci verso Frz. Monastero dove troviamo la prima salita dura.Appena ripreso il fiato altri 8 km di salita fino ai prati di Ragnolo e anche qui piccola pausa e su fino alla conquista del monte “Pizzo Meta”(firmiamo i quaderni del passaggio) poi su per Pintura di Bolognola, sentiero che porta a  Garulla dove e si va a prendere il “Sentiero del Cinghiale”, molto divertente…. Ritorno su asfalto per Sarnano fino a Caldarola, circa 20Km un giro duro, con molte salite dure e impegnative. Discese tecniche e richiedono mezzi idonei e esperienza di guidamolti punti dove prendere l’acquasentieri sono ghiaiosi e rocciosiun gran bel giro con ottimi panorami e vedute mozzafiato   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 02 Settembre 2018 da #occhionascosto deisibillini

"I 4 Strappi"

Percorso "I 4 Strappi"   Località: Caldarola KM: 25.46 Difficoltà: Medio Durata: 04:17:05 Dislivello: 1300   Partenza e ritorno a Piazza Vittorio Emanuele di Caldarola. Inizio giro su asfalto fino a Frz. Croce, proseguendo verso il “ripetitore” di Caldarola dove si passera’ per un sentiero che passa al fianco dei prati. Giunti in quota si prosegue in direzione della discesa “La Storta” ma noi andremo ancora su fino a quasi la cima del Monte Fiegni. Faremo una panoramica che passa sopra a S.M. Maddalena fino a scendere e prendere la strada che vi porterà a fare un tratto del “Sentiero 1 Rosso”. Giunti nella zona detta “Le Vallette” andremo a prendere il sentiero delle Raje, poi risaliremo un po’ per andare a prendere il Sentiero del Tesoro e di seguito il Sentiero De Magistris, queste discese sono impegnative e non adatte a persone inesperte o con mezzi non adatti a lunghe discese dove anche i freni subiscono forti stress. Giunti di nuovo nei pressi del cimitero di Caldarola andremo a prendere una salita che vi porterà  a fare un’altra discesa gustosissima e che vi porterà dritti in piazza.   un giro con alcuni tratti in asfalto salite ripide e tecniche discese difficili e lunghe che richiedono una preparazione idonea a quello che state facendo. consigliato l’utilizzo di protezioni e PRUDENZA SEMPRE   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 30 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

I canali del versante nord di Monte Castel Manardo e di Costa Acquario: goulotte e canali destri dello Scoglio del Montone – versante nord di Cima Acquario, canale obliquo e nevaio di Monte Acuto

Sei canali posti in successione nella valle del Fargno, saliti tutti da noi ormai più di venti anni fa, come la goulotte dello scoglio del Montone e la goulotte del canale obliquo, possono rappresentare un'ottima e comoda palestra per chi intende avvicinarsi all’alpinismo invernale dei Monti Sibillini. Addirittura alcune salite facilmente raggiungibili si possono compiere nella stessa giornata e permettono di prendere confidenza con i pendii mai troppo ripidi (40° i canali con solo alcuni brevi tratti fino a 60°, 70-90° su ghiaccio verticale di colata nelle due goulottes) e ne troppo lunghi (massimo 300 m. di dislivello).Si impara a scegliere le condizioni ottimali della neve, cosa che in questa zona è importante proprio per le condizioni del sottofondo erboso costituito da erba alta (falasco) che cresce nei versanti nord umidi e che provoca grandi slavine di scorrimento. Nel marzo 2006 ho osservato l’enorme massa di neve, della foto 77 ripresa un mese prima che si staccasse dalla cresta che collega Forcella Bassete allo scoglio del Montone, proprio all’uscita del terzo canale destro di salita, e che ha sradicato a valle, cadendo da sopra la strada, enormi faggi secolari del diametro di oltre 50 centimetri, che ancora giacciono nel bosco lasciati a marcire qualche decina di metri sotto alla strada per il Rifugio del Fargno.Pertanto le salite di questi facili canali vanno comunque effettuate tassativamente in condizioni di neve ben assestata e, per l’itinerario 1 di freddo intenso in modo che si formi la colata di ghiaccio. Le salite sono descritte in ordine di avvicinamento. 1. Goulotte dello Scoglio del MontoneDifficoltà: AD + tratti a 80-90° Accesso: dalla Pintura di Bolognola si percorre la strada per il rifugio del Fargno, chiusa d’inverno, fino ad un tratto dove non è più presente il bosco sopra strada (356145 E – 4758866 E, 1500 m.), sulla verticale dello scoglio del Montone (40 minuti). Appena usciti dal bosco si risale il pendio sopra la strada verso sinistra quindi si procede in lieve salita per circa 200 metri, dirigendosi alla base dell’inciso canale che scende alla sinistra dello scoglio fino al suo imbocco poco sopra al bosco. Descrizione: raggiunto l’imbuto terminale del canale (356502 E – 4759037 N, 1580 m.) si entra in esso e, a seconda dell’innevamento, si sale la prima goulotte su pendii di 70° oppure se coperta dalla neve si risale il canale su pendii di 50° fino alla parete rocciosa, dove si forma la cascata in genere di 6-8 metri verticale su ghiaccio di colata a 80-90° (utile qualche vite da ghiaccio). Al termine della cascata il canale si allarga e si fa meno ripido per uscire infine sul ripiano sommitale (356751 E – 4758692 N, 1850 m.) dello scoglio del Montone (1864 m) che si raggiunge sulla destra. Discesa: dall’uscita del canale di salita si percorre l’ampio pendio sommitale verso nord-est e si raggiunge la cima del Monte Castel Manardo (1917 m.) da cui, in circa un’ora, si scende agli impianti di risalita della Pintura di Bolognola per la cresta nord fino alla “Porta di Berro” da cui iniziano le piste da sci. Oppure per chi vuole allungare si prosegue la cresta in direzione sud-ovest per scendere alla Forcella Bassete (355927 E – 4758188 N, 1701 m.) e quindi per ampio canalone verso nord-ovest si arriva alla strada del Fargno in corrispondenza della curva della fontana (sommersa d’inverno). Quindi per strada, più o meno sommersa dalla neve, in circa un’ora si arriva alla Pintura di Bolognola. 2. Canale destro dello Scoglio del MontoneDifficoltà: PD Accesso: dalla Pintura di Bolognola si percorre la strada per il rifugio del Fargno, chiusa d’inverno, fino ad un tratto dove non è più presente il bosco sopra strada, sulla verticale dello scoglio del Montone (40 minuti) come per l'itinerario 1. Si risale quindi il pendio lievemente verso destra dirigendosi alla base del canale che scende poco sopra al successivo tratto di bosco sopra strada. Descrizione: si risale il canale su pendii di 40 – 45° per circa 300 metri di dislivello fino alla cresta che collega lo scoglio del Montone alla Forcella Bassete. Discesa: come itinerario 1. 3. Canale destro dello Scoglio del Montone o di Colle BasseteDifficoltà: PD + Con neve abbondante e perfettamente assestata è possibile salire un canale più ripido situato ancora più a destra del canale descritto sopra (2) , posto al termine della cresta che sale dall’enorme scoglio tagliato dalla strada del Fargno. Accesso: come per l’itinerario 2, si prosegue ancora per altri 100 metri la strada fino all’ultimo lembo di bosco sopra strada che termina poi nel grande scoglio. Descrizione: si risale il pendio prima dell’ultimo tratto boscoso (356072 E – 4758807 N) dirigendosi nettamente verso destra. Raggiunta la barriera di rocce che sale dallo scoglio di destra si risale lo stretto canalino centrale (356051 E – 4758563 N) su pendenze di 70° e tratti di misto fino ad uscire sulla cresta oppure, se il canalino non è in condizioni, si supera la barriera rocciosa spostandosi ancora di più sulla sinistra per poi deviare verso destra sopra alle rocce per uscire infine sulla cresta superiore fino alla cima di Colle Bassete (1832 m). Discesa: come itinerario 2. 4. Versante nord di cima acquarioDifficoltà: AD - Accesso: come per l’itinerario 1 ma proseguendo la strada per il rifugio del Fargno, chiusa d’inverno, fino a superare la valletta sulla verticale di Forcella Bassete dove d’estate c’è la fontana. Si prosegue sulla strada per altri 200 metri, si supera un incassato canale (355430 E – 4758136 N) che può essere anche oggetto di salita invernale facile (40-45°) e si prosegue per altri 100 metri fino ad arrivare sulla verticale (355357 E – 4758100 N, 1600 m.) di Cima Acquario (non riportata sulle carte), la prima cima che si incontra dopo Forcella Bassete verso ovest sulla cresta che arriva fino a M. Acuto (1,15 ore dall’auto). Descrizione: si risale il canale-pendio sopra strada su pendenze iniziali di 45° fino ad uno scoglio a punta oltre il quale, verso destra, il pendio si impenna fino a 55°- 60° in corrispondenza della cresta finale (1 ora, 250 metri di dislivello). Attenzione alla cornice di uscita che in inverni nevosi può essere alta anche qualche metro. Discesa: si percorre l'ampia cresta che scende in direzione nord-est verso la Forcella Bassete e da qui per il canalone del versante nord-ovest (via di salita normale) si ridiscende alla strada del Fargno. 5. Canale obliquoDifficoltà: PD + , Goulotte AD tratto a 70° Accesso: come per l’itinerario 4, giunti sulla verticale della Cima Acquario si prosegue la strada del Fargno fino ad arrivare circa 200 metri prima del grande canalone che divide la Costa Acquario dalla parete nord di M. Acuto (1,3 ore dall’auto). In corrispondenza di alte pareti di roccia rossa della strada (354899 E – 4757858 N, 1650 m.) convergono due canali, di cui quello sinistro è delimitato in alto da una fascia rocciosa alta alcuni metri a forma di tettoia (una parte continua anche sottostrada). Descrizione: si risale il taglio della strada e si raggiunge l’inizio del canale sinistro che presenta una andatura obliqua da destra verso sinistra. Si risale il canale che obliqua passando sotto al bordo roccioso destro fino alla cresta che collega Forcella Bassete al Monte Acuto con uscita piuttosto ripida, (tratto a 60-70° a seconda dell’innevamento) e generalmente con cornice finale (355203 E – 4757730 N, 1830 m., 1 ora, 200 metri di dislivello). In certe condizioni di elevata piovosità autunnale e con basse temperature ed innevamento il canale presenta circa 100 metri sopra strada, nei pressi dell’unico albero della zona, una bella goulotte di ghiaccio di spessore anche di qualche metro che permette di superare su pendio di 60-70° di pendenza su ghiaccio di colata in una salita di una decina di metri circa, la fascia rocciosa che delimita il bordo superiore del canale per poi proseguire nei ripidi pendii soprastanti uscendo sulla cresta a destra di un costone roccioso, anche in questo caso facendo attenzione alla cornice di uscita, specie in inverni molto nevosi. Discesa: si percorre l'ampia cresta che scende verso la Forcella Bassete e da qui per il canalone del versante nord (via di salita normale) si ridiscende alla strada del Fargno (vedi itinerario 1). Dall’uscita di questo itinerario, anziché scendere subito, si consiglia di raggiungere la cima di Monte Acuto per ripida cresta nord-est, che d’inverno offre un panorama entusiasmante, per poi ridiscendere per lo stesso itinerario, come appena indicato. 6. Nevaio di Monte AcutoDifficoltà: PD + Accesso: come per l’itinerario 4, si prosegue la strada del Fargno fino ad arrivare al centro del grande canalone-nevaio che divide la Costa Acquario dalla parete nord di M. Acuto (1,3 ore dall’auto) generalmente colmo di decine di metri di neve tanto che la strada diventa invisibile (354838 E – 4757765 N). Descrizione: si risale l’ampio canalone al centro su pendio di 30° e successivamente di 40° fino quasi a raggiungere le rocce strapiombanti che lo chiudono in alto e che generalmente sono rivestite da ghiaccio di fusione. Qui deviare nettamente verso sinistra, scavalcare la cresta che delimita il canale talvolta con passaggi ripidi su misto, passando sotto ad uno scoglio per prendere un secondo canale parallelo meno ripido che con breve salita facendo attenzione alla cornice terminale conduce alla forcella posta proprio alla base della cresta nord-est di salita al Monte Acuto (1 ora, 200 metri di dislivello). Discesa: come itinerario 5.  

Scritto il 29 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Valle dell’Ussita

Percorso Valle dell’Ussita   Località: Visso  KM: 39.36 Difficoltà: Difficile Durata: 05:18:02   Dislivello:1500   Escursione lunga e faticosa, molto bella per gli ambienti attraversati Partiremo da Visso scaldando i motori con una leggera salita fino a Ussita, tutto asfalto. Da Ussita proseguiamo in direzione Frontignano per poi scendere sulla mitica PS3 fino a Calcara. Da Calcara inizia la parte più faticosa e spettacolare. Si sale duramente fino alle sorgenti del Panico per poi proseguire in direzione Casali. A Casali proseguiamo ancora salendo fino al Valico di Arette. Bellissimi panorami ci accompagneranno fino al Monte Careschio prima di far rientro su Visso. richiede allenamento e preparazione sia in salita che in discesa ci sono molti punti dove prendere acqua e necessita di una buona dose di alimenti se fatto in condizione climatiche con temperature alte   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 27 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Esanatoglia 2015

Percorso Esanatoglia 2015   Località: Esanatoglia KM: 25.61 Difficoltà: Medio Durata: 04:21:36 Dislivello: 1300   Giro fatto in compagnia di Leopoldo Giordani che anche questa volta ci ha fatto divertire e innamorare della “sua” zona, portandoci nel sentiero del Barcone, poi abbiamo fatto Prato Pero, tutto pedalabile fino a raggiungere le fonti del Merennino. Dopo una meritata pausa alle fonti con ristoro e ricarico acqua siamo andati alla vetta del Monte Cafaggio, facendo un piccolo tratto a piedi, poi giunti alla cresta abbiamo preso il sentiero Rapina, Monte la Costa e sentiero Varcelle. Ritornati ad Esanatoglia non potevamo non andare a visitare l’Eremo di San Cataldo con single track finale, La Corta davvero divertente. Leopoldo ha reso tutto cio’ ancora più’ bello spiegandoci passo passo ogni zona, davvero un bel giro e una bellissima zona.   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 24 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini