Scritto il 10 Agosto 2021 da Marco Colombo

La lampuga (Coryphaena hippurus) è un pesce pelagico predatore, noto all’estero come dolphinfish o mahi-mahi e molto ricercato dai pescatori sportivi. Presente anche in Mediterraneo, è pescata e apprezzata in particolare in Italia meridionale: qui, grazie all’abitudine di questa specie di sostare all’ombra sotto oggetti galleggianti, vengono disposte delle foglie di palma attaccate a delle boe, in modo da attirare e quindi catturare con estrema facilità le lampughe.

La prima cosa che balza all’occhio osservando questi pesci, però, è la loro strepitosa colorazione metallica, molto vivida: quando ci ho nuotato insieme, al largo della Sardegna nord-occidentale, sotto una tavola di legno alla deriva ho potuto ammirarli a lungo e rimanere estasiato dai loro riflessi (nelle foto sono presenti anche due giovani ricciole, Seriola dumerili, riconoscibili per la fascia nera sull’occhio).

La cosa che più mi ha colpito è la rapidità con cui cambiano colore in vivo (mentre sapevo già del loro passaggio a grigio smunto appena morte) e mi sono chiesto quali possano essere le motivazioni di tale cromatismo cangiante.
Ho osservato che solo due individui (i più grandi) diventavano verdi mentre erano sotto la tavola, mentre gli altri erano azzurro-argentati (foto in alto); quando uscivano dalla tavola, tutti diventavano azzurro-argentati come si vede in questa foto:

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Incuriosito, ho fatto delle ricerche sul web ed esistono pubblicazioni scientifiche e siti sul tema, anche se le ipotesi sono discordanti:

A) La colorazione sarebbe legata alle concentrazioni di istamina: maggiore la quantità, più vivace il colore. Questo spiegherebbe in realtà soprattutto il cambio post mortem, unito agli stimoli nervosi sui cromatofori (http://oa.upm.es/14340/2/Documentacion/1_Memoria/color_Dorado_histamina.pdf

http://www.sportfishingmag.com/dorado-deconstructed#page-8)

B) Da osservazioni in cattività, la colorazione verde sarebbe legata a stato di eccitazione/stress (presenza di prede, cattura all’amo), mentre quella blu a rilassamento
(http://hl-128-171-57-22.library.manoa.hawaii.edu/bitstream/10125/7822/1/vol20n4-515-517.pdf)

C) Una serie di altre colorazioni sarebbe presente (a bande, scura, etc.) a seconda dell’attività; è ipotizzato che quella azzurro-argentea sia legata al mimetismo nel blu, quella verde al riposo all’ombra (http://dolphintagging.homestead.com/expressive_colors.pdf), e quella a bande verticali alla frenesia durante l’attacco alla preda (ben visibile anche in questo video di pesca: https://www.youtube.com/watch?v=IylQtysKVFM&feature=youtu.be). Effettivamente, il colore brillante mostrato dai flash è in realtà assolutamente mimetico in luce ambiente come si può osservare in questo scatto, sia per quanto riguarda gli individui verdi (all’ombra) che quelli azzurri (in acqua libera):

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Come in molte altre specie di pesci, però, viene da chiedersi se sia possibile che anche la comunicazione sociale o sessuale intraspecifica sia coinvolta nei cambiamenti cromatici delle lampughe.

Ciò che è sicuro è che conosciamo ancora molto poco del mare: tante sono le cose ancora da scoprire o chiarire, non ultima la chiave di lettura della cangiante livrea di queste saette del grande blu.

Marco Colombo

Nato nel 1988, mi interesso, da quando i miei sensi me lo permettono, di natura. Dopo aver trascorso un’infanzia a cercare bisce, ragni, insetti di ogni genere, toccare cortecce, pedinare cinghiali e volpi, scrutare il Mare ed i suoi variopinti...
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