Ammazzare cuccioli di orso e lupo: ora si può grazie a Trump

Scritto il 10 Giugno 2020 da Daniela Zepponi

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare, ma anche situzioni davanti alle quali non si può restare in silenzio: l’amministrazione Trump ha deciso di dare l’ok per cacciare cuccioli di orso e lupo in letargo. Ogni mezzo sarà buono per dare loro la caccia, dalle ciambelle, ai dolci ai fari delle auto per stanarli. Tutti divieti che erano stati imposti dall’Amministrazione Obama, che adesso evidentemente non sono ritenuti più validi. Inoltre, la stessa amministrazione Trump, che non ha mai negato come la caccia vanti un giro di affari milionario "importante" per l'economia del Paese, con le nuove regole permetterà ai cacciatori anche di tornare a sparare da piccoli aerei, imbarcazioni e motoslitte. 

Trump parla di tradizione, ma ribatte Theresa Pierno, presidente National Parks Conservation Association, "sparare ad una mamma orso ed al suo cucciolo in letargo non è il tipo di tradizione che i nostro parchi nazionali dovrebbero preservare".  Ovviamente i Repubblicani ribattono che questa scelta protegge le tradizioni di caccia e pesca dell’Alaska, appellandosi addirittura alle tradizioni dei nativi che secondo loro vanno rispettate.

 

Per fortuna le associazioni ambientaliste stanno protestando, anche se purtroppo l’effetto finale sembra debole.  Tra un mese i cacciatori torneranno a massacrare questi animali: e lo faranno durante il letargo, il momento in cui sono davvero inermi. E lo faranno ammazzando i cuccioli. E da essere umano e da mamma, non posso che avere il cuore spezzato davanti ad una scelta così barbara e vergognosa.

Daniela Zepponi

Sono Daniela Zepponi, marchigiana, copy freelance e blogger. Sono anche la mamma di Tommaso e Matilde, che con il loro arrivo hanno trasformato la mia vita: ho guadagnato la felicità più grande di sempre (e ho perso un paio di lavori). Sono laureata in Scienze della Comunicazione e dal 2013 lavoro come freelancer occupandomi di comunicazione a 360 gradi: collaboro con enti pubblici, siti e aziende private. Scrivo testi e gestisco la parte social, e dal 2015 ho uno spazio mio che ho deciso di chiamare C'era una mamma.