Il bosco: dallo schermo alla realtà

Scritto il 21 Settembre 2016 da Daniela Zepponi

C'è qualcosa di magico nell'attraversare un bosco tenendo per mano il proprio figlio. Le cose da vedere sono tante, e le domande a cui rispondere sono tantissime: e si finisce per stare in silenzio occhieggiando la luce che filtra dai rami e indicando di tanto in tanto le cose più interessanti da vedere.

 

Tutti noi guardiamo i documentari insieme ai bambini. Osserviamo affascinati le megattere, le migrazioni dei pinguini, la vita tragica e avventurosa dei leoni. Difficilmente però, (parlo per la maggior parte di noi, non per tutti, eh) potremo mai portarli a visitare di persona gli habitat che tanto ci interessano.

Eppure sarebbe così speciale passeggiare insieme ai piccoli laddove abbiamo visto muoversi furtivi quegli animali.

Ed in questo risiede la magia dell'Occhio nascosto dei Sibillini: farci scoprire come anche praticamente dietro l'angolo ci sono meraviglie naturali che aspettano solo di essere conosciute. E questa volta, dopo aver osservato l'incedere guardingo del lupo, la volpe curiosa, e il bellissimo cerbiatto, possiamo davvero andare a visitare i boschi che anche loro frequentano.

Possiamo ritrovare un contatto con la natura che l'occhio della telecamera invoglia ad avere, e farlo nel massimo rispetto di chi in quei boschi non è ospite di passaggio, come noi, ma ci vive sul serio.

L'Occhio nascosto dei Sibillini ci racconta che anche se non li vediamo, gli animali hanno un'esistenza attivissima e interessante e attraverso il lavoro dei nostri fotografi possiamo imparare tanto su di loro.

Credo che si tratti di un'esperienza speciale, e per questo sono orgogliosa procedere insieme a loro lungo il cammino, parlando in questa rubrica del rapporto tra bimbi e Natura.

 

Grazie all'Occhio nascosto dei Sibillini il bosco è più vicino: e non vediamo l'ora di conoscere tutti i suoi abitanti!

Daniela Zepponi

Sono Daniela Zepponi, marchigiana, copy freelance e blogger. Sono anche la mamma di Tommaso e Matilde, che con il loro arrivo hanno trasformato la mia vita: ho guadagnato la felicità più grande di sempre (e ho perso un paio di lavori). Sono laureata in Scienze della Comunicazione e dal 2013 lavoro come freelancer occupandomi di comunicazione a 360 gradi: collaboro con enti pubblici, siti e aziende private. Scrivo testi e gestisco la parte social, e dal 2015 ho uno spazio mio che ho deciso di chiamare C'era una mamma.