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Collemese - Monte Coglia - Riosacro

Percorso Collemese - Monte Coglia - Riosacro   Località: Caldarola KM: 81.21 Difficoltà: Difficile Durata: 08:59:13 Dislivello: 2249   Partenza dal bar “Caffè Manzoni”con l’intenzione di fare una bella pedalata… Infatti si prende direzione Santa Maria Maddalena per poi scendere alla Frz Collemese. Proseguendo verso Fiegni scendiamo verso Fiastra Capoluogo. Da qui inizia un bel pezzo di strada in salita, tutta pedalabile ma abbastanza lunga…, giunti all’incrocio con la strada che porta a Casali di Ussita troviamo sullo sfondo il monastero di Macereto. A questo punto si arriva alla strada che porta a “Casale Gasparri” dove troviamo il sentiero di Riosacro..   Ad oggi però troviamo una brutta sorpresa, infatti la strada che collega Riosacro alla statale e’ completamente scomparsa quindi per risalire è un’impresa..bellissimo giro, faticoso ma ne vale assolutamente la pena….   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 30 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monte Priora: via diretta Casale Rinaldi – Casale delle Murette

Vecchio tracciato riscoperto che anticamente, attraversando tutto il versante nord di questa montagna, poneva in collegamento il Casale Rinaldi, nell’alta valle del’Ambro, al Casale delle Murette situato nel versante del Rio (affluente del Tenna) del Monte Priora. Il sentiero era frequentato fino ad una decina di anni fa dai pastori, che con le loro greggi di pecore trascorrevano l’estate nei due casali.Il Casale Rinaldi è raggiungibile mediante uno dei tanti itinerari descritti sulle guide in commercio tra cui il più breve parte dalla Forcella del Farnio per la Forcella Angagnola quindi scende nel prato sottostante fino a prendere un sentiero a tornanti che porta al Casale.Dal casale parte sulla destra un evidente sentiero che prima attraversa l’ampio canalone che scende dalla cima di Pizzo Berro poi con tornanti va verso i Pianelli della Regina.Si attraversano i ripidi canaloni del versante nord del Monte Priora per raggiungere gli ampi prati dei Pianelli della Regina, caratterizzati da erba molto alta.Qui il sentiero si perde e si inizia una lunga traversata in quota, mantenendosi a circa 1850 metri fino a raggiungere una fascia erbosa in salita, caratterizzata da numerose sorgenti.Si percorre la fascia erbosa in netta salita in direzione di uno spuntone roccioso, che rappresenta la parte più alta della barriera delle “roccacce”, dove si intravede l’esile tracciato di un vecchio sentiero.Si raggiunge dapprima il dosso roccioso da dove si scopre il resto del versante dell’Ambro del Monte Priora ed il Pizzo e poi si prosegue sul sentiero già più evidente, raggiungendo la cresta che collega Il Pizzo con la cima del Monte Priora (Pizzo Regina) dalla quale facilmente si scende al Casale delle Murette sottostante. Per il ritorno si percorre lo stesso itinerario oppure con itinerario molto più lungo e faticoso ma più panoramico, si sale in cima al Pizzo Regina per scendere alla sella del Pizzo Berro e quindi liberamente per prati a cotica erbosa chiusa, d’estate pieni di fiori e farfalle, si prende il canale che scende dal versante nord-est della cima del Pizzo Berro e che brevemente ma con alcuni tratti rocciosi che richiedono attenzione, riporta al casale Rinaldi per poi risalire alla Forcella Angagnola e in piano alla Forcella del Farnio.Oppure più semplicemente dal Pizzo Berro si scende per ampio e degradato sentiero alla Forcella Angagnola e quindi per tracciato pianeggiante fino alla Forcella del Farnio. Via diretta Casale Rinaldi – Casale delle Murette Itinerario di salita (in rosso):Raggiunto il Rifugio del Farnio con l’auto si prosegue a piedi in direzione della Forcella Angagnola. Alla Forcella si individua un sentiero che scende, con ripidi tornanti, al Casale Rinaldi.Di fronte al Casale si individua un sentiero che attraversa alcuni canali e sale verso i Pianelli della Regina, grande pianoro erboso sulla verticale della cima del M. Priora.Qui la traccia si perde ci si innalza lentamente in direzione di una fascia erbosa in salita fino ad un ripiano sopra ad uno scoglio che rappresenta la parte più alta delle “roccacce” sottostanti.Dal ripiano si scopre il versante dell’Ambro e qui si ritrova il sentiero che porta sulla sella tra il Pizzo e il M. Priora. Da qui in breve si scende al casale delle murette sottostante. Itinerario di ritorno: stesso itinerario di salitaVariante molto più faticosa ma molto panoramica (in verde): dal casale delle murette si può salire alla cima del M. Priora, scendere alla Forcella sotto al Pizzo Berro, scendere liberamente nel canale nord fino al Casale Rinaldi quindi risalire alla Forcella Angagnola ed in piano fino alla Forcella del Farnio.

Scritto il 30 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini

Caldarola - Monte della Neve - S. De Magistris

Percorso Caldarola - Monte della Neve - S. De Magistris    Località: Caldarola KM: 49.42 Difficoltà: Medio Durata: 05:29:13 Dislivello: 1648   Partenza da Caldarola per risalire dal versante di Camerino, precisamente sotto Capolapiaggia, passando per Paganizo in salita…pezzi davvero duri e tecnici in salita!ci ritroviamo a fare un paio di sali/scendi per biker’s davvero esperti, giunti o alla Madonna delle Nevi possiamo approfittare per una sosta…. Scendiamo per ” l’Agip” direzione casa passando per i Colli di Serrapetrona, scesi a Caccamo si passa(se possibile)presso la Valbeton inerti  e prima di ritornare alla “base” si fà l’ultimo strappo in salita, C.da Collarsone, per fare poi il sentiero De Magistris in discesa..!  giro impegnativo.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 27 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

9 fossi (27/04/2014)

Percorso 9 fossi (27/04/2014)   Località: Cingoli KM: 49.08 Difficoltà: Difficile Durata: 03:57:08 Dislivello: 1668   ASD Monti Azzurri presente all’appuntamento con la 9 Fossi 2014, giro e organizzazione impeccabile come sempre….COMPLIMENTI! Oltre ad aver partecipato alla manifestazione senza particolari aspettative riguardanti le classifiche…. possiamo vantare il premio come 9° gruppo piu numeroso….! Veramente bella giornata, FATICOSA, ma all’insegna dello sport e non meno importante della SPORTIVITA’…! Da ripetere. Per la mappa clicca qui!

Scritto il 24 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monte Cacamillo - Salita diretta della “Costa dei Frati”

Nell’alta valle del Fiastrone, a metà strada tra Acquacanina e Bolognola, si erge il Monte Cacamillo che separa le valli di Rio Sacro e dell’Acquasanta.Monte Cacamillo è caratterizzato da una linea di cresta piuttosto ardita, denominata Costa dei Frati, che dal Puntone Piemà, dove è presente il canale di accumulo della piccola centrale idroelettrica di Bolognola, delimita l’imbuto detto localmente “Buggero” dove durante l’inverno si accumulano decine di metri di neve trascinata a valle dalle slavine che si staccano dal ripido versante nord della montagna.La cima è pochissimo frequentata anche perché la salita che proponiamo, nel suo piccolo, presenta ben 1000 metri di dislivello, di tutto rispetto. Descrizione: dalla strada che collega Acquacanina e Bolognola si supera l’incrocio per la Valle di Rio Sacro.Poco dopo si incontra una strada a destra che scende verso la piccola centrale idroelettrica di Bolognola, costruita negli anni ’20 e diventata ormai una testimonianza storica della valle.Si raggiunge con l’auto uno spiazzo prima della centrale completamente automatizzata e si prosegue a piedi.Seguendo il recinto della centrale ci si porta faticosamente nella parte posteriore dell’edificio dove, in corrispondenza di cancello metallico, parte un largo sentiero che con numerosi tornanti dentro al bosco, risale al lato della condotta forzata e permette in circa 40 minuti di raggiungere la casetta Piemà posta al termine del canale di accumulo dell’acqua della condotta forzata della centrale idroelettrica. Il canale non è visibile dal fondo valle ed è una vera e propria sorpresa.Dalla casetta si risale direttamente il ripido pendio erboso sovrastante fino a raggiungere il Puntone Piemà, bellissimo terrazzo panoramico che permette di osservare tutta l’alta valle del Fiastrone.Da qui parte una cresta rocciosa ed a tratti molto sottile, denominata la Costa dei Frati, che dapprima in lieve e poi in netta salita si innalza verso la cima del Monte Cacamillo.In corrispondenza di un salto di rocce rosse si consiglia di dirigersi nell’imbutino erboso sulla destra per poi riprendere la cresta sopra al salto stesso.Quindi tenendo il filo di cresta, si raggiungono gli ultimi arbusti di sorbo montano e quindi faticosamente si raggiunge la cima, dopo ben mille metri di dislivello ed almeno 3 ore di salita.Dalla cima si osserva la val di Tela, il versante nord di Punta Bambucerta descritta nell’itinerario 7 e il versante nord ed est del Monte Rotondo con le grotte di Angilino descritte precedentemente (itinerario 3), dalla cima di Monte Cacamillo si può proseguire fino al Monte Pietralata e quindi al Monte Rotondo. Discesa, stesso itinerario. Se si effettua la salita in tarda primavera, una volta arrivati al canale di accumulo dell’acqua, si consiglia di percorrerlo interamente fino al suo termine, proseguire nell’ampio sentiero fino ad arrivare all’imbuto di “Buggero” sulla verticale nord della cima di Monte Cacamillo. Al centro dell’imbuto le slavine invernali si scaricano dai ripidi pendii soprastanti accumulando decine di metri di neve, d’estate coperta da uno spesso strato di terra ed erba secca e talvolta spaventosamente scavata o rotta dalle cascate d’acqua presenti nel fondo dell’imbuto fino a formare una galleria. Si può così osservare un affascinante spettacolo della natura fino all’inizio dell’estate, negli anni particolarmente nevosi si mantiene fino all’autunno. Per questo motivo l’itinerario è assolutamente sconsigliato d’inverno. Monte Cacamillo, salita diretta della Costa dei Frati Itinerario di salita (in rosso):Dalla strada che collega Acquacanina a Bolognola si supera l’incrocio per la Valle di Rio Sacro, poco dopo si incontra una strada a destra che scende verso la piccola centrale idroelettrica di Bolognola. Si raggiunge con l’auto uno spiazzo prima della centrale e si prosegue a piedi.Seguendo il recinto della centrale ci si porta nella parte posteriore dell’edificio dove, in corrispondenza di un cancello metallico, parte un largo sentiero che con numerosi tornanti dentro al bosco, risale al fianco della condotta forzata e permette di raggiungere la casetta Piemà posta al termine del canale di accumulo della centrale idroelettrica.Dalla casetta si risale direttamente il ripido pendio erboso sovrastante fino a raggiungere il puntone Piemà.Da qui parte una cresta rocciosa ed a tratti molto sottile che dapprima in lieve e poi in netta salita si innalza verso la cima del Monte Cacamillo.In corrispondenza di un salto di rocce rosse si consiglia di dirigersi nell’imbutino erboso sulla destra per poi riprendere la cresta sopra al salto stesso. Quindi tenendo il filo di cresta, si raggiunge la cima. Variante (in viola): dalla casetta Piema’ si costeggia il canale idrico fino a raggiungere l’imbuto nel versante nord di Monte Cacamillo (detto localmente Buggero) dove fino a tarda primavera è presente un nevaio di accumulo prodotto dalle slavine invernali. Itinerario di ritorno: stesso di salita.

Scritto il 23 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini

Paganico - Agip - Colli Di Belforte

Percorso Paganico - Agip - Colli Di Belforte   Località: Caldarola KM: 40.56 Difficoltà: Medio Durata: 03:46:25 Dislivello: 1062   Partendo da Caldarola questa volta si sale da Paganico, salita che metterà alla prova le vostre capacità di guida…. in salita! Giunti al ripetitore di Camerino(Monte D’Aria) si prosegue per il parco eolico in direzione della discesa “Agip” oramai sistemata e alla portata di tutti nonostante il “cavatappi” un po scomodo ma comunque sia affrontabile senza particolare difficoltà. Direzione Serrapetrona si prosegue con un e giro panoramico fino a belforte..   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 21 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Sentiero del capriolo – Croce-Valcimarra – Sentiero D. Magistris

Percorso Sentiero del capriolo – Croce-Valcimarra – Sentiero D. Magistris   Località: Caldarola KM: 28.62 Difficoltà: Difficile Durata: 04:30:57 Dislivello: 1331   In questo giro c’è tutto quello che  può’ offrire la montagna…paesaggi mozzafiato, panorami incantati e sensazione di libertà…!Un giro corto come chilometri considerando che si fanno i 1000 m di dislivello solo dopo appena 12km con tre belle discese e altrettante belle risalite(non poco impegnative). La parte centrale del giro è senza dubbio la più’ dura ma sicuramente la più’ gratificante!La Sentiero del capriolo – Croce-Valcimarra – Sentiero D. Magistris è ormai un CULT del monte di Croce e offre  davvero il massimo dalla guida perforante; un gran bel giro con salite a tratti off-limitsin ordine si troviamo:– Arrivo al Ripetitore– Discesa Sentiero del capriolo – Croce-Valcimarra – Sentiero D. Magistris (variante crinale Pievefavera)– Aiz in salita fino alla Croce di Valcimarra– Discesa dal campo da motocross fino a Valcimarra Alta con variante cavatappi– Salita fino a Vestignano passando da Pievefarvera per il tratto della Conero Cup 2013– Finale sentiero De Magistris e uno strappo a Borgo Piandebussi   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 18 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini

Via diretta Foce - Monte Sibilla per “la presa” e lo Scoglio della Volpe

Questo itinerario, salito nel 2000, è l’ennesima dimostrazione che nei Monti Sibillini c’è molto da scoprire, basta saper cercare. Pur essendo riportato su alcune carte di sentieri come un piccolo e breve tratteggio viene anche descritto in parte (fino allo scoglio della volpe) in una guida come un “sentiero storico” riscoperto, è un itinerario bellissimo, anche se faticoso, che permette di raggiungere la cima del Monte Sibilla dalla Valle di Foce con un dislivello di 1200 metri, percorrendo un vecchissimo sentiero che sale, con ripidi tornanti, un versante altrimenti sconosciuto, non percorso da altri itinerari.Nel versante sud si può effettuare la salita da Foce al M. Sibilla per la Frondosa e la Fonte del Meschino ma in un ambiente completamente diverso. Descrizione: da Montemonaco si scende con l’auto in direzione di Foce, si supera la frazione di Rocca e si prosegue fino al restringimento della valle dell’Aso dove a destra c’è una sorgente che sgorga dalla roccia. Si prosegue per altri 200 metri circa e si lascia l’auto.Qui a destra si apre un vallone boscoso che inizia con un ghiaione da risalire (senza traccia) fino ad inoltrarsi nel bosco sovrastante, dove si incontra un vecchissimo sentiero che con ripidi tornanti permette di guadagnare rapidamente quota.Seguendo sempre la traccia di sentiero, si scavalca una cresta rocciosa in un caratteristico passaggio nascosto tra la vegetazione e ci si dirige verso il versante est in piano, attraversando un bellissimo bosco di frassini in direzione di un grosso sperone roccioso denominato “Scoglio della Volpe”, posto nei pendii del versante est del Monte Sibilla.Sopra si vede già la cima del Monte Sibilla, ancora quasi mille metri più in alto, e la strada.Il sentiero ora porta proprio alla base dello Scoglio della Volpe per poi girare oltre in direzione della strada che sale verso il Rifugio Sibilla, attraversando i pendii denominati “Campone”.Prima di raggiungere lo Scoglio della Volpe si consiglia invece di salire per traccia di sentiero nei prati verso la “Banditella” con l’omonimo casale, quindi in direzione della “corona”, fino ad intercettare la strada e a superarla e, senza itinerario e su ripido pendio, uscire sulla cresta est della Sibilla in corrispondenza del passaggio attrezzato della “corona” della Sibilla, per poi raggiungere la cima stessa. In alternativa seguire direttamente la strada fino a dove essa termina, nella cresta tra Cima Vallelunga e il M. Sibilla.Per la discesa si percorre lo stesso itinerario oppure si consiglia di scendere nel versante sud per la Fonte del Meschino ed il Bosco della Frondosa fino alla strada per Foce, effettuando così un bellissimo giro intorno alla Sibilla. Salita diretta Foce – M. Sibilla Itinerario di salita (in rosso): da Montemonaco si scende con l’auto in direzione di Foce, si supera la frazione di Rocca e si prosegue fino al restringimento della Valle dell’Aso dove è presente a destra una sorgente che sgorga dalla roccia. Si prosegue per altri 200 metri circa e si lascia l’auto.A destra si apre un vallone boscoso che inizia con un ghiaione da risalire (senza traccia) fino ad inoltrarsi nel bosco sovrastante, dove si incontra un vecchissimo sentiero che con ripidi tornanti permette di guadagnare rapidamente quota.Seguendo sempre la traccia di sentiero si scavalca una cresta rocciosa in un caratteristico passaggio nascosto tra la vegetazione e ci si dirige verso il versante est in piano, attraversando un bellissimo bosco di frassini in direzione di uno grosso sperone roccioso denominato “Scoglio della Volpe”. Itinerario di ritorno: stesso di salita oppure si può scendere (in verde) per la Fonte del Meschino prendendo il sentiero n. 8 segnato sulla carta, quindi per la Fonte dell’Acero ed il Fosso Zappacenere si ritorna sulla strada poco prima di Foce.  

Scritto il 16 Maggio 2018 da Gianluca Carradorini