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Sentiero Del Tesoro - Grotta dei Frati - Parrò

Percorso Sentiero Del Tesoro - Grotta dei Frati - Parrò   Località: Caldarola KM: 28.83 Difficoltà: Medio  Durata: 04:28:41 Dislivello: 1200   Un bel giretto con partenza da Caldarola per mettere alla prova tutte le vostre abilità.Si parte dalla Piazza di Caldarola con direzione “ripetitore” facendo circa 45/60 minuti di salita tra asfalto e non, passando per il Borgo di Croce e si arriva a prendere il Sentiero del Tesoro.Massima attenzione a valutare prima le capacità tecniche sia vostre che della bici perché il sentiero non è adatto a principianti della MTB.Giunti a Vestignano dopo qualche km di asfalto andiamo a vedere un luogo fantastico, La Grotta dei Frati, e qui dovrete percorrere un sentiero facendo attenzione alle persone e al terreno che nasconde molte insidie, infatti in qualche tratto è consigliabile scendere dalla sella….Di ritorno dalla Grotta Dei Frati, ci si dirige verso il “Castello di Col di Pietra”(noi in questa traccia giriamo 500 metri prima, ma con un attimo ci si affaccia sulla pianura di Pian di Pieca)andando a Fraz. Villa di Montalto, frazione di Cessapalombo dove si trova l’ultima discesa della traccia(Parrò)..meno impegnativa delle altre, ma non per questo meno divertente… ritorno in piazza a Caldarola con  3 km circa di asfalto.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 15 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

La cresta est dell’Argentella da Forca Viola

Questo itinerario inedito completa il panorama delle salite del ripidissimo versante est del Monte Argentella.Il percorso proposto risale l’ultima metà della cresta est che parte dalla sommità della Ripa Grande mentre in bibliografia si trova descritta la salita, lunghissima, estenuante ma entusiasmante, della cresta nord-est opposta che parte direttamente dal piano della Gardosa.Questa salita è riservata esclusivamente a persone esperte anche su difficoltà alpinistiche perché l’ultimo tratto prevede passaggi su roccia di II° grado e risalite di tratti erbosi a 60° di pendenza. Più di venti anni fa nel pieno di questo versante del Monte Argentella, denominato non a caso “l’Abbandonata”, quando non era ancora stato istituito il parco, perse la vita un mio amico di Caldarola scivolando lungo questi ripidissimi pendii di erba mista a rocce mentre andava a caccia di coturnici. È possibile anche effettuare questa salita dal Piano della Gardosa, superando “Le Svolte” ed appena usciti dal bosco dirigendosi con difficoltà verso destra per rientrare nel bosco posto alla base dello Scoglio del Miracolo e prendendo una cengia, la cosiddetta “strada del frate” (descritta in modo poco chiaro in una sola bibliografia ma di limitata distribuzione). La cengia corre in piano sotto allo scoglio per uscire, alla valle del fosso del Miracolo situata alla base del versante est del Monte Argentella non senza poca fatica e difficoltà a trovare il tracciato. Dal fondo valle si raggiunge Forca Viola salendo il pendio erboso verso ovest posto tra i due ghiaioni che caratterizzano il versante. Tralascio la descrizione dettagliata dell’itinerario completo dal Piano della Gardosa a chi ha spirito di avventura ed esplorazione, per dare la possibilità di godersi meglio l’ultima metà della cresta, senz’altro più impegnativa e più entusiasmante. L’itinerario è consigliato anche in inverno con condizioni di neve ben assestata ma è necessaria attrezzatura specifica (piccozza e ramponi) e una buona esperienza su ghiaccio in quanto si trasforma in una vera e propria via alpinistica invernale. Accesso: da Castelluccio si scende in auto verso il Piano Grande (strada per Norcia-Forca di Presta), al termine della salita, in corrispondenza di una curva prima del piano proprio sotto alla collina del paese si parcheggia (354014 E – 4743141 N, 1315 m.). Dal parcheggio si prosegue a piedi per comoda carrareccia e dopo circa 350 metri si è ad un bivio con tre deviazioni. Qui si possono percorrere due itinerari per raggiungere Forca Viola. Il primo prevede il raggiungimento della Capanna Ghezzi (sentiero n.553) si prosegue la più evidente scomoda carrareccia centrale che si inoltra a sinistra verso i Colli Alti e Bassi snodandosi in uno stretto vallone fino al rifugio suddetto (1 ora). Dalla Capanna Ghezzi (354814 E – 4745543 N, 1570 m.) per sentiero (n.552) che sale verso destra superando alcuni canaloni, si raggiunge in circa 30 minuti Forca Viola.Il secondo più breve e meno conosciuto si snoda dall’incrocio nettamente sulla destra, per una più comoda carrareccia pianeggiante che si dirige verso il versante ovest di Quarto S. Lorenzo, fino ad un ripiano erboso (354786 E – 4743373 N, 1345 m.) (è possibile giungere fino a qui in auto) con una grande fontana per inoltrarsi poi verso sinistra nella Valle delle Fonti.  Si risale tutto il fondo valle e giunti nel canalone sulla verticale di Forca Viola (355870 E – 4745185 N) si sale per sentiero dapprima sulla sinistra poi sulla destra del canalone roccioso. Si intercetta il sentiero che sale dalla Capanna Ghezzi (n.552) e, dalla fontana, si raggiunge il pianoro di Forca Viola in circa 40 minuti. Descrizione: da Forca Viola (356713 E – 4745470 N) si scende nel versante est per il sentiero (n.153) che conduce al Lago di Pilato. Terminati i tornanti, quando il sentiero devia nettamente verso destra verso lo Scoglio del Miracolo prendere una traccia che corre sotto al sentiero, ben visibile a sinistra che attraversa il ghiaione in direzione nord della cresta di salita passando sotto a dei contrafforti rocciosi (356903 E – 4745691 N, 1820 m.).Seguire la traccia in costante salita attraverso i sempre più ripidi pendii erbosi in direzione dei canali rocciosi che incidono il versante est del monte Argentella. Raggiunto il primo canale roccioso ed impossibilitati ad attraversarlo a questa altezza (356828 E – 4746114 N, 1875 m.) occorre risalirlo per il suo bordo erboso per circa 100 metri senza traccia in direzione della cima, fino ad un tratto meno roccioso e ripido.Oltre il terzo canale in alto si nota in pieno pendio un curioso ed isolato fungo di roccia che occorre raggiungere in costante salita (356824 E – 4746372 N, 1920 m., circa 1 ora da Forca Viola). Passando sopra allo scoglio si prosegue in piano in direzione della cresta est posta di fronte fino a raggiungerla, con attenzione, nel punto di minor pendenza, in corrispondenza di un intaglio roccioso (356979 E – 4746541 N, 1900 m.).Si sale quindi con molta attenzione la cresta est che si impenna, intervallata da saltini rocciosi e tratti erbosi molto ripidi, per circa 200 metri fino a raggiungere una paretina verticale posta quasi al congiungimento della cresta est di salita con la cresta nord-est post a destra, in circa 30 minuti dallo scoglio a forma di fungo. Si è raggiunto il tratto più impegnativo della salita (2050 m).Si sale la paretina direttamente con passaggi di II° e continuare verticalmente su roccia rotta ed erba per circa 80 metri o si devia a destra a prendere il ripidissimo canale erboso (60° su erba) posto tra le due creste, nella sommità della zona denominata “l’Abbandonata” che si risale poi in verticale per altri 100 metri.Quindi in circa 30 minuti di cresta, si raggiunge l’anticima est e per ormai facilissima cresta, fino alla cima vera e propria del monte Argentella (2200 m.). Discesa: dalla cima del Monte Argentella si scende in direzione sud per la sottostante Forca Viola da cui si raggiunge l’auto per uno dei due itinerari di accesso descritti (considerare almeno 2 ore fino all’auto). Variante: dalla cresta est del M. Argentella è possibile raggiungere la sommità della Ripa Grande scendendo la cresta in direzione della sua cima rocciosa sottostante anziché salire la cresta nel percorso descritto. Dalla sommità della Ripa Grande si gode di un bellissimo panorama sul sottostante Piano della Gardosa e sulla Valle del Lago di Pilato. Per il ritorno percorrere lo stesso itinerario.

Scritto il 15 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Rifugio Della Forestale - Valdiea - CFM

Percorso Rifugio Della Forestale - Valdiea - CFM   Località: Caldarola KM: 26.2 Difficoltà: Medio Durata: 04:26:05 Dislivello: 1139   Questo giro se fatto d’ inverno può avere l’inconveniente della neve…., ma non per questo meno divertente, anzi….a patto che non ce ne sia molta!Detto questo, appena partiti da Caldarola ci si dirige verso il “ripetitore”, proseguendo fino alla cavetta dove si gira verso la Croce di Valcimarra per poi andare verso il Rifugio della Forestale.Appena preso il sentiero dopo il Rifugio comincia il tratto in discesa, dove bisogna essere prudenti e fare attenzione al fondo che in alcuni punti è parecchio sconnesso.Giunti al Frz Valdiea, iniziate a risalire un po’ e  fate un bel pezzo della CFM(cammino francescano della marca) che anche se non presenta grossi strappi mettera’ a dura prova la vostra preparazione fisica perché prevede tanti “slanci”.Arrivati a Frz Croce si lascia il CFM e si gira verso Cda Bozzolose e si va a fare il boschetto che poi porta ai piedi del Castello Pallotta di Caldarola   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 12 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

AIDS - CFM - Asinovia - Scentelle - Boschetto

Percorso AIDS - CFM - Asinovia - Scentelle - Boschetto   Località: Caldarola KM: 35.43 Difficoltà: Difficile Durata: 05:30:12 Dislivello: 1915   Partenza da Caldarola, da P.zza Vittorio Emanuele direzione C.da Bozzolone nelle colline circostanti, si sale arrivando a Frz. Croce, in loc. Castiglione, fatto un passaggio alle pendici della montagna si percorre un tratto del CFM (Cammino Francescano della Marca che collega Assisi a Ascoli Piceno), si arriva a Frz. Pievefavera procedendo per una delle salite piu famose della zona, denominata AIDS(proprio per la sua particolare difficolta di affrontarla sia in discesa che maggiormente in salita).Questa è la prima lunga salita che vi porterà in quota fino alla Croce di Valcimarra dove poi vi aspetterà una bella discesa che richiederà molta attenzione perché essendo veloce e sconnessa può nascondere molte insidie.Arrivati alla fine della discesa, siete a Frz. Valdiea dove nel percorso si costeggia la superstrada fino ad arrivare a Frz  San Maroto(secondo tratto di salita impegnativo), e qui inizierete a seguire il sentiero dell’Asinovia fino ad arrivare di nuovo in quota con tratti davvero Off Limit….Arrivati alla vetta si prosegue lungo un tratto del sentiero N° 1 dell’ASD Bike Team Monti Azzurri fino ad arrivare a Santa Maria Maddalena dove prendiamo per il sentiero delle “Scentelle” che vi porterà a valle passando per il paese di Vestignano e il Sentiero De Magistris.Giunti nei pressi del cimitero di Caldarola manca un ultimo “strappo” per ritornare sopra al paese per godersi il panorama e un ultimo single track con il Castello Pallotta che fa da sfondo.Tratto finale nei vicoli del Castello e arrivo in piazza V. Emanueleun gran bel giro!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 09 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Traversata del versante nord di Monte Zampa

L’itinerario proposto, non descritto in altre guide, permette di traversare in quota il ripidissimo versante nord del Monte Zampa fino a raggiungere i torrioni sovrastanti il parcheggio di Valleria e le Pisciarelle con una visione aerea a picco davvero mozzafiato sulla valle dell’Infernaccio. Il percorso è uno dei più spettacolari della catena dei Monti Sibillini, davvero incredibile, nonostante non sia particolarmente lungo, è consigliato esclusivamente ad escursionisti esperti che siano in grado di muoversi con sicurezza su terreni erbosi molto ripidi e che conoscono bene la montagna in quanto il tracciato è esile e in alcuni tratti non più visibile. Mentre è assolutamente sconsigliato in inverno per la ripidezza dei pendii e il rischio di slavine che essi comportano. Le slavine che si staccano da questo versante raggiungono le “pisciarelle” poste quasi 1000 metri più in basso, come visibile nella foto 162. Accesso: da Montemonaco, prima o dopo il paese si prende la strada per la frazione di Isola S. Biagio, 300 metri prima dell’abitato si incrocia la deviazione della strada per il Monte Sibilla ed il rifugio omonimo. Descrizione: dal rifugio raggiunto in auto si prende a piedi il sentiero che sale in direzione della cresta tra il Monte Zampa e il Monte Sibilla che si raggiunge in circa 30 minuti (sentiero n.155). Poco sopra la cresta si prende l’ampio sentiero che scende il versante opposto con dei tornanti. Dapprima il sentiero si dirige verso sud-ovest in direzione della cima del M. Sibilla, prima di un piccolo ghiaione esso si biforca; un tracciato prosegue verso sinistra in direzione de “le vene” ed arriva fino al Casale Lanza, descritto nelle guide in commercio, (360023,4 E – 4752324 N; 1710 m.) l’altro continua a scendere con dei tornanti. Si scende ed in corrispondenza del secondo tornante si nota una lieve traccia a destra che si porta in piano verso il versante nord del Monte Zampa in direzione di un enorme scoglio che si fa sempre più imponente. Mantenendosi circa 100 metri sopra al bosco, si scavalca un lungo crestone roccioso risalendo l’unica rampa erbosa presente segnata da un sottile tracciato, visibile nella foto 59 (359906 E – 4752749,2 N; 1575 m.). Si raggiunge così una sella con alla sinistra lo spuntone roccioso che rappresenta la cima del primo torrione della zona denominata “Mèta” nella sottostante valle del Tenna (30 minuti, uscita dell’itinerario n. 8 riportato nella mia prima pubblicazione “I MIEI MONTI SIBILLINI” anno 2011).Si continua su un esile ma ben visibile sentiero intagliato nel ripidissimo versante entrando in un canalone facendo molta attenzione all’erba scivolosa. Si prosegue in quota scavalcando alcuni canali per una traccia di sentiero che si fa sempre meno visibile fino a raggiungere ampi ma ripidi prati. In netta salita, senza alcuna traccia, si raggiunge, in altri 30 minuti, la cima del primo torrione che sovrasta le Pisciarelle con una visione aerea e assolutamente incredibile sulla vallata sottostante e sul romitorio di S.Leonardo posto a poche centinaia di metri in linea d’aria (360121,6 E – 4753494 N). Dal primo torrione parte a destra una traccia che si inoltra nel ripido canalone boscoso che separa le due cime e che, con un ultimo brivido adrenalinico e con molta attenzione, permette di raggiungere la seconda cima, più bassa, ma non meno spettacolare, a picco sul parcheggio di Valleria che vedrete proprio sotto ai vostri piedi. Quindi dopo aver goduto del fantastico panorama della valle del Tenna e del Rio con la cascata nascosta, si risale faticosamente la cresta erbosa in direzione sud-est fino a raggiungere la cima del Monte Zampa. Discesa: dalla cima del Monte Zampa facilmente si raggiunge la sella in direzione del Monte Sibilla fino a riprende il sentiero percorso in salita che riporta al Rifugio sottostante (1.5 ore).

Scritto il 08 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Nordic Walking - trail dei Castelli Caldarolaesi

Percorso Nordic Walking - trail dei Castelli Caldarolaesi   Località: Caldarola KM: 9.45 Difficoltà: Medio Durata: 00:28:09 Dislivello: 392   Nel 1°trail dei Castelli Caldarolesi non poteva mancare un percorso anche di Nordic Walking.Partenza da Piazza Vittorio Emanuele e muniti delle specifiche attrezzature si prosegue in direzione C.da Colcù, giunti a Fraz. Croce si passa dentro il borgo e ci si dirige verso Fraz. Vestignano, facendo un tratto del CFM(Cammino Francescano della Marca, che collega Assisi con Ascoli Piceno),all’inizio del Sentiero del Partigiano si prende a sinistra imboccando il Sentiero De Magistris, passando per la cosiddetta “Fonte de lu Ciarru”.Arrivati a fine sentiero, di fronte al cimitero di Caldarola si fa lo stesso tratto finale degli altri due percorsi, risalendo fino a C.da Bozzolone, intersecando la strada fatta dopo 1 km e passando per il Boschetto si arriva sotto il Castello Pallotta di Caladarolafatto un giro nel borgo ci si dirige verso piazza tagliando il traguardo.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 06 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Prati Peda - Torreberegna - Boschetto

Percorso Prati Peda - Torreberegna - Boschetto   Località: Caldarola KM: 28.26 Difficoltà: Medio Durata: 03:56:16 Dislivello: 1153   Partenza da Caldarola(in questo giro ci sono parti in asfalto ma non per questo meno affascinanti) direzione Loc. Borgianello(comune Serrapetrona) da qui iniziamo una salita che conduce ai “Prati di Peda”, giunti in quota oltre ad ammirare il panorama potrete vedere anche i due ripetitori, quello di Caldarola e di Camerino.Da qui si fanno tratti in discesa tra Le Tegge, Statte e Pozzuolo , tre frazioni di Camerino.Dopo un discesone che vi porterà in Frz. Valcimarra si fa asfalto per collegare Frz. Pievefavera e Frz. Croce, direzione “boschetto” per giungere ai piedi del Castello Pallotta di caldarola.davvero un bel giretto che richiede un po di allenamento e la giusta preparazione per affrontare tratti in discesa non poco impegnativi…   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 03 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

La Grotta delle Fate nel versante sud-est del Monte Vettore

Anche questo fantastico itinerario non viene riportato nelle principali guide ufficiali dei Monti Sibillini. Esso permette di raggiungere l'incredibile placconata dell’Aia della Regina e la Grotta delle Fate, poste nel versante sud del Monte Vettore per un comodo tracciato.L’itinerario è vivamente consigliato a tutti gli escursionisti che hanno voglia in particolare di scoprire questo versante aspro, selvaggio ma nello stesso tempo meraviglioso del Monte Vettore, altrimenti frequentato solamente da pochi alpinisti sia d’estate che d’inverno.Molto più in basso di questo itinerario corre parallelamente il “Sentiero dei Mietitori” che per la maggior parte del suo tracciato si svolge dentro al bosco senza alcuna panoramicità. Nella zona è conosciuta solo da escursionisti esperti e alpinisti ed è riportata sulle guide in commercio la più difficile “Via del Canalino”, che risale la sponda destra dell’Aia della Regina per poi raggiungere la Cima di Pretare ed il Monte Vettore. L’itinerario qui descritto può essere considerato come il raggiungimento più breve del “canalino” anziché partire dalla fonte delle Sicinere ed attraversare il faticoso bosco di pini soprastante. L’itinerario è vivamente consigliato anche in inverno con condizioni di neve ben assestata, ma è necessaria attrezzatura specifica (piccozza e ramponi) e una buona esperienza alpinistica su ghiaccio. Da questo itinerario partono diversi tracciati alpinistici invernali che salgono nei vari canali sovrastanti fino alla cima del Monte Vettore. Accesso: dalla carrozzabile che congiunge Forca di Presta a Montegallo e Arquata del Tronto si scende con l’auto fino alla località Piè Vettore, 300 metri prima del primo tornante si nota sulla sinistra un primo nucleo boschivo e sulla destra un ampio piazzale dove si parcheggia. Nel prato pianeggiante sopra strada si notano i pali che segnalano l’inizio del “Sentiero dei mietitori” (358827 E – 4739979 N, 1380 m.). Descrizione: Si percorre il sentiero dei Mietitori per circa 200 metri quindi, senza percorso, si risale per altri 200 metri di dislivello il pendio verso nord-ovest caratterizzato da arbusti nani di ginepro e uva orsina in direzione del Canalone del Mezzi Litri che scende dal pendio sottostante la Forca delle Ciaole. L’imbocco del canalone è caratterizzato da ghiaioni di breccia rossastra e blocchi di conglomerato posti a strati nella sponda sinistra (358801 E – 4740792 N, 1560 m.). Proprio alla base di tali blocchi inizia verso destra in direzione nord in salita una traccia di sentiero indicato con frequenti omini di pietra e che man mano si fa più evidente (25 minuti dall’auto). Il sentiero diventa pianeggiante ed inizia ad attraversare una bellissima zona caratterizzata da torrioni e spuntoni rocciosi sparsi a valle e a monte. Si prosegue in lieve salita al di sopra del rimboschimento di pini che caratterizza la parte bassa della montagna, fino a raggiungere, in altri 30 minuti, un ampio canalone roccioso caratterizzato da immense placche rocciose coricate tra cui si snoda il sentiero.Si traversa il canale e si prosegue sul bordo opposto in un ambiente che si fa man mano più selvaggio e roccioso. Superata una crestina si prosegue per tracciato su pendio erboso fino a dei torrioni di roccia, oltre i quali si apre un canale ghiaioso e ci si affaccia sulla immensa placconata rocciosa dell’Aia della Regina. Qui si notano le imponenti pareti soprastanti della Piramide alla base della quale si apre lo scuro antro della Grotta delle Fate già visibile.Si consiglia di memorizzare bene questo punto, perché poi rappresenta l’inizio dell’itinerario di discesa e non sono presenti segnalazioni in loco. Da questo punto (359662 E – 4741821 N, 1700 m.) in poi iniziano delle difficoltà per cui si raccomanda molta prudenza nel superare il canalone ghiaioso che vi separa dalle placche rocciose sottostanti la grotta delle fate. Si attraversa il canalone ghiaioso in lieve salita per traccia di sentiero superando un tratto roccioso piuttosto insidioso e, costeggiando le rocce, ci si dirige verso il pendio erboso sottostante la grande placconata dell’Aia della Regina.Qui l’ambiente è spettacolare e unico nel suo genere nei Monti Sibillini. Si è circondati da altissime pareti rocciose verticali, al centro di placche di roccia talmente levigate che sembrano quasi una colata di cemento, un panorama verticale sul paese di Pretare, Arquata e sulla valle del Tronto con di fronte i Monti della Laga.Si raggiunge quindi la base inferiore della placconata dell’Aia della Regina, caratterizzata da un anfiteatro di paretine rocciose alte alcuni metri. Si risalgono le paretine sovrastanti nel punto più basso in corrispondenza di un grosso arbusto, e si mette piede nelle placche di liscissimo calcare che caratterizzano questa incredibile zona del Monti Sibillini.Risalendo le placche, con attenzione perché in alcuni punti sono bagnate e scivolosissime, in direzione della parete rocciosa soprastante dove si nota l’ingresso della grotta, si raggiunge il limite superiore dell’Aia della Regina. Qui, in direzione della verticale della grotta, si supera verso sinistra con molta attenzione il ripido pendio erboso sottostante bagnato in alcuni punti dall’acqua che cade dalle pareti soprastanti, quindi piegando verso destra costeggiando la base della parete si raggiunge l’ingresso della Grotta delle Fate a 1942 m. (2 ore dall’auto). La grotta in realtà è una ampia caverna profonda una decina di metri, sopra di essa si innalza per circa trecento metri di verticale, la parete della “Piramide” (2181 m.) che si può osservare costeggiando sulla destra la cengia che parte dalla grotta. Per escursionisti esperti su difficoltà alpinistiche, che volessero proseguire fino al Monte Vettore per la “Via del Canalino”, una volta raggiunta la placconata dell’Aia della Regina, non superare il suo bordo inferiore ma costeggiarlo per ripidi ghiaioni verso destra fino al termine, per prendere la cresta erbosa che con una ripida salita ed un canalino ghiaioso, in direzione di una caverna-tetto di roccia strapiombante caratteristica, porta all’imbocco del “canalino” dove si trovano i segnali dell’itinerario di salita e la corda di acciaio che caratterizza il tratto più difficile del percorso, all’interno dell’imbuto. Discesa: stesso itinerario facendo molta attenzione a scendere dalla grotta fino alla base della placconata dell’Aia della Regina e quindi a prendere l’imbocco del sentiero di raggiungimento (2 ore fino all’auto). Variante: i torrioni del lato sinistro (orografico) del canalone dei Mezzi Litri Descrizione: dall’imbocco del Canalone del Mezzi Litri, caratterizzato da ghiaioni di breccia rossastra e blocchi di conglomerato posti a strati nella sponda sinistra (358801 E – 4740792 N, 1560 m.), invece di prendere verso destra, in direzione nord in salita, il sentiero descritto precedentemente, si risale faticosamente ancora per altri 200 metri la sponda ghiaiosa del canale fino ad intercettare una traccia, che sale anch’essa verso destra in direzioni dei grandi torrioni che caratterizzano la sua sponda.La traccia in lieve salita si snoda tra canali e alti torrioni rocciosi. In questa zona si consiglia di dirigersi, senza itinerario, sulle sommità dei torrioni più alti che si incontrano e di girovagare alla ricerca di scorci molto singolari. La traccia di sentiero continua sempre in lieve salita in direzione della “Piramide” che si scorge di lato fino ad attraversare tutta la zona e dirigersi verso i prati in direzione del “canale del santuario”, posto sulla verticale della Forca delle Ciaole proprio in corrispondenza dell’inizio della salita per la cima del M. Vettore.Tale percorso era anticamente utilizzato dai pastori per portare le greggi nei pascoli del versante est del M. Vettore. L’itinerario è stato percorso per la prima volta nel febbraio 2014 con la neve e ci ha regalato una giornata insolita e spettacolare, ovviamente d’inverno è necessaria la normale dotazione alpinistica (piccozza e ramponi). Nella zona sopra descritta abbiamo poi effettuato due vie su roccia discreta risalendo alcuni torrioni con passaggi di IV e 1-2 tiri di corda ma essendo salite “da palestra” non descrivo dettagliatamente tali vie. Discesa: stesso itinerario, d’inverno girovagando si può raggiungere la base del torrione posto più in alto, alla base del quale si apre una ampia cavità, (foto 52) per scendere poi verso sinistra direttamente nel Canalone dei Mezzi Litri innevato e quindi facilmente fino a Pié Vettore fino a riprendere l’itinerario di salita (1 ora).

Scritto il 01 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini