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Monte Porrara (Majella)

Percorso Monte Porrara (Majella)   Località: Stazione di Palena(CH) KM: 45.02 Difficoltà: Difficile Durata: 06:45:03   Dislivello: 1685   Partenza dalla Stazione di Palena (CHIETI) per la conquista del Monte Porrara, oltre 2200 slm, per poi scendere a Campo di Giove e proseguire fino nei pressi di Sulmona.Una gran giro che prevede un notevole sforzo fisico sia in bici che a piedi, infatti ci sono tratti da percorrere con la bici in spalla sia in salita che in discesa,,ma il tutto molto gratificante per lo spettacolo visivo! un gran bel giro non adatto a principianti ne ad amanti della discesa hard. Per la mappa clicca qui!

Scritto il 14 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Primo itinerario floristico: Pizzo Berro e Monte Priora

Il primo itinerario del gruppo nord è un classico, dalla Forcella del Farnio al Pizzo Tre Vescovi, quindi alla Forcella Angagnola, Pizzo Berro e Monte Priora. Questo itinerario va effettuato a maggio per le specie primaverili e quindi dalla metà di giugno ai primi di luglio a seconda dell’innevamento residuo e comunque quando la neve rimane solo nei canaloni più riparati.Lungo questo percorso si possono osservare le principali specie floristiche primaverili ed estive di montagna. Dalla Forcella del Farnio, che può capitare che sia necessario raggiungerla a piedi dalla Pintura di Bolognola in quanto la strada potrebbe essere ancora chiusa, si prende il sentiero in diagonale verso Monte Acuto, nel versante nord del Pizzo Tre vescovi.Si raggiunge poco dopo la sella tra il Monte Acuto ed il Pizzo Tre vescovi, dove si osservano numerosi e grandi cuscinetti di Saxifraga oppositifolia a fioritura primaverile , nella cresta che sale verso la croce, nelle parti sassose battute dal vento.Si raggiunge la cima del Pizzo Tre vescovi con la croce, quindi si prosegue lungo la cresta sud-ovest.Si inizia la discesa in direzione della Forcella Angagnola e si supera un tratto caratterizzato da formazioni rocciose.Portandosi sul versante ovest di tali rocce e nelle fessure quasi a contatto con il terreno si può osservare una numerosa colonia della rara Saxifraga porophilla a fioritura estiva.Quindi si raggiunge la Forcella Angagnola e, appena sulla sella si possono osservare a primavera numerose piantine di Androsace villosa dai piccoli fiori bianchi con centro rosso e nelle vallette nivali o vicino alle chiazze di neve anche qualche pianta fiorita di Draba Aizoides dai piccoli fiori gialli, forse ancora qualche comunissimo croco violetto, le azzurre ma velenose scille e le corolle gialle o viola della Viola di Eugenia.Proseguendo per il Pizzo Berro, lungo la ripida salita si ammirano moltissimi cuscinetti di Saxifraga oppositifolia dai fiori rosa, la comunissima Genziana di primavera (Gentiana Verna), Genziana Dinarica (Gentiana Dinarica) dai grandi imbuti azzurri rivolti verso il sole a fioritura un pò più tardiva, la Silene acaulis dai compatti cuscinetti con piccolissimi fiorellini rosa, l’Anemone alpina (pulsatilla alpina ssp.millefoliata) dai grandi fiori bianchi e di nuovo l’Androsace Villosa. Tra le rocce della cresta si possono osservare anche numerosi cuscinetti di Saxifraga paniculata e di Saxifraga Callosa che si distinguono soprattutto dalle foglie, di cui qualcuna forse già in fiore, e che crescono fino alla cima del Pizzo Berro. Se si decide di andare alla cima del M. Priora o Pizzo Regina si attraversa il versante nord est del Pizzo Berro su un bellissimo prato a cotica erbosa chiusa dove si possono notare ancora la Genziana verna e dinarica e l’Anemone alpina. Nella cresta che ci porta al Pizzo Regina si ritrovano le stesse specie floreali già incontrate e in più si può notare la Potentilla apennina ssp. apennina dalle foglioline argentate e la Artemisia umbelliformis ssp. eriantha dalle foglie lanceolate lanuginose non ancora in fiore in quanto queste due specie fioriscono ad estate inoltrata. Sulla cima di Pizzo Regina, specialmente sul versante nord è possibile osservare numerose Anemoni Alpine e dei grandi cuscinetti pluricentenari di Silene acaulis in fiore. Soprattutto, scendendo di alcune decine di metri verso le sorgenti dell’Ambro, si notano numerosi salici nani (Salix Retusa) striscianti sul terreno e larghi anche fino ad un metro, con piccoli ma lunghi rami e foglie appena spuntate. Una pianta di Salix retusa può impiegare anche diverse centinaia di anni per raggiungere tali dimensioni. Scendendo ancora di alcune decine di metri si arriva all’inizio del prato a cotica erbosa chiusa dove è presente una rarissima genziana, la Gentiana pumila, con i petali azzurri più piccoli ed allungati della Gentiana verna e dalle foglie lanceolate piuttosto corte riunite a cuscinetto. Se si effettua questo itinerario verso i primi di luglio si possono osservare specie più vistose scendendo nel verdissimo prato sottostante la Forcella Angagnola quali i bellissimi Giglio rosso (Lilium Croceum) dalle grandi corolle arancio e Giglio Martagone (Lilium Martagon) con fiori più piccoli ma una vera miniatura della natura e la comune Genziana gialla (Gentiana Lutea), pianta officinale dalle grandi spighe gialle. Se si scende ancora verso il Casale Rinaldi, in alcune vallette si può osservare anche la Peonia (Peonia Officinalis) che forma dei piccoli arbusti con vistosi fiori rossi. Sulla cresta che da Forcella Angagnola va verso il Pizzo Berro si osservano bellissime fioriture di Saxifraga paniculata e di Saxifraga callosa dalle lunghe spighe piene di fiori bianchi, diverse specie di campanule dai fiori ad imbuto rivolti verso il basso, di colore azzurro più o meno intenso, e un’altra campanulacea endemica, l’Edraianto (Edraianthus graminifolius), dai fiori riuniti in grappolo e di colore blu-violetto. Il prato del versante nord-est del Pizzo Berro in piena estate è davvero uno scrigno di piccole meraviglie. Si può notare una rara specie di felce, il Botrichium Lunaria alta circa 10 centimetri, provvista di una fronda fertile recante delle “palline” giallastre ed una fronda sterile con delle foglioline alternate cuoriformi, la piccolissima Genziana delle nevi (Genziana Nivalis) dalle corolle azzurre ma larghe non più di un centimetro (occorre una buona vista per osservarla) e numerosi garofani di diversi tipi, con fiori grandi rosa e sfrangiati o più piccoli rosso intenso (Dianthus barbatus ssp.compactus), l’Astro alpino (Aster Alpinus), una bassa margherita dai fiori di colore violetto, due piccole e rare orchidee, la Nigritella Widderi dalle infiorescenze di colore rosato molto profumata e il Coeloglossum viride molto difficile da notare in quanto produce delle infiorescenze alte non più di 5 centimetri di colore verde e di nuovo la Genziana Lutea oltre a diverse decine di altri fiori di tutti i colori anche vistosi quali il Lino di colore celeste o giallo, le Pediculari di colore giallo o rosso, Potentille di colore giallo, Anthyllis montana di colore rosso, l’Armeria dai fiori rosa, le scabiose dai fiori celesti ecc.. Sulla cresta che porta fino alla cima di Pizzo Regina si osserva ormai in piena fioritura, la Potentilla apennina ssp. apennina con piccoli fiori bianchi che si distaccano dalle foglie argentate e le spighe con piccoli fiori gialli dell’Artemisia umbelliformis ssp. Eriantha oltre alle altre campanulacee e sassifraghe già incontrate. Effettuate questo itinerario nei due periodi dell’anno consigliati e vedrete che lo stesso percorso, seppure fatto a breve distanza di tempo, può dare sensazioni diverse, vedrete dei bellissimi fiori diversi da una volta all’altra e capirete che la montagna non è mai banale.

Scritto il 13 Giugno 2018 da Gianluca Carradorini

GF Sibillini MTB - Sarnano

Percorso GF Sibillini MTB - Sarnano   Località: Sarnano KM: 44.69 Difficoltà: Difficile Durata: 04:51:11 Dislivello: 1700   Come di consueto la GF dei Sibillini su strada è seguita dalla GF dei Sibillini MTB(Sarnano).Percorso divertente ma sicuramente non adatto proprio a tutti, infatti in questa edizione, complice anche la temperatura il tracciato è abbastanza impegnativo! Esperienza da fare senza dubbio Per la mappa clicca qui!

Scritto il 11 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Valle Tre Santi

Percorso Valle Tre Santi   Località: San Ginesio KM: 42.56 Difficoltà: Difficile Durata: 06:17:57 Dislivello: 1600   Partenza da Pian di Pieca, si va a San Liberato in direzione di  Frz. Monastero proseguendo su per i Prati di Ragnolo.Una volta arrivati a Pizzo Mèta , troviamo i ripetitori della Maddalena poi tutta discesa fino a Sarnano.Discesa da non sottovalutare, impegnativa, tosta a tratti solo per esperti.Questa traccia prevede tratti percorsi su asfalto ma modificabile facilmente se si conoscono i “posti” .Da non perdere! Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 08 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Alla scoperta di piccoli crostacei: Chirocefali e company

I Monti Sibillini sono anche noti per ospitare delle specie animali, in particolare dei piccoli crostacei, unici al mondo; il famoso Chirocefalo del Marchesoni, che vive nelle acque del Lago di Pilato, ed il meno conosciuto Chirocefalo della Sibilla, che vive nelle acque del Laghetto di Monte Palazzo Borghese.Inoltre nei dintorni sono presenti altri due crostacei praticamente sconosciuti, il Tanimastix stagnalis ed il Chirocephalus diaphanus nelle acqua dei laghetti dei Pantani di Forca Canapine e del Piano Grande. In questo libro non voglio portare alla conoscenza dei frequentatori dei monti Sibillini solo le creste, le cime, le vie e le immagini, ma anche queste specie animali uniche e pertanto assolutamente da proteggere. Propongo pertanto tre escursioni tra primavera ed estate che permettono di osservare questi rari crostacei.La prima escursione può essere effettuata già dalla fine di aprile – primi di maggio mentre la seconda dai primi di giugno in poi fino alla fine del mese, a seconda dell’innevamento e la terza può essere effettuata dalla metà di luglio per tutto il mese di agosto. Il primo itinerario, da fare da fine aprile ai primi di maggio, a seconda dell’innevamento, permette di scoprire due specie di crostacei quali il Chirocefalo diafano ed il Tanimastix stagnalis presente nei laghetti dei Pantani di Forca Canapine. Il Chirocephalus diaphani, più grande e molto più veloce degli altri Chirocefali, è lungo circa 2-3 centimetri, con maschio di colore verde pallido e femmina di colore verde-bruno, con evidente dimorfismo sessuale mentre il Tanimastix stagnalis è più piccolo e più chiaro, quasi inosservabile, entrambi vivono nei tanti laghetti dei Pantani di Forca Canapine.Occorre osservare molto attentamente le acque dei laghetti più grandi in cui essi vivono che generalmente sono torbide e i crostacei si mimetizzano con il fondale. Mia figlia Beatrice ha scoperto queste specie il 25 aprile 2007 proprio mentre passeggiavo con la mia famiglia ai bordi dei laghetti dei Pantani. Successivamente l’Università di Camerino, a cui mi sono rivolto per la curiosità di conoscere questi crostacei, ha confermato entrambe le specie.I Pantani sono facilmente raggiungibili da tutti da Forca Canapine da dove parte un tratturo praticamente pianeggiante che in 20-30 minuti permette di raggiungere la splendida conca, che a primavera ospita spettacolari fioriture di piante montane, in cui si trovano tali laghetti. I laghetti dei Pantani di Forca Canapine Itinerario di avvicinamento (in rosso): si raggiunge Forca Canapine da Castelluccio o da Norcia quindi si lascia l’auto in corrispondenza di un ampio tratturo che parte sulla destra poco dopo del nucleo abitato. Il tratturo porta comodamente alla Conca dei Pantani. Itinerario di ritorno (in verde): stesso di avvicinamento. Verso i primi di giugno e generalmente fino a fine mese, anche in questo caso a seconda dell’innevamento, è possibile osservare il Chirocefalo della Sibilla che pullula nelle acque del Laghetto di Monte Palazzo Borghese.Talvolta questa specie, unica al mondo, è così numerosa che le piccole pozze d’acqua laterali che si formano man mano che il Laghetto si prosciuga, sono un vero e proprio concentrato di Chirocefali.Il 5 giugno 2007 il Laghetto si stava già prosciugando proprio per la scarsità di precipitazioni nevose dell’inverno 2006-2007 e da alcune pozze laterali abbiamo trasferito nel Laghetto più grande, con un bicchiere, centinaia e centinaia di Chirocefali rimasti intrappolati e che non riuscivano più a nuotare. Questo crostaceo è di colore giallastro leggermente più grande del Chirocefalo del Marchesoni e con capo e mandibole piuttosto pronunciate.Osservare questa specie nuotare nelle acque del Laghetto a primavera è un vero e proprio piacere della vita.L’ambiente tipicamente alpino è meraviglioso, con l’enorme parete est del Sasso di Palazzo Borghese che incombe sulla valle, i prati pieni di fiori di diverse specie botaniche prettamente alpine. Questo piccolo crostaceo è presente qui sicuramente da prima della comparsa dell’uomo sulla terra.Resiste alla temperatura dell’acqua è sempre sotto ai 10°C, le sue uova resistono al caldo estivo (il laghetto si prosciuga d’estate) ed al freddo invernale sotto la neve, e ogni anno, da migliaia di anni, è possibile osservarlo mentre nuota beatamente in queste acque gelide. A mio giudizio questo posto è uno dei più belli dei Monti Sibillini, sicuramente meno frequentato e molto diverso dal Lago di Pilato e permette di trascorrere davvero una stupenda giornata di pace in mezzo alla natura. Per raggiungere il Laghetto di Monte Palazzo Borghese si può salire da Foce per il cosiddetto “Canale” oppure dal Monte Prata dove si lascia l’auto si prosegue per la Fonte della Giumenta.Dalla fonte si prende il sentiero in salita che permette di raggiungere la sella tra il Monte Porche ed il Monte Palazzo Borghese. Non salire in cima al M. Palazzo Borghese ma dirigersi verso la sella omonima in direzione dello scoglio di Sasso Borghese. Alla sella scendere il canalone posto alla sinistra della parete, in direzione della valle dell’Aso per traccia di sentiero.Alle due deviazioni successive prendere sempre verso destra scendendo di nuovo verso la base della parete est di Sasso Borghese dove si è già in vista del laghetto. Il laghetto di Monte Palazzo Borghese Itinerario di avvicinamento (in rosso): dal parcheggio di Monte Prata continuare a piedi la strada per la Fonte della Giumenta (sentiero n.6) quindi salire per il Monte Porche fino ad incrociare il sentiero N.1 in direzione di Monte Palazzo Borghese.Non salire in cima al M. Palazzo Borghese ma dirigersi verso la sella omonima in direzione di Sasso Borghese.Alla sella scendere il canalone posto alla sinistra della parete, in direzione della Valle dell’Aso per traccia di sentiero.Alle due deviazioni successive prendere sempre verso destra scendendo di nuovo verso la base della parete est di Sasso Borghese dove si è già in vista del laghetto. Itinerario di ritorno: stesso dell’avvicinamento.Infine dalla metà di luglio in poi, generalmente fino a settembre, si può osservare il famoso, ed anch’esso unico al mondo, Chirocefalo del Marchesoni che nuota nelle acque del frequentatissimo Lago di Pilato.Questo terzo Chirocefalo è il più piccolo, lungo poco più di un centimetro, di colore arancio e talvolta è presente in numero di esemplari talmente elevato da alterare la colorazione verde delle acque del lago.L’escursione nell’alta valle del Lago di Pilato alla scoperta del Chirocefalo del Marchesoni può essere effettuata anche per osservare le numerose specie floristiche alpine presenti nella zona, come descritto nell’itinerario n.14. Il lago di Pilato si può raggiungere da Foce o da Forca di Presta o direttamente da Castelluccio per Capanna Ghezzi e Forca Viola, tutti e tre gli itinerari sono molto belli ed ampliamente descritti in altre guide. Chiaramente si deve assolutamente evitare di prelevare i quattro crostacei descritti e portarli fuori dalle acque in cui vivono, in quanto morirebbero in pochi minuti. Come altresì si deve evitare di sporcare questi ambienti incontaminati, anche se magari ai Laghetti dei Pantani si vedono scorrazzare liberi cavalli o pecore.Questo fa parte dell’ambiente da centinaia o forse migliaia di anni e non crea alcun inquinamento o disturbo a tali specie (come qualcuno potrebbe pensare) perché fa tutto parte di un ecosistema ormai consolidato.

Scritto il 06 Giugno 2018 da Gianluca Carradorini

CONERO CUP 2° EDIZIONE Castello Caldarola

Percorso CONERO CUP 2° EDIZIONE Castello Caldarola   Località: Caldarola KM: 20 Difficoltà: Facile Durata: 02:00:00 Dislivello: 1000   ASD Monti Azzurri-Castello CaldarolaPartenza da Caldarola si sale verso il Colle di Croce, Cda Bozzolone fino alla presa dell’acquedotto passando per il centro storico di Caldarola, castello compreso, poi si scende passando per il single trek della pineta di Mariotti , ritorno in centro passando per i vicoli e da ripetere 4 volte per un totale di 20km e 1000 d+   Per la mappa clicca qui!

Scritto il 05 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Monastero - Pizzo Mèta - Monte Fiegni

Percorso Monastero - Pizzo Mèta - Monte Fiegni    Località: Caldarola KM: 60.01 Difficoltà: Difficile Durata: 07:24:15 Dislivello: 2350   Partenza sempre dalla piazza di Caldarola, direzione Montalto di Cessapaolombo..tutta salita fino ai “Piani di Ragnolo” poi ancora su fino a Pizzo Mèta e qui dopo tanto sforzo vi potete godere un bellissimo e meritatissimo panorama..Giunti a San Lorenzo di Fiastra  vi aspetta ancora  700 metri di dislivello per risalire al Monte Fiegni dove da qui tutta discesa con il sentiero “Scentelle” e a seguire il sentiero De Magistris…Direi veramente un gran bel giro! Per la mappa clicca qui!

Scritto il 02 Giugno 2018 da #occhionascosto deisibillini

Collemese - Monte Coglia - Riosacro

Percorso Collemese - Monte Coglia - Riosacro   Località: Caldarola KM: 81.21 Difficoltà: Difficile Durata: 08:59:13 Dislivello: 2249   Partenza dal bar “Caffè Manzoni”con l’intenzione di fare una bella pedalata… Infatti si prende direzione Santa Maria Maddalena per poi scendere alla Frz Collemese. Proseguendo verso Fiegni scendiamo verso Fiastra Capoluogo. Da qui inizia un bel pezzo di strada in salita, tutta pedalabile ma abbastanza lunga…, giunti all’incrocio con la strada che porta a Casali di Ussita troviamo sullo sfondo il monastero di Macereto. A questo punto si arriva alla strada che porta a “Casale Gasparri” dove troviamo il sentiero di Riosacro..   Ad oggi però troviamo una brutta sorpresa, infatti la strada che collega Riosacro alla statale e’ completamente scomparsa quindi per risalire è un’impresa..bellissimo giro, faticoso ma ne vale assolutamente la pena….   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 30 Maggio 2018 da #occhionascosto deisibillini