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Alla scoperta di piccoli crostacei: Chirocefali e company

I Monti Sibillini sono anche noti per ospitare delle specie animali, in particolare dei piccoli crostacei, unici al mondo; il famoso Chirocefalo del Marchesoni, che vive nelle acque del Lago di Pilato, ed il meno conosciuto Chirocefalo della Sibilla, che vive nelle acque del Laghetto di Monte Palazzo Borghese.Inoltre nei dintorni sono presenti altri due crostacei praticamente sconosciuti, il Tanimastix stagnalis ed il Chirocephalus diaphanus nelle acqua dei laghetti dei Pantani di Forca Canapine e del Piano Grande. In questo libro non voglio portare alla conoscenza dei frequentatori dei monti Sibillini solo le creste, le cime, le vie e le immagini, ma anche queste specie animali uniche e pertanto assolutamente da proteggere. Propongo pertanto tre escursioni tra primavera ed estate che permettono di osservare questi rari crostacei.La prima escursione può essere effettuata già dalla fine di aprile – primi di maggio mentre la seconda dai primi di giugno in poi fino alla fine del mese, a seconda dell’innevamento e la terza può essere effettuata dalla metà di luglio per tutto il mese di agosto. Il primo itinerario, da fare da fine aprile ai primi di maggio, a seconda dell’innevamento, permette di scoprire due specie di crostacei quali il Chirocefalo diafano ed il Tanimastix stagnalis presente nei laghetti dei Pantani di Forca Canapine. Il Chirocephalus diaphani, più grande e molto più veloce degli altri Chirocefali, è lungo circa 2-3 centimetri, con maschio di colore verde pallido e femmina di colore verde-bruno, con evidente dimorfismo sessuale mentre il Tanimastix stagnalis è più piccolo e più chiaro, quasi inosservabile, entrambi vivono nei tanti laghetti dei Pantani di Forca Canapine.Occorre osservare molto attentamente le acque dei laghetti più grandi in cui essi vivono che generalmente sono torbide e i crostacei si mimetizzano con il fondale. Mia figlia Beatrice ha scoperto queste specie il 25 aprile 2007 proprio mentre passeggiavo con la mia famiglia ai bordi dei laghetti dei Pantani. Successivamente l’Università di Camerino, a cui mi sono rivolto per la curiosità di conoscere questi crostacei, ha confermato entrambe le specie.I Pantani sono facilmente raggiungibili da tutti da Forca Canapine da dove parte un tratturo praticamente pianeggiante che in 20-30 minuti permette di raggiungere la splendida conca, che a primavera ospita spettacolari fioriture di piante montane, in cui si trovano tali laghetti. I laghetti dei Pantani di Forca Canapine Itinerario di avvicinamento (in rosso): si raggiunge Forca Canapine da Castelluccio o da Norcia quindi si lascia l’auto in corrispondenza di un ampio tratturo che parte sulla destra poco dopo del nucleo abitato. Il tratturo porta comodamente alla Conca dei Pantani. Itinerario di ritorno (in verde): stesso di avvicinamento. Verso i primi di giugno e generalmente fino a fine mese, anche in questo caso a seconda dell’innevamento, è possibile osservare il Chirocefalo della Sibilla che pullula nelle acque del Laghetto di Monte Palazzo Borghese.Talvolta questa specie, unica al mondo, è così numerosa che le piccole pozze d’acqua laterali che si formano man mano che il Laghetto si prosciuga, sono un vero e proprio concentrato di Chirocefali.Il 5 giugno 2007 il Laghetto si stava già prosciugando proprio per la scarsità di precipitazioni nevose dell’inverno 2006-2007 e da alcune pozze laterali abbiamo trasferito nel Laghetto più grande, con un bicchiere, centinaia e centinaia di Chirocefali rimasti intrappolati e che non riuscivano più a nuotare. Questo crostaceo è di colore giallastro leggermente più grande del Chirocefalo del Marchesoni e con capo e mandibole piuttosto pronunciate.Osservare questa specie nuotare nelle acque del Laghetto a primavera è un vero e proprio piacere della vita.L’ambiente tipicamente alpino è meraviglioso, con l’enorme parete est del Sasso di Palazzo Borghese che incombe sulla valle, i prati pieni di fiori di diverse specie botaniche prettamente alpine. Questo piccolo crostaceo è presente qui sicuramente da prima della comparsa dell’uomo sulla terra.Resiste alla temperatura dell’acqua è sempre sotto ai 10°C, le sue uova resistono al caldo estivo (il laghetto si prosciuga d’estate) ed al freddo invernale sotto la neve, e ogni anno, da migliaia di anni, è possibile osservarlo mentre nuota beatamente in queste acque gelide. A mio giudizio questo posto è uno dei più belli dei Monti Sibillini, sicuramente meno frequentato e molto diverso dal Lago di Pilato e permette di trascorrere davvero una stupenda giornata di pace in mezzo alla natura. Per raggiungere il Laghetto di Monte Palazzo Borghese si può salire da Foce per il cosiddetto “Canale” oppure dal Monte Prata dove si lascia l’auto si prosegue per la Fonte della Giumenta.Dalla fonte si prende il sentiero in salita che permette di raggiungere la sella tra il Monte Porche ed il Monte Palazzo Borghese. Non salire in cima al M. Palazzo Borghese ma dirigersi verso la sella omonima in direzione dello scoglio di Sasso Borghese. Alla sella scendere il canalone posto alla sinistra della parete, in direzione della valle dell’Aso per traccia di sentiero.Alle due deviazioni successive prendere sempre verso destra scendendo di nuovo verso la base della parete est di Sasso Borghese dove si è già in vista del laghetto. Il laghetto di Monte Palazzo Borghese Itinerario di avvicinamento (in rosso): dal parcheggio di Monte Prata continuare a piedi la strada per la Fonte della Giumenta (sentiero n.6) quindi salire per il Monte Porche fino ad incrociare il sentiero N.1 in direzione di Monte Palazzo Borghese.Non salire in cima al M. Palazzo Borghese ma dirigersi verso la sella omonima in direzione di Sasso Borghese.Alla sella scendere il canalone posto alla sinistra della parete, in direzione della Valle dell’Aso per traccia di sentiero.Alle due deviazioni successive prendere sempre verso destra scendendo di nuovo verso la base della parete est di Sasso Borghese dove si è già in vista del laghetto. Itinerario di ritorno: stesso dell’avvicinamento.Infine dalla metà di luglio in poi, generalmente fino a settembre, si può osservare il famoso, ed anch’esso unico al mondo, Chirocefalo del Marchesoni che nuota nelle acque del frequentatissimo Lago di Pilato.Questo terzo Chirocefalo è il più piccolo, lungo poco più di un centimetro, di colore arancio e talvolta è presente in numero di esemplari talmente elevato da alterare la colorazione verde delle acque del lago.L’escursione nell’alta valle del Lago di Pilato alla scoperta del Chirocefalo del Marchesoni può essere effettuata anche per osservare le numerose specie floristiche alpine presenti nella zona, come descritto nell’itinerario n.14. Il lago di Pilato si può raggiungere da Foce o da Forca di Presta o direttamente da Castelluccio per Capanna Ghezzi e Forca Viola, tutti e tre gli itinerari sono molto belli ed ampliamente descritti in altre guide. Chiaramente si deve assolutamente evitare di prelevare i quattro crostacei descritti e portarli fuori dalle acque in cui vivono, in quanto morirebbero in pochi minuti. Come altresì si deve evitare di sporcare questi ambienti incontaminati, anche se magari ai Laghetti dei Pantani si vedono scorrazzare liberi cavalli o pecore.Questo fa parte dell’ambiente da centinaia o forse migliaia di anni e non crea alcun inquinamento o disturbo a tali specie (come qualcuno potrebbe pensare) perché fa tutto parte di un ecosistema ormai consolidato.

Scritto il 06 Giugno 2018 da Gianluca Carradorini

CONERO CUP 2° EDIZIONE Castello Caldarola

Percorso CONERO CUP 2° EDIZIONE Castello Caldarola   Località: Caldarola KM: 20 Difficoltà: Facile Durata: 02:00:00 Dislivello: 1000   ASD Monti Azzurri-Castello CaldarolaPartenza da Caldarola si sale verso il Colle di Croce, Cda Bozzolone fino alla presa dell’acquedotto passando per il centro storico di Caldarola, castello compreso, poi si scende passando per il single trek della pineta di Mariotti , ritorno in centro passando per i vicoli e da ripetere 4 volte per un totale di 20km e 1000 d+   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 05 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monastero - Pizzo Mèta - Monte Fiegni

Percorso Monastero - Pizzo Mèta - Monte Fiegni    Località: Caldarola KM: 60.01 Difficoltà: Difficile Durata: 07:24:15 Dislivello: 2350   Partenza sempre dalla piazza di Caldarola, direzione Montalto di Cessapaolombo..tutta salita fino ai “Piani di Ragnolo” poi ancora su fino a Pizzo Mèta e qui dopo tanto sforzo vi potete godere un bellissimo e meritatissimo panorama..Giunti a San Lorenzo di Fiastra  vi aspetta ancora  700 metri di dislivello per risalire al Monte Fiegni dove da qui tutta discesa con il sentiero “Scentelle” e a seguire il sentiero De Magistris…Direi veramente un gran bel giro! Per la mappa clicca qui!

Scritto il 02 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Collemese - Monte Coglia - Riosacro

Percorso Collemese - Monte Coglia - Riosacro   Località: Caldarola KM: 81.21 Difficoltà: Difficile Durata: 08:59:13 Dislivello: 2249   Partenza dal bar “Caffè Manzoni”con l’intenzione di fare una bella pedalata… Infatti si prende direzione Santa Maria Maddalena per poi scendere alla Frz Collemese. Proseguendo verso Fiegni scendiamo verso Fiastra Capoluogo. Da qui inizia un bel pezzo di strada in salita, tutta pedalabile ma abbastanza lunga…, giunti all’incrocio con la strada che porta a Casali di Ussita troviamo sullo sfondo il monastero di Macereto. A questo punto si arriva alla strada che porta a “Casale Gasparri” dove troviamo il sentiero di Riosacro..   Ad oggi però troviamo una brutta sorpresa, infatti la strada che collega Riosacro alla statale e’ completamente scomparsa quindi per risalire è un’impresa..bellissimo giro, faticoso ma ne vale assolutamente la pena….   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 30 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monte Priora: via diretta Casale Rinaldi – Casale delle Murette

Vecchio tracciato riscoperto che anticamente, attraversando tutto il versante nord di questa montagna, poneva in collegamento il Casale Rinaldi, nell’alta valle del’Ambro, al Casale delle Murette situato nel versante del Rio (affluente del Tenna) del Monte Priora. Il sentiero era frequentato fino ad una decina di anni fa dai pastori, che con le loro greggi di pecore trascorrevano l’estate nei due casali.Il Casale Rinaldi è raggiungibile mediante uno dei tanti itinerari descritti sulle guide in commercio tra cui il più breve parte dalla Forcella del Farnio per la Forcella Angagnola quindi scende nel prato sottostante fino a prendere un sentiero a tornanti che porta al Casale.Dal casale parte sulla destra un evidente sentiero che prima attraversa l’ampio canalone che scende dalla cima di Pizzo Berro poi con tornanti va verso i Pianelli della Regina.Si attraversano i ripidi canaloni del versante nord del Monte Priora per raggiungere gli ampi prati dei Pianelli della Regina, caratterizzati da erba molto alta.Qui il sentiero si perde e si inizia una lunga traversata in quota, mantenendosi a circa 1850 metri fino a raggiungere una fascia erbosa in salita, caratterizzata da numerose sorgenti.Si percorre la fascia erbosa in netta salita in direzione di uno spuntone roccioso, che rappresenta la parte più alta della barriera delle “roccacce”, dove si intravede l’esile tracciato di un vecchio sentiero.Si raggiunge dapprima il dosso roccioso da dove si scopre il resto del versante dell’Ambro del Monte Priora ed il Pizzo e poi si prosegue sul sentiero già più evidente, raggiungendo la cresta che collega Il Pizzo con la cima del Monte Priora (Pizzo Regina) dalla quale facilmente si scende al Casale delle Murette sottostante. Per il ritorno si percorre lo stesso itinerario oppure con itinerario molto più lungo e faticoso ma più panoramico, si sale in cima al Pizzo Regina per scendere alla sella del Pizzo Berro e quindi liberamente per prati a cotica erbosa chiusa, d’estate pieni di fiori e farfalle, si prende il canale che scende dal versante nord-est della cima del Pizzo Berro e che brevemente ma con alcuni tratti rocciosi che richiedono attenzione, riporta al casale Rinaldi per poi risalire alla Forcella Angagnola e in piano alla Forcella del Farnio.Oppure più semplicemente dal Pizzo Berro si scende per ampio e degradato sentiero alla Forcella Angagnola e quindi per tracciato pianeggiante fino alla Forcella del Farnio. Via diretta Casale Rinaldi – Casale delle Murette Itinerario di salita (in rosso):Raggiunto il Rifugio del Farnio con l’auto si prosegue a piedi in direzione della Forcella Angagnola. Alla Forcella si individua un sentiero che scende, con ripidi tornanti, al Casale Rinaldi.Di fronte al Casale si individua un sentiero che attraversa alcuni canali e sale verso i Pianelli della Regina, grande pianoro erboso sulla verticale della cima del M. Priora.Qui la traccia si perde ci si innalza lentamente in direzione di una fascia erbosa in salita fino ad un ripiano sopra ad uno scoglio che rappresenta la parte più alta delle “roccacce” sottostanti.Dal ripiano si scopre il versante dell’Ambro e qui si ritrova il sentiero che porta sulla sella tra il Pizzo e il M. Priora. Da qui in breve si scende al casale delle murette sottostante. Itinerario di ritorno: stesso itinerario di salitaVariante molto più faticosa ma molto panoramica (in verde): dal casale delle murette si può salire alla cima del M. Priora, scendere alla Forcella sotto al Pizzo Berro, scendere liberamente nel canale nord fino al Casale Rinaldi quindi risalire alla Forcella Angagnola ed in piano fino alla Forcella del Farnio.

Scritto il 30 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini

Caldarola - Monte della Neve - S. De Magistris

Percorso Caldarola - Monte della Neve - S. De Magistris    Località: Caldarola KM: 49.42 Difficoltà: Medio Durata: 05:29:13 Dislivello: 1648   Partenza da Caldarola per risalire dal versante di Camerino, precisamente sotto Capolapiaggia, passando per Paganizo in salita…pezzi davvero duri e tecnici in salita!ci ritroviamo a fare un paio di sali/scendi per biker’s davvero esperti, giunti o alla Madonna delle Nevi possiamo approfittare per una sosta…. Scendiamo per ” l’Agip” direzione casa passando per i Colli di Serrapetrona, scesi a Caccamo si passa(se possibile)presso la Valbeton inerti  e prima di ritornare alla “base” si fà l’ultimo strappo in salita, C.da Collarsone, per fare poi il sentiero De Magistris in discesa..!  giro impegnativo.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 27 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

9 fossi (27/04/2014)

Percorso 9 fossi (27/04/2014)   Località: Cingoli KM: 49.08 Difficoltà: Difficile Durata: 03:57:08 Dislivello: 1668   ASD Monti Azzurri presente all’appuntamento con la 9 Fossi 2014, giro e organizzazione impeccabile come sempre….COMPLIMENTI! Oltre ad aver partecipato alla manifestazione senza particolari aspettative riguardanti le classifiche…. possiamo vantare il premio come 9° gruppo piu numeroso….! Veramente bella giornata, FATICOSA, ma all’insegna dello sport e non meno importante della SPORTIVITA’…! Da ripetere. Per la mappa clicca qui!

Scritto il 24 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monte Cacamillo - Salita diretta della “Costa dei Frati”

Nell’alta valle del Fiastrone, a metà strada tra Acquacanina e Bolognola, si erge il Monte Cacamillo che separa le valli di Rio Sacro e dell’Acquasanta.Monte Cacamillo è caratterizzato da una linea di cresta piuttosto ardita, denominata Costa dei Frati, che dal Puntone Piemà, dove è presente il canale di accumulo della piccola centrale idroelettrica di Bolognola, delimita l’imbuto detto localmente “Buggero” dove durante l’inverno si accumulano decine di metri di neve trascinata a valle dalle slavine che si staccano dal ripido versante nord della montagna.La cima è pochissimo frequentata anche perché la salita che proponiamo, nel suo piccolo, presenta ben 1000 metri di dislivello, di tutto rispetto. Descrizione: dalla strada che collega Acquacanina e Bolognola si supera l’incrocio per la Valle di Rio Sacro.Poco dopo si incontra una strada a destra che scende verso la piccola centrale idroelettrica di Bolognola, costruita negli anni ’20 e diventata ormai una testimonianza storica della valle.Si raggiunge con l’auto uno spiazzo prima della centrale completamente automatizzata e si prosegue a piedi.Seguendo il recinto della centrale ci si porta faticosamente nella parte posteriore dell’edificio dove, in corrispondenza di cancello metallico, parte un largo sentiero che con numerosi tornanti dentro al bosco, risale al lato della condotta forzata e permette in circa 40 minuti di raggiungere la casetta Piemà posta al termine del canale di accumulo dell’acqua della condotta forzata della centrale idroelettrica. Il canale non è visibile dal fondo valle ed è una vera e propria sorpresa.Dalla casetta si risale direttamente il ripido pendio erboso sovrastante fino a raggiungere il Puntone Piemà, bellissimo terrazzo panoramico che permette di osservare tutta l’alta valle del Fiastrone.Da qui parte una cresta rocciosa ed a tratti molto sottile, denominata la Costa dei Frati, che dapprima in lieve e poi in netta salita si innalza verso la cima del Monte Cacamillo.In corrispondenza di un salto di rocce rosse si consiglia di dirigersi nell’imbutino erboso sulla destra per poi riprendere la cresta sopra al salto stesso.Quindi tenendo il filo di cresta, si raggiungono gli ultimi arbusti di sorbo montano e quindi faticosamente si raggiunge la cima, dopo ben mille metri di dislivello ed almeno 3 ore di salita.Dalla cima si osserva la val di Tela, il versante nord di Punta Bambucerta descritta nell’itinerario 7 e il versante nord ed est del Monte Rotondo con le grotte di Angilino descritte precedentemente (itinerario 3), dalla cima di Monte Cacamillo si può proseguire fino al Monte Pietralata e quindi al Monte Rotondo. Discesa, stesso itinerario. Se si effettua la salita in tarda primavera, una volta arrivati al canale di accumulo dell’acqua, si consiglia di percorrerlo interamente fino al suo termine, proseguire nell’ampio sentiero fino ad arrivare all’imbuto di “Buggero” sulla verticale nord della cima di Monte Cacamillo. Al centro dell’imbuto le slavine invernali si scaricano dai ripidi pendii soprastanti accumulando decine di metri di neve, d’estate coperta da uno spesso strato di terra ed erba secca e talvolta spaventosamente scavata o rotta dalle cascate d’acqua presenti nel fondo dell’imbuto fino a formare una galleria. Si può così osservare un affascinante spettacolo della natura fino all’inizio dell’estate, negli anni particolarmente nevosi si mantiene fino all’autunno. Per questo motivo l’itinerario è assolutamente sconsigliato d’inverno. Monte Cacamillo, salita diretta della Costa dei Frati Itinerario di salita (in rosso):Dalla strada che collega Acquacanina a Bolognola si supera l’incrocio per la Valle di Rio Sacro, poco dopo si incontra una strada a destra che scende verso la piccola centrale idroelettrica di Bolognola. Si raggiunge con l’auto uno spiazzo prima della centrale e si prosegue a piedi.Seguendo il recinto della centrale ci si porta nella parte posteriore dell’edificio dove, in corrispondenza di un cancello metallico, parte un largo sentiero che con numerosi tornanti dentro al bosco, risale al fianco della condotta forzata e permette di raggiungere la casetta Piemà posta al termine del canale di accumulo della centrale idroelettrica.Dalla casetta si risale direttamente il ripido pendio erboso sovrastante fino a raggiungere il puntone Piemà.Da qui parte una cresta rocciosa ed a tratti molto sottile che dapprima in lieve e poi in netta salita si innalza verso la cima del Monte Cacamillo.In corrispondenza di un salto di rocce rosse si consiglia di dirigersi nell’imbutino erboso sulla destra per poi riprendere la cresta sopra al salto stesso. Quindi tenendo il filo di cresta, si raggiunge la cima. Variante (in viola): dalla casetta Piema’ si costeggia il canale idrico fino a raggiungere l’imbuto nel versante nord di Monte Cacamillo (detto localmente Buggero) dove fino a tarda primavera è presente un nevaio di accumulo prodotto dalle slavine invernali. Itinerario di ritorno: stesso di salita.

Scritto il 23 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini