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Il canale ad “S” del Monte Cacamillo dalle Sorgenti dell’Acquasanta

L’itinerario proposto è storico, inedito e piuttosto faticoso per la sua lunghezza e i dislivelli che comporta, adatto ad escursionisti esperti ed allenati. Ormai dimenticato veniva anticamente percorso dai pastori che d’estate portavano le greggi nella Val di Tela dove rimane ancora una traccia di un vecchio stazzo. Si consiglia di effettuarlo in autunno, in modo da evitare gli impressionanti accumuli di neve all’interno della forra dell’Acquasanta ed i pendii erbosi ancora resi lisci e scivolosi dalla neve, che si possono incontrare fino a giugno e la folta vegetazione erbacea che caratterizza la Val di Tela ed il canale di salita nel periodo estivo. Si parte dalla Forcella del Fargno a 1811 m., si raggiunge la Forcella Cucciolara a 1912 m, si scende tutta la Val di Tela fino al torrente Acquasanta a 1295 m. dove si può osservare uno dei più maestosi, impressionanti e selvaggi spettacoli che la natura offre nei Monti Sibillini: la forra dell’Acquasanta vista da monte, quindi si risale al Monte Pietralata 1888 m. e successivamente al Monte Rotondo 2102 m. attraversando una delle zone più isolate e selvagge dei Monti Sibillini. L’itinerario è assolutamente sconsigliato d’inverno sia per l’elevato rischio di slavine che la valle comporta, sia per la lunghezza e per le difficoltà che si incontrano nei vari tratti, in quanto occorre partire da Bolognola anziché dal Rifugio del Fargno. Accesso: per effettuare tale itinerario si deve raggiungere il Rifugio del Fargno tramite la strada carrozzabile, aperta da giugno ad ottobre, che sale dalla Pintura di Bolognola o da Casali di Ussita. Descrizione: dalla Forcella del Fargno, che si raggiunge in auto, si prende in direzione N per l’evidente cresta che conduce al Monte Rotondo, per poi tagliare a destra il versante E passando sotto ad uno sperone di rocce bianche e proseguire per sentiero poco evidente fino alla Forcella Cucciolara (30 minuti).Ora si scende nella selvaggia Val di Tela per sentiero a tornanti per poi proseguire lungo il fondovalle. Si lascia una traccia che sale verso delle pareti rocciose nel versante nord di M. Rotondo, si supera un vecchio stazzo di pastori (353102,9 E – 4759459 N; 1585 m) caratterizzato da una fitta vegetazione di spinaci selvatici detti localmente “olabri” e si prosegue fin quasi al termine della valle. Qui si incontra a sinistra una traccia di sentiero verso il primo nucleo di faggi, che ho indicato nella mia prima pubblicazione per raggiungere le “Grotte di Angilino” (30 minuti, itinerario n. 3 “I MIEI MONTI SIBILLINI” anno 2011).Si continua invece la valle in discesa che si fa sempre più ripida, tenendosi sulla sinistra del fosso e si entra nell’ultimo nucleo di bosco che scende verso al forra dell’Acquasanta, (352916,2 E – 4759836 N; 1450 m) da qui inizia il tratto più impegnativo dell’itinerario. Dal primo nucleo di bosco scendere per una cinquantina di metri poi spostarsi, non appena possibile, decisamente verso sinistra superando il primo canale detritico che si incontra. Si raggiunge così un secondo nucleo boschivo da dove ugualmente si scende per altri cinquanta metri, fino a raggiungere un secondo canale detritico molto ripido.Si supera in piano il canale per addentrarsi nell’ultimo nucleo di bosco. Si scende ancora nel bosco fino a raggiungere due grossi faggi secolari ben evidenti, con una piccola grotta sotto ad alcune rocce. Da questo punto si traversa ancora verso sinistra per scendere, con cautela perché il pendio è molto scivoloso, nell’ultimo canale detritico posto a ridosso della parete verticale solcata da una evidente scia di acqua che scende dalla testata della valle (30 minuti). Si raggiunge quindi il fondo della Valle dell’Acquasanta (352764,4 E – 4759947 N; 1250 m.), poco sotto le sorgenti che si possono notare nella parete rocciosa superiore. A valle si apre la impressionante forra, con altissime e levigatissime pareti che si sfiorano. Siete nel fondo di un imbuto alto quasi mille metri, nel completo isolamento, non si vedono che rocce intorno a voi; uno degli spettacoli più selvaggi ed incredibili che offrono i Monti Sibillini e che è praticamente sconosciuto perché non si trova descritto in nessuna altra pubblicazione escursionistica.Qui a sinistra della forra, proprio di fronte al canale da cui si scende al fondo della valle, parte un canale a forma di “S” in direzione nord, della forcella tra il Monte Pietralata ed il Monte Cacamillo. La prima parte è caratterizzata dalla presenza di alberi isolati e si risale a destra degli alberi in direzione nord su pendio erboso piuttosto ripido, nei pressi della sponda destra del canale. Successivamente, usciti dal tratto boscoso, si supera la strozzatura della “S” in corrispondenza di una fascia rocciosa e di un ripidissimo canale posto al lato destro di salita (352722,2 E – 4760260,8 N; 1525 m.). Quindi ci si porta nettamente a destra. Si sale ancora all’interno del canale, che si fa più netto e che piega con andatura obliqua verso nord-ovest. In circa 500 metri di dislivello dal fondo della valle e in altre 1,5 ore di salita si arriva alla sella erbosa posta tra il Monte Cacamillo e il Monte Pietralata (352430,1 E – 4760612 N; 1740 m.).Giunti alla sella si consiglia di raggiungere la cima del M. Cacamillo, posta a destra della sella, da cui si può godere di un ampio panorama. Quindi si ridiscende verso la sella e si sale per il pendio erboso che conduce alla cima del Monte Pietralata, oltre il quale si apre l’alta valle di Rio Sacro. Variante del “vecchio sentiero”:Dopo circa 100 metri di salita del canale ad “S”, appena iniziato il tratto alberato e superata una fascia rocciosa sulla destra, si nota sempre a destra una lievissima traccia di sentiero che, in piano, scavalca dapprima un inciso canale parallelo quindi, con due tornanti in salita, una barriera rocciosa che si traversa su una cengia larga meno di un metro sopra a pareti quasi verticali, quindi si dirige, in direzione est, verso i ripidi prati del versante sud del M. Cacamillo, proprio a picco sopra alla forra dell’Acquasanta.Tale sentiero che, molto probabilmente, ridiscendeva a valle prima dell’imboccatura della Valle dell’Acquasanta, ma che ormai, non più percorso dai pastori, si perde nei ripidi pendii del versante sud del M. Cacamillo, si può percorrere con estrema attenzione per un tratto per poi ritornare sui propri passi e proseguire la salita del canale ad “S”. Ritorno: Dalla cima del M. Pietralata si scende lievemente in direzione sud alla sella della testata della valle dell’Acquasanta quindi si risale la lunga cresta sud-est in direzione del M. Rotondo (sentiero 1G). In circa 1.5 ore si raggiunge il pianoro sommitale della cima del M. Rotondo e da qui si scende, in circa 1 ora, al Rifugio del Fargno, dove si è lasciata l’auto, percorrendo la evidente cresta sud.

Scritto il 22 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Aids - Scentelle - Boschetto

Percorso Aids - Scentelle - Boschetto   Località: Caldarola KM: 20.74 Difficoltà: Difficile Durata: 03:50:37 Dislivello: 1102   Partenza da Piazza di Caldarola direzione Frz. Pievefavera…… partenza con il botto…. Subito una salita tremenda, l’AIDS fino alla “Croce di Valcimarra”, circa 7 km tutti in salita con terreno sconnesso e a tratti in traiettorie obbligate.Dopo una meritata sosta si fa un altro tratto in salita fino ad andare a prendere il sentiero delle RAJE, solo il single track da poco aperto per poi salire ancora fino al POGGIO DELLA PAGNOTTA.Altra breve pausa poi giu per la discesa fino ad arrivare a Santa Maria Maddalena dove si prende il sentiero delle SCENTELLE fino a Frz. Vestignano, poi ancora discesa con il SENTIERO DE MAGISTRIS e giunti al cimitero di Caldarola preparatevi all’ultimo sforzo per andare a prendere la strada che ci porterà sul colle sopra al Castello Pallotta che ci permetterà di fare l’ultimo single track, il BOSCHETTO.I km sono pochi, il dislivello e’ giusto per passare una mattinata in compagnia senza esagerare. Tanto le discese quanto le salite richiedono allenamento e bici idonee.Il terreno e’ Vario, si passa dai prati alle rocce facendo sempre attenzione a rami e foglie nei periodi post neve   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 21 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monte Fiegni - Sentiero Capriolo

Percorso Monte Fiegni - Sentiero Capriolo   Località: Caldarola KM: 21.84 Difficoltà: Medio  Durata: 02:20:44 Dislivello: 942   Un giretto partendo da Caldarola, facendo tutta la salita possibile fino all’incrocio per monte fiegni poi ritorno con discesa, fino al sentiero Pineta Buscalferri dove stavolta abbiamo fatto il Sentiero del Capriolo; il giro richiede più esperienza in discesa piuttosto che allenamento in salita.Tra le uscite brevi forse questo è il più’ completo e caratteristico   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 18 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Sentiero Del Tesoro - Grotta dei Frati - Parrò

Percorso Sentiero Del Tesoro - Grotta dei Frati - Parrò   Località: Caldarola KM: 28.83 Difficoltà: Medio  Durata: 04:28:41 Dislivello: 1200   Un bel giretto con partenza da Caldarola per mettere alla prova tutte le vostre abilità.Si parte dalla Piazza di Caldarola con direzione “ripetitore” facendo circa 45/60 minuti di salita tra asfalto e non, passando per il Borgo di Croce e si arriva a prendere il Sentiero del Tesoro.Massima attenzione a valutare prima le capacità tecniche sia vostre che della bici perché il sentiero non è adatto a principianti della MTB.Giunti a Vestignano dopo qualche km di asfalto andiamo a vedere un luogo fantastico, La Grotta dei Frati, e qui dovrete percorrere un sentiero facendo attenzione alle persone e al terreno che nasconde molte insidie, infatti in qualche tratto è consigliabile scendere dalla sella….Di ritorno dalla Grotta Dei Frati, ci si dirige verso il “Castello di Col di Pietra”(noi in questa traccia giriamo 500 metri prima, ma con un attimo ci si affaccia sulla pianura di Pian di Pieca)andando a Fraz. Villa di Montalto, frazione di Cessapalombo dove si trova l’ultima discesa della traccia(Parrò)..meno impegnativa delle altre, ma non per questo meno divertente… ritorno in piazza a Caldarola con  3 km circa di asfalto.   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 15 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

La cresta est dell’Argentella da Forca Viola

Questo itinerario inedito completa il panorama delle salite del ripidissimo versante est del Monte Argentella.Il percorso proposto risale l’ultima metà della cresta est che parte dalla sommità della Ripa Grande mentre in bibliografia si trova descritta la salita, lunghissima, estenuante ma entusiasmante, della cresta nord-est opposta che parte direttamente dal piano della Gardosa.Questa salita è riservata esclusivamente a persone esperte anche su difficoltà alpinistiche perché l’ultimo tratto prevede passaggi su roccia di II° grado e risalite di tratti erbosi a 60° di pendenza. Più di venti anni fa nel pieno di questo versante del Monte Argentella, denominato non a caso “l’Abbandonata”, quando non era ancora stato istituito il parco, perse la vita un mio amico di Caldarola scivolando lungo questi ripidissimi pendii di erba mista a rocce mentre andava a caccia di coturnici. È possibile anche effettuare questa salita dal Piano della Gardosa, superando “Le Svolte” ed appena usciti dal bosco dirigendosi con difficoltà verso destra per rientrare nel bosco posto alla base dello Scoglio del Miracolo e prendendo una cengia, la cosiddetta “strada del frate” (descritta in modo poco chiaro in una sola bibliografia ma di limitata distribuzione). La cengia corre in piano sotto allo scoglio per uscire, alla valle del fosso del Miracolo situata alla base del versante est del Monte Argentella non senza poca fatica e difficoltà a trovare il tracciato. Dal fondo valle si raggiunge Forca Viola salendo il pendio erboso verso ovest posto tra i due ghiaioni che caratterizzano il versante. Tralascio la descrizione dettagliata dell’itinerario completo dal Piano della Gardosa a chi ha spirito di avventura ed esplorazione, per dare la possibilità di godersi meglio l’ultima metà della cresta, senz’altro più impegnativa e più entusiasmante. L’itinerario è consigliato anche in inverno con condizioni di neve ben assestata ma è necessaria attrezzatura specifica (piccozza e ramponi) e una buona esperienza su ghiaccio in quanto si trasforma in una vera e propria via alpinistica invernale. Accesso: da Castelluccio si scende in auto verso il Piano Grande (strada per Norcia-Forca di Presta), al termine della salita, in corrispondenza di una curva prima del piano proprio sotto alla collina del paese si parcheggia (354014 E – 4743141 N, 1315 m.). Dal parcheggio si prosegue a piedi per comoda carrareccia e dopo circa 350 metri si è ad un bivio con tre deviazioni. Qui si possono percorrere due itinerari per raggiungere Forca Viola. Il primo prevede il raggiungimento della Capanna Ghezzi (sentiero n.553) si prosegue la più evidente scomoda carrareccia centrale che si inoltra a sinistra verso i Colli Alti e Bassi snodandosi in uno stretto vallone fino al rifugio suddetto (1 ora). Dalla Capanna Ghezzi (354814 E – 4745543 N, 1570 m.) per sentiero (n.552) che sale verso destra superando alcuni canaloni, si raggiunge in circa 30 minuti Forca Viola.Il secondo più breve e meno conosciuto si snoda dall’incrocio nettamente sulla destra, per una più comoda carrareccia pianeggiante che si dirige verso il versante ovest di Quarto S. Lorenzo, fino ad un ripiano erboso (354786 E – 4743373 N, 1345 m.) (è possibile giungere fino a qui in auto) con una grande fontana per inoltrarsi poi verso sinistra nella Valle delle Fonti.  Si risale tutto il fondo valle e giunti nel canalone sulla verticale di Forca Viola (355870 E – 4745185 N) si sale per sentiero dapprima sulla sinistra poi sulla destra del canalone roccioso. Si intercetta il sentiero che sale dalla Capanna Ghezzi (n.552) e, dalla fontana, si raggiunge il pianoro di Forca Viola in circa 40 minuti. Descrizione: da Forca Viola (356713 E – 4745470 N) si scende nel versante est per il sentiero (n.153) che conduce al Lago di Pilato. Terminati i tornanti, quando il sentiero devia nettamente verso destra verso lo Scoglio del Miracolo prendere una traccia che corre sotto al sentiero, ben visibile a sinistra che attraversa il ghiaione in direzione nord della cresta di salita passando sotto a dei contrafforti rocciosi (356903 E – 4745691 N, 1820 m.).Seguire la traccia in costante salita attraverso i sempre più ripidi pendii erbosi in direzione dei canali rocciosi che incidono il versante est del monte Argentella. Raggiunto il primo canale roccioso ed impossibilitati ad attraversarlo a questa altezza (356828 E – 4746114 N, 1875 m.) occorre risalirlo per il suo bordo erboso per circa 100 metri senza traccia in direzione della cima, fino ad un tratto meno roccioso e ripido.Oltre il terzo canale in alto si nota in pieno pendio un curioso ed isolato fungo di roccia che occorre raggiungere in costante salita (356824 E – 4746372 N, 1920 m., circa 1 ora da Forca Viola). Passando sopra allo scoglio si prosegue in piano in direzione della cresta est posta di fronte fino a raggiungerla, con attenzione, nel punto di minor pendenza, in corrispondenza di un intaglio roccioso (356979 E – 4746541 N, 1900 m.).Si sale quindi con molta attenzione la cresta est che si impenna, intervallata da saltini rocciosi e tratti erbosi molto ripidi, per circa 200 metri fino a raggiungere una paretina verticale posta quasi al congiungimento della cresta est di salita con la cresta nord-est post a destra, in circa 30 minuti dallo scoglio a forma di fungo. Si è raggiunto il tratto più impegnativo della salita (2050 m).Si sale la paretina direttamente con passaggi di II° e continuare verticalmente su roccia rotta ed erba per circa 80 metri o si devia a destra a prendere il ripidissimo canale erboso (60° su erba) posto tra le due creste, nella sommità della zona denominata “l’Abbandonata” che si risale poi in verticale per altri 100 metri.Quindi in circa 30 minuti di cresta, si raggiunge l’anticima est e per ormai facilissima cresta, fino alla cima vera e propria del monte Argentella (2200 m.). Discesa: dalla cima del Monte Argentella si scende in direzione sud per la sottostante Forca Viola da cui si raggiunge l’auto per uno dei due itinerari di accesso descritti (considerare almeno 2 ore fino all’auto). Variante: dalla cresta est del M. Argentella è possibile raggiungere la sommità della Ripa Grande scendendo la cresta in direzione della sua cima rocciosa sottostante anziché salire la cresta nel percorso descritto. Dalla sommità della Ripa Grande si gode di un bellissimo panorama sul sottostante Piano della Gardosa e sulla Valle del Lago di Pilato. Per il ritorno percorrere lo stesso itinerario.

Scritto il 15 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini

Rifugio Della Forestale - Valdiea - CFM

Percorso Rifugio Della Forestale - Valdiea - CFM   Località: Caldarola KM: 26.2 Difficoltà: Medio Durata: 04:26:05 Dislivello: 1139   Questo giro se fatto d’ inverno può avere l’inconveniente della neve…., ma non per questo meno divertente, anzi….a patto che non ce ne sia molta!Detto questo, appena partiti da Caldarola ci si dirige verso il “ripetitore”, proseguendo fino alla cavetta dove si gira verso la Croce di Valcimarra per poi andare verso il Rifugio della Forestale.Appena preso il sentiero dopo il Rifugio comincia il tratto in discesa, dove bisogna essere prudenti e fare attenzione al fondo che in alcuni punti è parecchio sconnesso.Giunti al Frz Valdiea, iniziate a risalire un po’ e  fate un bel pezzo della CFM(cammino francescano della marca) che anche se non presenta grossi strappi mettera’ a dura prova la vostra preparazione fisica perché prevede tanti “slanci”.Arrivati a Frz Croce si lascia il CFM e si gira verso Cda Bozzolose e si va a fare il boschetto che poi porta ai piedi del Castello Pallotta di Caldarola   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 12 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

AIDS - CFM - Asinovia - Scentelle - Boschetto

Percorso AIDS - CFM - Asinovia - Scentelle - Boschetto   Località: Caldarola KM: 35.43 Difficoltà: Difficile Durata: 05:30:12 Dislivello: 1915   Partenza da Caldarola, da P.zza Vittorio Emanuele direzione C.da Bozzolone nelle colline circostanti, si sale arrivando a Frz. Croce, in loc. Castiglione, fatto un passaggio alle pendici della montagna si percorre un tratto del CFM (Cammino Francescano della Marca che collega Assisi a Ascoli Piceno), si arriva a Frz. Pievefavera procedendo per una delle salite piu famose della zona, denominata AIDS(proprio per la sua particolare difficolta di affrontarla sia in discesa che maggiormente in salita).Questa è la prima lunga salita che vi porterà in quota fino alla Croce di Valcimarra dove poi vi aspetterà una bella discesa che richiederà molta attenzione perché essendo veloce e sconnessa può nascondere molte insidie.Arrivati alla fine della discesa, siete a Frz. Valdiea dove nel percorso si costeggia la superstrada fino ad arrivare a Frz  San Maroto(secondo tratto di salita impegnativo), e qui inizierete a seguire il sentiero dell’Asinovia fino ad arrivare di nuovo in quota con tratti davvero Off Limit….Arrivati alla vetta si prosegue lungo un tratto del sentiero N° 1 dell’ASD Bike Team Monti Azzurri fino ad arrivare a Santa Maria Maddalena dove prendiamo per il sentiero delle “Scentelle” che vi porterà a valle passando per il paese di Vestignano e il Sentiero De Magistris.Giunti nei pressi del cimitero di Caldarola manca un ultimo “strappo” per ritornare sopra al paese per godersi il panorama e un ultimo single track con il Castello Pallotta che fa da sfondo.Tratto finale nei vicoli del Castello e arrivo in piazza V. Emanueleun gran bel giro!   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 09 Agosto 2018 da #occhionascosto deisibillini

Traversata del versante nord di Monte Zampa

L’itinerario proposto, non descritto in altre guide, permette di traversare in quota il ripidissimo versante nord del Monte Zampa fino a raggiungere i torrioni sovrastanti il parcheggio di Valleria e le Pisciarelle con una visione aerea a picco davvero mozzafiato sulla valle dell’Infernaccio. Il percorso è uno dei più spettacolari della catena dei Monti Sibillini, davvero incredibile, nonostante non sia particolarmente lungo, è consigliato esclusivamente ad escursionisti esperti che siano in grado di muoversi con sicurezza su terreni erbosi molto ripidi e che conoscono bene la montagna in quanto il tracciato è esile e in alcuni tratti non più visibile. Mentre è assolutamente sconsigliato in inverno per la ripidezza dei pendii e il rischio di slavine che essi comportano. Le slavine che si staccano da questo versante raggiungono le “pisciarelle” poste quasi 1000 metri più in basso, come visibile nella foto 162. Accesso: da Montemonaco, prima o dopo il paese si prende la strada per la frazione di Isola S. Biagio, 300 metri prima dell’abitato si incrocia la deviazione della strada per il Monte Sibilla ed il rifugio omonimo. Descrizione: dal rifugio raggiunto in auto si prende a piedi il sentiero che sale in direzione della cresta tra il Monte Zampa e il Monte Sibilla che si raggiunge in circa 30 minuti (sentiero n.155). Poco sopra la cresta si prende l’ampio sentiero che scende il versante opposto con dei tornanti. Dapprima il sentiero si dirige verso sud-ovest in direzione della cima del M. Sibilla, prima di un piccolo ghiaione esso si biforca; un tracciato prosegue verso sinistra in direzione de “le vene” ed arriva fino al Casale Lanza, descritto nelle guide in commercio, (360023,4 E – 4752324 N; 1710 m.) l’altro continua a scendere con dei tornanti. Si scende ed in corrispondenza del secondo tornante si nota una lieve traccia a destra che si porta in piano verso il versante nord del Monte Zampa in direzione di un enorme scoglio che si fa sempre più imponente. Mantenendosi circa 100 metri sopra al bosco, si scavalca un lungo crestone roccioso risalendo l’unica rampa erbosa presente segnata da un sottile tracciato, visibile nella foto 59 (359906 E – 4752749,2 N; 1575 m.). Si raggiunge così una sella con alla sinistra lo spuntone roccioso che rappresenta la cima del primo torrione della zona denominata “Mèta” nella sottostante valle del Tenna (30 minuti, uscita dell’itinerario n. 8 riportato nella mia prima pubblicazione “I MIEI MONTI SIBILLINI” anno 2011).Si continua su un esile ma ben visibile sentiero intagliato nel ripidissimo versante entrando in un canalone facendo molta attenzione all’erba scivolosa. Si prosegue in quota scavalcando alcuni canali per una traccia di sentiero che si fa sempre meno visibile fino a raggiungere ampi ma ripidi prati. In netta salita, senza alcuna traccia, si raggiunge, in altri 30 minuti, la cima del primo torrione che sovrasta le Pisciarelle con una visione aerea e assolutamente incredibile sulla vallata sottostante e sul romitorio di S.Leonardo posto a poche centinaia di metri in linea d’aria (360121,6 E – 4753494 N). Dal primo torrione parte a destra una traccia che si inoltra nel ripido canalone boscoso che separa le due cime e che, con un ultimo brivido adrenalinico e con molta attenzione, permette di raggiungere la seconda cima, più bassa, ma non meno spettacolare, a picco sul parcheggio di Valleria che vedrete proprio sotto ai vostri piedi. Quindi dopo aver goduto del fantastico panorama della valle del Tenna e del Rio con la cascata nascosta, si risale faticosamente la cresta erbosa in direzione sud-est fino a raggiungere la cima del Monte Zampa. Discesa: dalla cima del Monte Zampa facilmente si raggiunge la sella in direzione del Monte Sibilla fino a riprende il sentiero percorso in salita che riporta al Rifugio sottostante (1.5 ore).

Scritto il 08 Agosto 2018 da Gianluca Carradorini