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Pintura Bolognola - Fargno - Rifugio Amandola

Percorso Pintura Bolognola - Fargno - Rifugio Amandola   Località: Bolognola KM: 26.29 Difficoltà: Medio Durata: 04:22:21 Dislivello: 1163   Si parte da Pintura, si fa subito la salita che porta al Fargno, appena giunti al rifugio si apprezzano panorami e montagne, uno su tutti il Monte Bove.Dal rifugio si fa il sentiero che porta alla “forcella” del Fargno(Ancagnola)costeggiando Pizzo 3 Vescovi, scendendo fino ad arrivare a Castel Manardo troverete per un paio di rifugidal bivio Campolungo avrete tratti impegnativi sia in salita che in discesa ma niente di off limits.Appena preso il sentiero di Campoluogo, nel primo tratto conviene scendere per la troppa presenza di pietrame ma poi  avrete un bel single track fino al Rifugio Amandola per poi risalire tramite la strada della Garulla fino a Pintura, Giro non impossibile e senza il bisogno di un grande allenamento però richiede una certa esperienza di guida, ma bisogna valutare bene le condizioni meteo perchè spesso potrebbero influire sulla riuscita dell’ anello.bel giro!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 29 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Andar per volpi, lupi, cervi, camosci ed altre piccole creature

In questi ultimi anni il mio girovagare nei Monti Sibillini mi ha portato ad incontri particolari con animali che erano scomparsi, come il lupo, o che non erano presenti a memoria d’uomo, come il camoscio d’Abruzzo, reintrodotto da pochi anni, o addirittura a poter quasi toccare una volpe, solitamente schiva all’uomo.Ebbene, se andate verso il tramonto, d’estate alla fontana della Forca di Gualdo o Madonna della Cona, nei pressi del Pian Perduto di Castelluccio o al parcheggio di Valleria dove si lascia l’auto per raggiungere le gole dell’Infernaccio, quando ormai tutti gli escursionisti se ne sono andati ed inizia a regnare il silenzio, usciranno dal bosco delle dapprima timide ma poi sempre più socievoli e bellissime volpi, in cerca di qualche residuo di cibo.Ormai questi animali si sono abituati alla confusione ed alla presenza dell’uomo che, come si sa purtroppo per l’ambiente ma per la fortuna delle volpi, lascia in giro sempre qualcosa da mangiare. Potrete addirittura dargli a mangiare direttamente dalle vostre mani purché abbiate pazienza e soprattutto non fate movimenti bruschi. Sarà veramente un incontro straordinario. L’incontro con il lupo è sempre straordinario, perché in genere avviene per un tempo brevissimo senza alcun preavviso. Ti sfreccia davanti e non fai in tempo neppure a fotografarlo perché rimani estasiato dalla sua visione, oppure lo vedi da lontano ma non si fa certo avvicinare .L’ho incontrato più volte, soprattutto d’inverno principalmente nella zona compresa tra il Monte Prata e la Valle delle Fonti nella zona di Castelluccio, anche in coppia ed addirittura in pieno inverno che girovagavano con oltre un metro di neve all’interno dell’isolata Valle lunga. Un giorno ero andato a fare un giro da solo nel versante est del Pizzo di Méta quando al ritorno, attraversando un lembo di bosco sento un belare piuttosto strano, mi giro e a venti metri da me, come una saetta ha attraversato un bellissimo lupo con un agnello tra i denti. Non ho fatto in tempo ne a fotografarlo ne ad urlare per fargli lasciare la preda. Mi sono goduto quel rapido passaggio ammirando la bellezza di quell’animale. Mio nonno mi ha raccontato spesso di vicende di lupi che negli anni prima della seconda guerra mondiale abbondavano nei nostri monti. Li ha incontrati più volte da vicino d’inverno con la neve quando andava a lavorare con gli sci da Acquacanina alla centrale di Bolognola e addirittura una volta uno sgozzò una pecora proprio in un casolare nei pressi della sua casa tirandola fuori da una buca della porta, dove un pastore ricoverava le pecore quando c’era la neve. Attualmente sono stimati circa 50 esemplari sparsi in gruppi territorialmente separati per tutto il territorio dei Monti Sibillini.D’inverno è facile vedere e riconoscere le tracce del lupo con il suo tipico andamento “filante” e regolare, una dietro l’altra, lunghe circa 10 centimetri, con quattro dita nelle zampe posteriori e cinque in quelle anteriori di cui il pollice sospeso verso l’alto. Alcune coppie di Cervi sono state reintrodotte di recente nei Monti Sibillini, non mi risulta che il cervo sia stato mai presente allo stato selvatico nel gruppo montuoso. Non è facile incontrarlo, io ho avuto modo di osservarlo alcune volte a primavera all’alba quando va a bere nelle sponde del Lago di Fiastra ed in particolare nei pressi del ponte che da S. Lorenzo attraversa la parte iniziale del lago per raggiungere il capoluogo. Il camoscio d’Abruzzo o dell’Appennino è anch’esso di recente reintroduzione in quanto, da resti fossili trovati su una grotta del Monte Argentella, sembra essere stato presente nei Monti Sibillini qualche migliaio di anni fa e poi a causa della limitata estensione del territorio e della crescente antropizzazione si è estinto.Attualmente il gruppo di ripopolamento si trova nella zona protetta del Monte Bove, interdetta agli escursionisti, ma talvolta, con molta fortuna, è possibile incontrarli fuori del limite della zona mentre pascolano nei ripidi pendii della val di Bove, come mi è capitato anni fa. Quel giorno stavamo salendo dal Monte Cornaccione al Monte Bove Sud, fuori l’area interdetta e come siamo giunti alla cresta tra il Monte Bicco e Monte Bove Sud. Ci siamo affacciati verso la Val di Bove e ci siamo trovati quasi faccia a faccia con il gruppo di camosci che avevano anche dei cuccioli e che stavano pascolando ed addirittura saltellando su pendii erbosi di oltre 60 gradi di pendenza, pendii che noi saliamo solo d’inverno, con la neve gelata e con due piccozze e ramponi!! L’incontro è stato emozionante e la foto d’obbligo! Poi chi vuole scoprire una vasta popolazione di piccoli esseri viventi, talvolta vere e proprie meraviglie della natura in miniatura, come coleotteri, farfalle, imenotteri, ortotteri ed altri insetti e ragni, deve frequentare i prati di media montagna, oltre i 1500 metri, d’estate da luglio ad agosto, gettando lo sguardo in particolare su fiori di ombrellifere o di composite o tra l’erba. Si potranno osservare farfalle del genere Lycaena dalle ali di un colore azzurro splendente che sono una versione in miniatura delle grandi Morpho brasiliane e che d’estate si ammassano a centinaia a bere nelle pozze d’acqua.Oppure coleotteri tipicamente alpini, che si trovano solo nelle cime più alte dell’Appennino, con colori mimetici come il Trichius fasciatus o metallizzati come la bellissima e rarissima Rosalia Alpina. Ho avuto la fortuna di fotografarla con molta comodità in quanto si era posata spontaneamente sul mio zaino in una pausa pranzo nell’alta Valle dell’Infernaccio, prima di quest’incontro l’avevo più volte rincorsa nel prato del versante nord-est del Pizzo Berro per anni senza poterla mai fotografare da vicino.Se avete l’occasione di passeggiare per il Piano Grande di Castelluccio in piena estate, ed in particolare dopo il tramonto, non potete non ascoltare l’enorme chiasso che fanno i grilli. Ce ne sono di tantissime specie, quelli neri sono difficili da osservare perché si nascondono in buche sul terreno, gli altri sono di colore verde o marrone e si mimetizzano tra l’erba quindi ci vogliono buoni occhi per scovarli ma vedrete che sono delle creature meravigliose.Perfino i bruchi di farfalle, nonostante la loro fama ed il loro aspetto, sono anch’essi delle meraviglie della natura, nei loro colori ma soprattutto nella loro magia che li fa trasformare dapprima in crisalidi e poi in splendide farfalle, li potrete ammirare in particolare mentre si cibano delle foglie di ombrellifere. Oppure nelle perfezioni delle tele tessute dai ragni (aracnidi), che si possono osservare specialmente al mattino presto d’estate nei pendii intorno al Piano Grande quando la rugiada notturna le trasforma in incantevoli meraviglie della natura. Per godersi questa “piccola” ma incantevole natura è necessario procurarsi un buon libro sugli insetti di montagna e una buona macchina fotografica assemblata per macro.Ogni volta che vado nei Monti Sibillini, che posso godermi la visione dall’alto, la flora e la fauna, ogni volta che posso godermi questo meraviglioso pezzo di mondo (che non tutti possono godersi) che sento mio, mi rendo conto quanto sono stato fortunato a riuscire ad apprezzarlo, anche se talvolta ciò significa fatica e sacrificio.

Scritto il 27 Giugno 2018 da Gianluca Carradorini

TranquilliHero dei Sibillini parte 2

Percorso TranquilliHero dei Sibillini parte 2   Località: Caldarola KM: 4000 Difficoltà: Difficile Durata: 14:13:16 Dislivello: 4000   Questo è il continuo della traccia TranquilliHERO dei Sibillini parte 1.Quindi per completare la traccia è necessario scaricare TranquilliHERO parte 1 e parte 2….. Per la mappa clicca qui!

Scritto il 26 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

TranquilliHero dei Sibillini parte1

Percorso TranquilliHero dei Sibillini parte1   Località: Caldarola KM: 101 Difficoltà: Difficile Durata: 14:13:10 Dislivello: 4000   Partenza per questo giro alle prime luci dell’alba…. inizio del giro da Piazza Vittorio Emanuele(Caldarola) con direzione Monte di Croce e su su…… fino a  Monte Fiegni quota 1330.Da qui scendiamo un po’ ed arriviamo a Fiegni paese, piccolo tratto asfaltato fino a raggiungere Fiastra passando nella piazzetta dove comincia la vera salita, 22km per arrivare al Rifugio del Fargno.Il primo rifornimento idrico, prima di inziare la salita del Monte Coglia, si trova di fronte la caserma della forestale.Appena giunti all’incrocio della strada che sale da Casali si puo intravedere il Monte Bove, Frontignano con i suoi impianti sciistici e il Santuario di Macereto.Giunti al Fargno, altro punto d’interesse sia per mangiare che per bere, continuare il tour seguendo la strada e scendendo verso Pintura di Bolognola e durante la discesa, se il rifugio dovesse essere chiuso troverete una fonte sulla dx mentre scendete.Prima di giungere a Pintura seguite il cartello che vi dà “strada senza uscita” e ricominciate a salire, questa volta  alla conquista di Castel Manardo, salita progressiva apparte qualche tornante inziale.Giunti alla fine della salita sulla sinisrta dovete seguire il sentiero di “Campolungo” che vi farà scendere fino a Rifugio Amandola passando dal Monte Amandola, discesa impegnativa con un single track a tratti davvero difficile… consigliabile scendere su alcuni tratti per la presenza di grandi sassi.Giunti al Rifugio Amandola, 1200 m, altro punto dove troverete una fonte, scendere fino a quota 800m circa per 2 km, all’incrocio della strada che porta a Garulla Superiore prendere verso Pintura, salita  per 5km costanti non ripidi e per bei tratti anche sotto l’ombra.Arrivati di nuovo a Pintura di Bolognola ora dovrete fare un altro tratto di asfalto fino al Passo della Maddalena e da qui seguire il sentiero che passa a Pizzo Mèta per poi scendere fino ai Prati di Ragnolo, altro single track  e arrivati a Monastero, altro punto dove rifornirsi d’acqua.Fate tutta la discesa fino al Fiastrone, quota 490 m, cominciano le ultime ma terribili salite!Si comincia con la salita che porta fino a Villa di Montalto, poi l’ultimo immenso sacroficio, solo per veri biker’s altrimenti vi aspettano 2 ore di bici a spinta! fino a raggiungere la Pietrella, ma giunti in quota avrete la senzazione di essere davvero Heroi.Da qui ormai il piu’ è fatto, vi resta uno strappo dalle Stabbiate fino al cancello di monte Fiegni poi altro strappettino fino a passare avanti il cancello della Storta, poi giù per i prati del ripetitore e tutte le corte fino a Croce.Qui ultimo strappetto che vi porta al serbatorio dell’acquedotto e altro single track finale con il tratto del sentierto che è lo stesso della Conero Cup del 2014 fino a giungere poi in Piazza Vittorio Emanuele.Ora non ci resta che farvi i nostri più sinceri complimenti….spero che la nostra Hero dei Sibilini vi sia piaciuta e il sacrificio sia stato ripagato da viste mozzafiato e paesaggi magici Sei anche te entrato nel club dei TranquillHero del gruppo ASD Bike Team Monti Azzurri!  il  piu’ bel giro che potevamo offrirvi!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 26 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Fonte dell'Aquila

Percorso Fonte dell'Aquila   Località: Caldarola KM: 70.36 Difficoltà: Difficile Durata: 07:32:21 Dislivello: 1845   Un altro bel girone che arricchisce la nostra list di giri cult Questo giro infatti ha una buona parte di strada asfaltata ma non per questo non vi lascerà a bocca aperta in molti momenti del suo percorso. partenza da Caldarola e direzione Prati di Ragnolo, passando per: Frz. Valle di Montalto, Frz. Tribbio di Montalto, Frz. Villa di Montalto e Frz. Monastero. passando sotto la strada che porta a Pizzo Meta , noi in questa traccia facciamo asfalto vi ritrovate all’imbocco del sentiero che porta alla Fote dell’Aquila. Alcuni tratti sono difficili e richiedono esperienza. Giunti alla Fonte avete un altro bel pezzo di discesa divertente con pietraia e anche qui c’è bisogno di esperienza e prudenza. Giunti a Bolognola ci dirigiamo verso le Cascate dell’Acquasanta e anche qui paesaggi mozzafiato e piccoli tratti di portage. Tornati di nuovo sulla strada che porta a San Lorenzo , abbiamo fatto asfalto fino a prendere il sentiero del Castagneto per altri tratti da brivido e via  fino a casa.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 23 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Gola della Rossa

Percorso Gola della Rossa   Località: Frasassi (AN) KM: 33.64 Difficoltà: Medio  Durata: 05:49:13 Dislivello: 1425   In ordine cronologico, i posti visitati in questo giro sono :SAN VITTORE, PIEROSARA, CERQUETO, VALLE DEI CUPI, MONTE MURANO, PREDICATORE, ROCCHETTA, VALLE SCAPPUCCIA, GENGA, VALLEMANIA, ROSENGA, MONTE FRASASSI, SAN VITTORE    Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 20 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Secondo itinerario floristico: Lago di Pilato e Monte Vettore

Il secondo itinerario del gruppo sud è anch’esso un classico, la salita al lago di Pilato partendo da Forca di Presta. Questo itinerario va effettuato dalla seconda metà di luglio ai primi di agosto e permette di osservare le principali specie floristiche di montagna a fioritura prettamente estiva.Da Forca di Presta si prende il sentiero per il Monte Vettore quindi raggiunto il rifugio Zilioli alla Forca delle Ciaule si scende nel prato sottostante, quindi ci si dirige verso il canalone di fondo valle che termina nella parte più esposta dell’itinerario denominata le “roccette”, ed infine per ghiaione si scende fino al lago di Pilato. La ricerca delle specie floristiche alpine ed artiche inizia subito sotto al Rifugio Zilioli, dove il vasto prato che si attraversa, a cotica erbosa chiusa, è ricco di specie floristiche protette.Nei canaloni in cui la neve si è sciolta da poco si possono ammirare la Silene acaulis, le Gentianae verna, nivalis, dinarica e lutea, la Pulsatilla alpina ssp.millefoliata, l’Androsace villosa, l’Artemisia umbelliformis ssp. eriantha, la Potentilla appennina ssp appennina, l’Aster alpinus, la felce Botrichium lunaria, la Saxifraga oppositifolia, precedentemente descritte. Nei prati si possono ammirare inoltre piante tipicamente artiche come la famosa Stella alpina dell’Appennino o Leontopodium alpinum ssp.nivale, lo Gnaphalium supinum, piccolissima pianta, alta 2-4 centimetri, con foglioline lanceolate color grigio argenteo lanuginose e fiori giallini riuniti in spighe, la simile Antennaria dioica, con foglie più larghe a rosetta e alta fino a 5-6 centimetri ed il Polygonum viviparum, piccola spiga con fiori bianchi che non produce semi ma cosiddetti bulbilli che si staccano dalla spiga e sono in grado di germogliare subito da cui il nome “viviparum”. Arrivati nel fondo del canalone, nei pressi delle “roccette” ed in vista del Lago di Pilato osservate attentamente il bordo sinistro del canale e si ammireranno grandi Salici nani quali Salix retusa già descritto ed il Salix herbacea, con foglie più rotonde e piccole ed un altro arbusto strisciante, anch’esso di origine artica, la Driade (Dryas octopetala) dalle foglioline seghettate e con la parte inferiore grigia e fiori bianchi con otto petali come indica il nome scientifico.Facendo attenzione alla zona delle “roccette” si scende nei ghiaioni del Lago di Pilato, sicuramente il luogo più magico dei Monti Sibillini. Nel ghiaione di discesa si possono ammirare subito l’Isatis allioni dai fiori gialli e foglie verde grigio coriacee, nei canali più riparati l’Adenostyles glabra alta fino a 50-70 centimetri che forma grandi ciuffi di larghe foglie e fiori riuniti in ombrelli di colore porpora. Giunti sulle rive del Lago di Pilato, oltre ad osservare il Chirocefalo del Marchesoni si consiglia di raggiungere i grandi massi posti nella testata della valle sotto alla Cima del Lago; nelle fessure di queste rocce si possono ammirare molte specie di sassifraghe quali la Saxifraga paniculata e la callosa già descritte ed inoltre la saxifraga exarata e sedoides che formano dei densi cuscinetti verde chiaro con fiorellini rosati la prima e giallastri la seconda, sui prati tra i massi si può ammirare il Ranunculus seguierii alto pochi centimetri, con fiori bianchi e foglie seghettate. Portandosi invece nei ghiaioni sotto al Pizzo del Diavolo ed in particolare nei ghiaioni sotto al Gran Gendarme si osservano grandi ciuffi di papaveri gialli (Papaver pyrenaicum ssp.degenii), la Linaria alpina strisciante, dai piccoli fiori violetti e l’Edraianthus graminifolius dai fiori campanulati azzurri ed ancora l’Isati allioni. A chi vuole risalire le cime intorno si consiglia di raggiungere la cima del Monte Vettore dove lungo la cresta che sale dalla Forca delle Ciaole si può osservare, tra le piante già descritte, anche la Gentiana brachiphylla simile alla più comune gentiana verna ma con la corolla di colore azzurro intenso e dalle foglie arrotondate riunite in rosette, cresciute sovente direttamente dentro ai cuscinetti di silene acaulis e il ranunculus brevifolius dai fiori gialli e foglie coriacee verde chiaro presente solo nelle zone più sassose.Scendendo dalla cima del M. Vettore verso il Pizzo o Cima di Pretare si incontrano delle grandi piante aderenti al terreno di Drias octopetala in piena fioritura dal mese di luglio. Scendendo invece la cresta dalla cima del M. Vettore verso il M. Torrone è possibile osservare, nelle rocce del versante nord-est, la rara Saxifraga italica, confondibile con la Saxifraga exarata ma caratterizzata da fiori bianchi.Nelle ghiaie del versante su-ovest si possono osservare dei grandi cuscinetti pluricentenari di Silene acaulis, Stelle alpine e la rarissima Viola Maggelense dai fiori celesti che cresce tra le pietre. Se invece si sale fino alla Cima del Redentore è possibile ammirare una intensa fioritura di Ranunculus alpestre, dai fiori bianchi, nel ripido prato a cotica erbosa chiusa del versante nord. Mentre lungo la cresta rocciosa che porta verso la Cima dell’Osservatorio, nel versante verso il lago di Pilato, è possibile ammirare la bellissima e rara Adonis distorta, dai grandi fiori gialli che sembrano sbocciare direttamente dai sassi. Per chi volesse scoprire ancora altre piante si consiglia di portarsi in questa escursione un buon libro di flora alpina o dei Sibillini (in commercio) che consentirà di identificare decine e decine di specie alpine e polari in quanto l’alta valle del Lago di Pilato è una delle zone più ricche di specie botaniche dei Monti Sibillini, anche per la notevole quantità di ambienti diversi, ognuno dei quali ospita piante specifiche.Noterete infatti ad esempio che l’Isatis allionii, il Papaver pyrenaicum ssp. Degenii e la Linaria alpina crescono solo e soltanto sui ripidi ghiaioni sotto al Pizzo del Diavolo, non ritroverete neppure una di queste piante nei più comodi prati intorno al Lago di Pilato come non troverete alcuna sassifraga tra la ghiaia ma soltanto sulle fessure dei massi più solidi.

Scritto il 20 Giugno 2018 da Gianluca Carradorini

Monte Bove (variante)

Percorso Monte Bove (variante)   Località: Ussita KM: 35.42 Difficoltà: Medio Durata: 06:48:38 Dislivello: 1546   Partenza da Ussita direzione Croce del Monte Bove passando per Pian dell’Arco, Frontignano, Cornaccione e poi su su fino a sopra Passo Cattivo.Il giro in questa variante è molto più’ pedalabile del portage da Passo Cattivo, ma richiede allenamento e tecnica per fare la salita.   Giunti in quota si passa sopra al Monte Bicco e si va in direzione Croce Monte Bove dove abbiamo  LA FORESTALE  ci ha fermato a 1 km dalla croce.Girato verso la Val di Bove e fatto i sentieri del bike park di Frontignano.Discesa della Corsara e ritorno alle macchine.bel giro!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 17 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini