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Un incontro a Tipicità

“Marche book style” a Tipicità è come una piazza di paese dove ci si incontra, si racconta e si conoscono persone. Noi siamo andati insieme ai nostri amici Fabiana Tassoni e Patrizio Guglini per annunciare la riapertura de “Il giardino delle farfalle”. E in questa occasione abbiamo conosciuto Elena Belmontesi di Smerillo, appassionata dei Monti Sibillini tanto da raccontarli nei suoi libri per bambini GUARDA CHI SI VEDE, GUARDA CHI SI RIVEDE e LE SCONTAFAVOLE.  GUARDA CHI SI VEDE –racconti di animali tra i Sibillini e il mare- è una raccolta di 10 racconti. Ognuno di essi ha come protagonista un animale (lucciola, falco, capriolo, gatto, pettirosso, volpe, scoiattolo, rondine, cane e coccinella) e racconta, dal punto di vista dell’animale, come le loro esistenze possano intrecciarsi a quelle degli uomini oppure episodi della loro vita. Tutti i racconti sono ambientati in un piccolo paese dell’entroterra fermano a metà strada tra i Sibillini e il mare, Smerillo, che offre i suoi vicoli, le sue piazzette, i suoi sentieri, i suoi boschi, i suoi panorami, per accogliere le storie di questi piccoli amici. Tutti gli ambienti descritti sono reali così come le caratteristiche e le abitudini degli animali. Ogni animale vive una storia o un’avventura che permette al lettore di ricavarne un insegnamento: dal valore dell’amicizia e della libertà che troviamo nella storia della volpe o del falco, fino al valore del racconto orale dei nostri nonni come viene descritto dallo scoiattolo. GUARDA CHI SI RIVEDE -gli animali dei Sibillini insegnano- (illustrazioni di Javiera Castro Aste) In questo libro sono sette gli animali che raccontano le usanze e le tradizioni delle persone che abitano i Monti Sibillini e che, attraverso le loro avventure, donano insegnamenti ai bambini ed ai grandi. Nei racconti si utilizzano varie forme narrative e descrittive che coinvolgono il bambino nelle avventure degli animali e che, attraverso la narrazione di antiche leggende, permettono di conoscere anche l'origine di alcuni detti popolari o, ad esempio, la simbologia dello stemma della Regione Marche.  Nella descrizione di antiche usanze sono stati mantenuti alcuni termini dialettali per permettere anche ai bambini di accedere a conoscenze, anche linguistiche, ormai in disuso. Le storie contenute nel libro sono: IL PICCHIO: narra la leggenda che ha dato origine al popolo dei Piceni intrecciata alla descrizione di come avviene la raccolta delle castagne. L’insegnamento riguarda l’importanza delle radici e il senso di appartenenza. LA FARFALLA: racconta di una metamorfosi e di come sia importante accettare i cambiamenti. L’AGNELLO: racconta come si faceva il formaggio e come sia necessario considerare che ogni nostra azione produce conseguenze su noi stessi e sugli altri. IL LUPO: qui si parla dei punti di vista: ogni cosa, a seconda di come la si osserva, assume un significato diverso. Il lupo è ogni nostro ALTRO, è l’eterna lotta tra il bene e il male, tra potente e debole, in tutte le accezioni. LA CORNACCHIA: ci fa riflettere sulla diversità e sul rispetto. IL CHIROCEFALO: parla di divisioni e di aiuto reciproco.  IL PULCINO: descrive il fare il pane e i dolci a casa e come, con fatica e passione, si possa raggiungere un obiettivo.  Le ricette dei dolci di mamma Iole che sono poi riportate nelle ultime pagine del libro permettono la sperimentazione di attività manuali e progettuali in una collaborazione adulto-bambino. LE SCONTAFAVOLE  (illustrazioni di Marco Salusti) Un insieme di storie e di racconti, quelli antichi, quelli che un tempo si raccontavano davanti al camino nelle sere d’inverno. Racconti di streghe e lupi mannari perché ai bambini non si raccontavano storie di principesse e di re ma si insegnava che il mondo non è un posto facile e che le difficoltà e le paure sono parte di noi. E poi le narrazioni classiche di fate e del regno della Regina Sibilla cucite per renderle adatta anche ai bambini con le descrizioni dettagliate dell’interno della grotta e della vita che vi si svolgeva.  Ma non solo questo. Un libro da leggere  senza pause, con il fiato sospeso e con una sorpresa finale. “Raccontò di come, più di una volta, si era imbattuta nelle streghe e di quella volta che ne aveva vista una davvero! Stava camminando come faceva in quel momento, sulla strada verso il cimitero, quando aveva sentito un movimento d’aria, come un refolo di vento. Intorno a lei era tutto calmo, una giornata serena, ma lì, esattamente dove si trovava lei, si era alzata una brezza improvvisa. Guardò in alto istintivamente e fu allora che la vide: la strega era là, come un’ala di gallina spennacchiata, che volteggiava sopra la sua testa creando un turbine d’aria che l’avvolgeva” Tutti i libri sono editi da GIACONI EDITORE e il tipo di carattere, la spaziatura e l’impaginazione sono stati studiati per offrire una facilitazione visiva anche a chi ha difficoltà di lettura.     Elena Belmontesi Sono nata a Smerillo (FM) piccolo borgo che lambisce il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il 9 dicembre 1966.  Ho conseguito il D.U. in tecnico di logopedia presso l’Università degli studi di Padova e lavoro presso il Centro di Riabilitazione della Comunità di Capodarco a Porto S. Giorgio. Risiedo con la mia famiglia a Monte Urano. Sono un’appassionata di montagna, non un’alpinista, tutt’al più una “sibillinista” perché i Sibillini sono i  monti che ho conosciuto in compagnia di mio padre e che mi sono entrati nell’anima. Collaboro all’organizzazione del Festival “Le Parole della Montagna” e, nello specifico, del “festival dei bambini”. Sono autrice dei seguenti libri:   GUARDA CHI SI VEDE- racconti di animali tra i Sibillini e il mare (Giaconi Editore - 2012) TUTTO QUA – una storia dal grigio al giallo –(Giaconi  Editore - 2013) GUARDA CHI SI RIVEDE – gli animali dei Sibillini insegnano – (Giaconi Editore - 2015) 

Scritto il 05 Marzo 2018 da #occhionascosto deisibillini

La rinascita sugli sci, SASSOTETTO: nuovi impianti e nuove assunzioni

Investimenti e assunzioni al comprensorio sciistico di Sassotetto, a Sarnano. I lavori procedono a pieno ritmo per il nuovo impianto, con nuova sciovia, nuova pista e nuovo tapis roulant. Si sta “rispolverando” il versante di Vallelunga, trascurato per molti anni e ricercato dagli sciatori per il panorama mozzafiato, con alcune varianti. E i gestori della Sassotetto srl stanno cercando 20 persone come personale addetto agli impianti. Quindi AAA cercansi macchinisti, agenti di pedana, ma anche operatori edili, geologi. Diverse professionalità verranno assunte (per info c.minnetti@eurobuilding.it o stefano.marchegiani@gmail.com). I colloqui sono già iniziati. E non è detto che il personale venga assunto solo stagionalmente, perché il contratto potrebbe essere prolungato. Non solo: da mercoledì 6 dicembre apre i battenti, per tutti i giorni a venire, la Baita Euroski (mentre la Capannina alla Maddalena, nello stesso comprensorio sciistico, non si è mai fermata ma è aperta nei week end e punta ad una cucina di livello). Entrambe dotate di wi-fi, ogni settimana si organizzeranno appuntamenti musicali e culturali. Come quello che c’è stato domenica 26 novembre alla Capannina con “Magical Afternoon”, il pranzo in baita e lezione-spettacolo su Frida Kahlo e Sylvia Plath di Cesare Catà con Rebecca Liberati.  Nei giorni passati sono stati invitati dei supervisori tour operator per decidere il calendario.  Noleggi, laboratorio e scuola sci non mancheranno, mentre continuano i lavori di preparazione dello snow park, rimasto chiuso nel 2016. Inoltre i gestori vorrebbero organizzare lezioni pomeridiane gratuite per i bimbi terremotati di Ussita, qualora non dovessero riuscire a sciare a “casa” loro nemmeno quest’anno. “Malgrado il periodo difficile – commenta Stefano Marchegiani, gestore del Sassotetto Active Park – noi ci crediamo. Serve coraggio e vogliamo investire sulla montagna. La Baita Euroski sarà aperta tutti i giorni, anche durante la settimana, proprio per fare in modo che appassionati, sportivi e non, si riavvicinino. D’altronde a Sassotetto si scia guardando il mare”.  

Scritto il 02 Dicembre 2017 da Lucia Gentili

Nasce la rubrica "I MIEI MONTI SIBILLINI" a cura di Gianluca Carradorini

In trenta anni di attività nei Monti Sibillini ho effettuato più di 700 uscite tra escursioni e salite alpinistiche, percorrendo oltre 4000 km a piedi, tutte documentate. Sono salito su cime come Monte Acuto o Pizzo Regina o Monte Vettore anche 40 volte, da tutti i versanti, anche su vie nuove, in estate, in autunno, in inverno , in primavera, di giorno, di notte con la luna piena, con il sole, con la nebbia, con la bufera, con il temporale.  Nessuna è stata una banale salita, ognuna di esse mi ha mostrato aspetti nuovi della montagna, mi ha fatto vedere animali o piante nuove, colori e visioni diverse, mi ha dato nuove sensazioni.  Per questo non sono mai stanco delle mie montagne, quando ho bisogno di rilassarmi, bisogno di vedere da lontano, di far spaziare la mia vista a chilometri di distanza e non ai pochi metri della vita quotidiana, in modo da vedere meglio anche lo svolgimento della mia vita, allora parto e vado nei miei monti, lascio il mio stress ed i miei pensieri in macchina e mi innalzo.  Man mano che salgo, o che la salita si fa più impegnativa, la mia mente si purifica, si libera e quando ritorno sono caricato di nuova energia vitale, pronto ad affrontare gli impegni della vita quotidiana con maggiore vigore. Questa è la mia esperienza nel Monti Sibillini, ormai fa parte integrale della mia vita e non ne posso fare a meno, è un bisogno.  E in qualche altra montagna non sarebbe lo stesso, forse perché ho iniziato da giovanissimo a scoprire questi monti seppure piccoli ma che mi hanno dato sensazioni indimenticabili che ormai appartengono al mio modo di vivere.  In molte occasioni questa esperienza mi è servita ad affrontare le difficoltà della vita.  Durante gli studi universitari o nella mia carriera professionale ho affrontato esami e confronti difficili con lo stesso spirito con cui salgo le montagne, abbassando la testa, prendendo il ritmo di cammino e respirazione adeguato e ritrovandomi poi in cima senza difficoltà.  In questi ultimi anni i monti sono sovraccarichi di gente, perfino d’inverno. Tutti in montagna perché ormai è una moda e non perché è bella. Mi ricordo le prime volte che andavo a Pizzo Berro dalla Forcella del Farnio, il sentiero era appena accennato , adesso è diventato un fosso che sta creando anche una situazione a rischio idrogeologico.  Così si incontra gente a Pizzo Tre Vescovi ormai esausta che ti chiede quando manca per il M. Vettore o che a Pizzo Regina ti chiede dove si passa per andare a prendere l’acqua alle sorgenti dell’Ambro poste mille metri più in basso per poi pretendere di ritornare in cima o che emerge a Monte Porche d’inverno con i doposci senza piccozza e ramponi.  Non è questo il modo di andare in montagna, la montagna è severa e non perdona, essa va affrontata con rispetto, osservata e scoperta lentamente.  Pensavo che un giorno avrei terminato di scoprire i miei Monti Sibillini ma poi li ho studiati, osservati ed ho trovato i canali nascosti, le tracce di vecchi sentieri appena segnati sulle carte, i passaggi sulle cengie larghe appena 30 centimetri, le traversate su terreni dove mai nessuno è passato, ho aspettato le condizioni migliori per passare ed ho capito che i miei monti non finiranno mai anche se sono lunghi appena trenta chilometri ed un giorno ho impiegato “solo” 8 ore di cammino per attraversarli tutti da nord (M. Rotondo) a sud (Forca di Presta).  Cosi continua la mia avventura sui Monti Azzurri.  Credo che forse sia questo lo spirito ed il modo di affrontare e soprattutto di godersi la montagna per ricevere appieno dei benefici che offre.  Andate nei Monti Sibillini con rispetto ed osservateli bene, non sono poi così “piccoli e bassi”.   

Scritto il 28 Novembre 2017 da Gianluca Carradorini

Animali immortalati in comportamenti bizzarri

Cosa fanno gli animali quando nessuno li vede? Le telecamere hanno immortalato alcuni dei momenti più bizzarri, e a tratti inquietanti, degli animali. Le trail camera sono macchine fotografiche che si attivano automaticamente quando percepiscono movimento. Vengono comunemente usate per la caccia o per le fotografie di animali selvatici, ma alcuni degli scatti collezionati sono davvero atipici. Questi strumenti ci hanno infatti regalato alcune foto di animali nei loro momenti più bizzarri e insospettabili, per lo più inspiegabili, a volte divertenti, a volte lievemente inquietanti. Guarda tutta la foto-gallery sul sito di TPI al seguente link: https://www.tpi.it/foto/cosa-fanno-animali-quando-nessuno-vede/  

Scritto il 25 Novembre 2017 da #occhionascosto deisibillini

Ai piedi del monte Bove

Continua a fare visita ai Sibillini l’escursionista Gianluca Carradorini. C’è stata la catastrofe, il terremoto. Lui ha vissuto il prima e vuole vivere anche il dopo. Per questo ogni mese torna sui monti (questa volta ad accompagnarlo c’è il fratello Andrea) e immortala i cambiamenti effettuati dalla Natura. “Il 16 ottobre abbiano finalmente raggiunto in auto la frazione di Casali di Ussita, abbandonata: ci hanno accolto “solo” ben 9 cani da pastore”, inizia così il suo racconto-testimonianza.   “Da Casali siamo saliti per il Fosso di San Simone per andare a vedere gli effetti post-sisma – continua - in quanto il canale è formato nel lato sinistro da Scaglia Rossa frantumata in appoggio per faglia diretta sulla Maiolica e sul Calcare Massiccio de “Le Cute”, che, da notizie ricevute, si era mossa a seguito del terremoto del 26 ottobre 2016. Il Fosso di San Simone è completamente stravolto dall’ultima volta che lo avevo visto, nel 2015. Quindi siamo saliti ai Campi di Casali per osservare più da vicino le ferite della parete nord del Monte Bove.  Qui, nel bosco, alla base delle pareti e precisamente sotto allo spigolo nord-est, abbiamo notato un grande e ben visibile intaglio. Lasciava presumere che qualche grossa frana era arrivata fino allo stradone che sale da Calcara di Ussita per Poggio Paradiso e si era aperta un varco nel bosco. Abbiamo deciso di dirigerci alla base dello spigolo nord-est da dove parte la via di roccia Alletto-Consiglio per osservare cosa fosse successo. Dalla strada che sale verso la Val di Panico, prima della fonte omonima, abbiamo seguito il sentiero che scende verso Poggio Paradiso – Calcara; dopo circa 500 metri degli enormi massi bianchissimi, grandi come un’auto, giunti fino alla strada posta 250 metri di dislivello più in basso dello spigolo, ci hanno indicato la posizione dell’intaglio che avevamo visto. L’immagine dell’intaglio nel bosco è ben visibile anche su Google Earth. Poi siamo giunti fino all’attacco della via Alletto-Consiglio alla base dello spigolo nord-est del Monte Bove Nord, e la distruzione che abbiamo visto è impressionante”. Le immagini parlano da sole.              

Scritto il 24 Novembre 2017 da Lucia Gentili

Ripristinato il sentiero delle gole dell'infernaccio. Inaugurazione il 2 dicembre

Una passeggiata all'interno delle Gole dell'Infernaccio il 2 dicembre alle 10: è l'iniziativa, aperta a tutti, per inaugurare la fine dei lavori del sentiero che conduce all'Eremo di San Leonardo e alle Sorgenti del Tenna, passando per il Laghetto della Sibilla.Saranno presenti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni e il direttore del Consorzio Tennacola spa Sergio Paolucci. E' stata liberata la via d'accesso alle gole dai massi del sisma e sono stati ripristinati 3 ponticelli (uno prima della gola, e gli altri due prima e dentro la galleria) ed una passerella. L'investimento finanziario complessivo è stato di circa 150 mila euro, il progetto gestito dalla Protezione Civile è stato affidato al Consorzio Idrico del Tennacola spa. (fonte: ansa.it) ATTENZIONE!!! Il 2 dicembre come scritto sopra sarà inaugurato il sentiero ma non riaperto ufficialmente, l'ordinanza di chiusura sarà revocata solo in primavera.

Scritto il 21 Novembre 2017 da #occhionascosto deisibillini

Nasce la rubrica "A occhio nudo" a cura di Simona Carmenati

Il nostro rapporto più immediato con la natura è a occhio nudo,  cioè attraverso i nostri sensi, il primo strumento di cui siamo equipaggiati e con cui osserviamo, ci immergiamo, conosciamo e ammiriamo. Ma l’occhio si sa è anche specchio dell’anima… e infatti uno dei momenti più potenti di interazione tra animali è nell’incontro di sguardi. Guardare negli occhi un animale significa vederne l’anima a nudo… e molte delle storie che incontrerete qui, infatti, mi sono state raccontate proprio nel momento in cui ho fissato i miei occhi in quelli di un altro animale.

Scritto il 15 Novembre 2017 da Simona Carmenati

Reportage dall'INFERNO: Val di Bove – Monte Bicco – Passo Cattivo

Il 17 giugno 2017, ottenuto un pass per raggiungere Frontignano, abbiamo percorso l’anello classico: Parcheggio Hotel Felicita – Val di Bove – Canale est del Monte Bicco – Monte Bicco - Monte Bove Sud – Passo Cattivo e siamo scesi per la strada sterrata fino al canalone dei campi da sci di Frontignano quindi velocemente fino all’auto. A parte la desolazione dei paesi attraversati in auto dopo oltre 7 mesi dal sisma, Visso, Ussita, Frontignano dove regna il totale silenzio, tutto si è fermato alla sera del 26 ottobre 2016, le macerie ancora sono tutte lì, non si incontra nessuno, non c’è assoluto movimento, non c’è nessuno che lavora, eppure il da fare non manca con centinaia di case crollate o lesionate di lavoro ce n’è per anni eppure nessuno sta facendo qualcosa. Paesi nel più totale stato di abbandono, nelle macerie stanno crescendo le piante e forse presto saranno sommerse dal verde e nascoste dalla natura così saremo dimenticati ancora di più al nostro destino. Che qualcuno abbia il coraggio di dirci che lo Stato è totalmente impotente di fronte a questa catastrofe e almeno ci metteremo al lavoro con le nostre forze a ricostruire anziché aspettare che la disperazione forzata ci porti alla stessa conclusione. Al ritorno solo a Pievetorina abbiamo visto gente al lavoro forse nella nuova lottizzazione fuori del paese dove credo dovranno realizzare le prime casette di legno. A Visso invece c’era una sola ruspa al lavoro nella demolizione di una abitazione parzialmente crollata prospiciente la strada principale, almeno qui l’hanno demolita anziché spendere dei soldi per la messa in sicurezza (facendo anche degli ulteriori danni) per poi demolirla tra qualche mese o forse qualche anno come hanno fatto in altri paesi !!!! Tralasciando le mie considerazioni riporto di seguito le immagini in ordine cronologico dell’inferno che abbiamo visto, nonostante la pessima qualità delle foto a causa della giornata nebbiosa ed afosa, pensavamo di aver visto già molta distruzione nelle precedenti uscite ma il peggio non l’avevamo ancora visto.          

Scritto il 19 Giugno 2017 da Alessio Vita