Rubrica - Piccoli esploratori

Ambiente: il mondo riparte dai ragazzi

Conoscete Greta Thunberg? Era il 20 agosto 2018 Greta Thunberg e lei, che frequentava il nono anno di una scuola di Stoccolma, decise di non andare a scuola fino alle elezioni legislative per protestare contro le emissioni di anidride carbonica del suo paese. Ogni giorno si sedette davanti al Parlamento per tutto l’orario scolastico.   Meno di un anno dopo, centinaia di migliaia di persone hanno manifestato oggi per sostenerla, per dire che i giovani hanno diritto ad avere un mondo in cui vivere: e noi adulti questo mondo ce lo stiamo mangiando.   Lo scorso 14 dicembre, Greta a pronunciato queste parole davanti a leader mondiali riuniti: “Voi parlate soltanto di un'eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l'unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d'emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. [...] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa. La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all'interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema”   Oggi tanti ragazzi stanno manifestando per riprendersi il futuro.   Io guardo i miei figli e penso ai sacrifici che faccio (che poi sono quelli che facciamo tutti) per rendere la loro vita migliore e più semplice, eppure penso a quanto sottovaluto la situazione del mondo in cui si troveranno a vivere. Mi preoccupo di avere i soldi per mandarli all’università, di lasciare loro una bella casa: ma cosa respireranno? E cosa mangeranno? Ecco, oggi il mondo riparte dai più giovani: e noi dobbiamo essere con loro!

Scritto il 15 Marzo 2019 da Daniela Zepponi

In bocca al lupo: il luogo più sicuro del mondo!

La prima volta che ho raccontato la favola di Cappuccetto Rosso a Tommaso, lui ha protestato vivamente per la sorte del lupo. Sì, era stato un po’ cattivello, perché le persone non si mangiano, ma nessuno meritava di morire in fondo ad un fiume. E così insieme abbiamo deciso di cambiare la fine della favola: il lupo arrivava davanti all’acqua, ma invece di affogare riusciva a sputare le pietre e da quella volta si comportava in maniera impeccabile.   Eppure anche questo non era sufficiente. Affamati di documentari sulla vita degli animali, come eravamo, non potevamo contemporaneamente tifare per la leonessa predatrice che doveva sfamare i suoi cuccioli e per la piccola antilope che doveva tornare dalla sua mamma. E nel tempo Tommy ha iniziato a prendere consapevolezza del fatto che non esistono animali buoni o cattivi, ma esistono animali che cercano di sopravvivere con quello che la natura ha messo loro a disposizione.Che il piccolo morbidissimo pinguino, diventerà il sostentamento della piccola, tenerissima e morbidissima foca.   All’uomo è sempre piaciuto inventare storie miti e leggende, talora tanto apprezzate da essere riprese e perfezionate così tante volte da dimenticarsi che si tratta solo di una favola. Racconti, fiabe, ammonizioni per bambini, raccomandazioni e persino funebri auspici di fortuna vedono ad esempio protagonista il progenitore del migliore amico dell’uomo.   Eppure non tutti conoscono il vero significato di un detto che tutti hanno utilizzato almeno una volta come “In bocca al lupo”: questo augurio infatti riassume l’amore della mamma lupo per i suoi piccoli, quando li prende uno alla volta per la collottola per spostarli verso un luogo più sicuro. Dire quindi “In bocca al lupo” ad una persona significa augurarsi che possa essere protetta da ogni pericolo, al sicuro come solo nella bocca di un lupo si può stare.   E Tommaso ha imparato a rispondere “Viva Il Lupo”: apprezzando la vera natura di questa animali, al di là delle favole e delle iconografie classiche, non potremmo che desiderare sempre più di proteggerli e vederli liberi e rispettati nel loro ambiente.

Scritto il 08 Febbraio 2019 da Daniela Zepponi

Il mio cuore di orso

  Leggere insieme ai nostri bimbi è un dono sia per loro che per noi: significa piantare semi che cresceranno quando saranno diventati adulti, quando ricorderanno con affetto i momenti trascorsi insieme. E ancora più preziosi sono i libri in grado di trasmettere messaggi ricchi di significato come quelli contenuti nel libro “Il mio cuore d’Orso” di Margerita Buresta edito da Giaconi.   Il volumetto, illustrato in maniera deliziosa dalla stessa autrice, è l’avventura di un bambino che improvvisamente si ritrova trasformato in un piccolo orso. Dopo alcuni momenti di smarrimento incontra una mamma orsa con altri due cuccioli e viene da loro adottato: questo gli permette di iniziare a scoprire il bosco con un punto di vista completamente nuovo, grazie alla saggezza di mamma orsa, e di innamorarsi di quella vita che prima temeva e disprezzava. E in particolar modo il suo grande affetto va proprio agli orsi, da cui prima era terrorizzato.   Oltre alla piacevole narrazione e ai bei disegni, il tocco da maestro del libro sono le informazioni precise e puntuali contenute in esso. Infatti Margherita Buresta è una giovane zooantropologa ed esperta di comportamento animale, che ha trascorso molto tempo nel Parco Nazionale degli Abruzzi, e queste montagne hanno ispirato l’autrice attraverso i suoi incontri e i suoi studi degli orsi.   “Il mio cuore di orso” è un piccolo gioiello da leggere con i propri bambini, per scoprire insieme a loro la bellezza di un ambiente che spesso resta per noi misterioso e che si rivela splendido e da tutelare.

Scritto il 20 Dicembre 2018 da Daniela Zepponi

Come vestire i bambini d’inverno in montagna

Andare in montagna con i figli piccoli, in inverno, è sicuramente un grande divertimento, ma allo stesso tempo, soprattutto se andiamo ad affrontare la neve, è il momento di fare particolare attenzione a come vestiremo i nostri piccoli. C'è un detto molto interessante che vi riporto “Non esiste cattivo tempo, esiste solo un abbigliamento sbagliato”: questo significa che in montagna le condizioni atmosferiche variano così velocemente che bisogna essere attrezzati alla perfezione. E' meglio ad esempio far indossare più strati: uno strato che regola la traspirazione, uno strato che mantiene la temperatura costante e infine uno strato che protegge dalla pioggia, dal vento e dalla neve. Nel primo stato è perfetto il micropoliestere elasticizzato, e va meno bene il cotone. Il secondo strato deve tenere al caldo ma lasciare il bambino libero di muoversi, come ad esempio può fare un pile a collo alto, a cui si può aggiungere un pantacollant o un lupetto. Il terzo strato infine sono le giacche e i pantaloni da sci: cercate quelli in due pezzi, che se dovete portare in bagno in bimbi lo farete in maniera più semplice!! Particolare attenzione va posta alle estremità: testa, mani e piedi disperdono fino al 60% del calore. Qundi servono calzini tecnici, cappelli in pile, meglio se modello passamontagna, scaldacollo (e non sciarpa) e guanti impermeabili, traspiranti e caldi. Ultimi due “Mai più senza” sono doposci o scarponcini adatti e occhiali da sole, che in caso di neve proteggono gli occhi delicati dei bambini. E buona montagna a tutti!

Scritto il 29 Novembre 2017 da Daniela Zepponi

5 Cose belle da fare con i bambini in inverno!

Chi lo dice che durante l'inverno dobbiamo stare sempre chiusi in casa? Anzi: questo è il modo per far ammalare di più i nostri piccoli! Invece anche con il freddo è importante portarli fuori, in mezzo alla natura, e dar loro la possibilità di respirare la frizzante aria autunnale e invernale. Ma cosa possiamo fare per impegnare in maniera divertente i nostri figli nei brevi momenti di luce dei prossimi mesi? Ecco 10 attività imperdibili! 1.      Camminare in un bosco E sì: in autunno e in inverno i boschi sono bellissimi! Organizzate una gita vicino casa e portateli a scoprire le meraviglie della natura di questo periodo! 2.      Fare un picnic (e magari bere pure una bella cioccolata calda) Insegniamo ai nostri figli che non sempre comodità e divertimento fanno rima. Appoggiare le manine (ben protette dai guanti) intorno ad una tazza di cioccolata fumante ascoltando gli animali dei boschi è un'esperienza davvero stupenda! 3.      Fare un pupazzo di neve. Per questo bisognare vedere cosa dice la sorte. Se siete fortunati e arriva un po' di neve (magari non troppa) i bambini saranno stra-felici di costruire e decorare un bel pupazzo di neve. E forse vi divertirete anche più di loro! 4.      Pattinare sul ghiaccio. Anche nei nostri piccoli centri ormai sono arrivate le piste di pattinaggio: non c'è posto migliore per fare divertire i bambini e mettere alla prova il proprio equilibrio. 5.      Scattare tante foto. Insegnate ai vostri figli come cogliere ricordi bellissimi: magari un fungo nascosto dietro un albero, oppure un paesaggio innevato dove ancora non ha camminato nessuno. Poi stampate le più belle e create un piccolo album...potreste ripeterlo ogni anno. E da grande lui o lei potranno mostrarlo ai propri figli. E voi, cosa fate di solito per fare passare il tempo ai vostri bambini durante i fine settimana invernali? Raccontatemelo!

Scritto il 13 Novembre 2017 da Daniela Zepponi

Terremoto: quali effetti sugli animali?

Sono stati giorni terribili, ma piano piano si cerca di ripartire. Però, soprattutto per i più piccoli l’esperienza del terremoto non si cancellerà facilmente e sono tante le domande che continuano a fare a noi adulti. Tra le più frequenti ci sono quelle legate agli animali: cosa fanno i cani, i gatti e gli animali dei boschi quando sta per avvicinarsi un terremoto? Possono sapere che sta per arrivare un terremoto? E in effetti anche gli adulti se lo chiedono: gli animali lo sanno? Secondo una ricerca dell'Università di Cambridge effettivamente qualcosa accade. Lo studio in quel caso è stato effettuato sul comportamento dei roditori in Perù e gli studiosi hanno visto come gli animali percepiscono in anticipo gli ioni positivi rilasciati nell'aria dalle rocce poste sotto stress dall’arrivo di un terremoto. E sembrano confermare questa teoria anche i radio astronomi che hanno registrato dopo i terremoti che hanno individuato significative modifiche nella ionosfera nella zona del sisma. Sarebbe questo quello che nel parlare popolare viene chiamato il sesto senso degli animali, ed è quello che abbiamo potuto vedere anche nelle nostre case nelle scorse settimane con il comportamento di gatti e cani. Ora, speriamo, di poter tornare ad osservare in serenità i nostri amici animali, alla scoperta della vita segreta dei Sibillini: non perdete i prossimi video, e fateli vedere anche ai vostri bimbi!!  

Scritto il 02 Dicembre 2016 da Daniela Zepponi

Il bosco: dallo schermo alla realtà

C'è qualcosa di magico nell'attraversare un bosco tenendo per mano il proprio figlio. Le cose da vedere sono tante, e le domande a cui rispondere sono tantissime: e si finisce per stare in silenzio occhieggiando la luce che filtra dai rami e indicando di tanto in tanto le cose più interessanti da vedere.   Tutti noi guardiamo i documentari insieme ai bambini. Osserviamo affascinati le megattere, le migrazioni dei pinguini, la vita tragica e avventurosa dei leoni. Difficilmente però, (parlo per la maggior parte di noi, non per tutti, eh) potremo mai portarli a visitare di persona gli habitat che tanto ci interessano. Eppure sarebbe così speciale passeggiare insieme ai piccoli laddove abbiamo visto muoversi furtivi quegli animali. Ed in questo risiede la magia dell'Occhio nascosto dei Sibillini: farci scoprire come anche praticamente dietro l'angolo ci sono meraviglie naturali che aspettano solo di essere conosciute. E questa volta, dopo aver osservato l'incedere guardingo del lupo, la volpe curiosa, e il bellissimo cerbiatto, possiamo davvero andare a visitare i boschi che anche loro frequentano. Possiamo ritrovare un contatto con la natura che l'occhio della telecamera invoglia ad avere, e farlo nel massimo rispetto di chi in quei boschi non è ospite di passaggio, come noi, ma ci vive sul serio. L'Occhio nascosto dei Sibillini ci racconta che anche se non li vediamo, gli animali hanno un'esistenza attivissima e interessante e attraverso il lavoro dei nostri fotografi possiamo imparare tanto su di loro. Credo che si tratti di un'esperienza speciale, e per questo sono orgogliosa procedere insieme a loro lungo il cammino, parlando in questa rubrica del rapporto tra bimbi e Natura.   Grazie all'Occhio nascosto dei Sibillini il bosco è più vicino: e non vediamo l'ora di conoscere tutti i suoi abitanti!

Scritto il 21 Settembre 2016 da Daniela Zepponi
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