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Canali del Pilone alla Val di Bove

Difficoltà: AD Nella val di Bove sono stati saliti una decina di anni fa due canali paralleli che completano il panorama delle salite alpinistiche della valle (canalino primavera, ad y ecc.). I due canali sono posti oltre il canale nord del Monte Bicco (che può essere utilizzato per la rapida e facile discesa) ed escono entrambi nella cresta che collega M. Bicco al Monte Bove Sud in corrispondenza dell’ultimo pilone della vecchia funivia, che termina sulla cima del Monte Bove Sud.La salita non è compresa nell’area di tutela del camoscio appenninico. Accesso: si parte dal piazzale dell’Hotel Felicita di Frontignano prendendo il sentiero per la Val di Bove che scende nel bosco al fianco sinistro dell’Albergo per poi trasformarsi in ampio stradone (vedi itinerario 17). Entrati nella Val di Bove inizia la lunga salita fino ad uscire nella valle che spiana (351528 E – 4754213 N, 1525 m.) in corrispondenza di una deviazione a sinistra che porta alla fontana di Val di Bove posta in alto sulla sinistra. Si prosegue nel fondovalle dirigendosi verso la cresta rocciosa nord di Monte Bicco che scende imponente verso la valle. Si raggiunge il pianoro posto alla base della cresta rocciosa (352359 E – 4753918 N, 1720 m.) e si prosegue in salita. Si supera l’imbocco del canalone nord del Monte Bicco posto subito dietro alla cresta e si prosegue passando sotto ad una fascia rocciosa continua che delimita a sinistra il canalone nord (circa 2 ore dal piazzale di parcheggio a seconda dell’innevamento). Descrizione: superata tale fascia rocciosa (352569 E – 4753256 N, 1900 m.) ci si immette in un ampio pendio delimitato a sinistra da un’altra fascia rocciosa discontinua e parallela. Ci si innalza nel pendio che si va restringendo, in alto si scorge il pilone della funivia da dove si esce in cresta. Giunti in prossimità del pilone il pendio si fa già ripido (45°) e si deve cercare il punto di migliore uscita perché negli inverni più nevosi si formano abbondanti grosse cornici sulla cresta terminale.Generalmente si esce piegando su una crestina di sinistra con tratti rocciosi posta proprio sulla verticale del pilone per uscire proprio sotto di esso (1 ora). In alternativa (variante 1) si può percorrere un canale parallelo posto più a monte, che esce sempre in corrispondenza del pilone.Raggiunta la seconda fascia rocciosa parallela, si sale ancora nel fondovalle per prendere l’ampio pendio posto successivamente al di sopra di essa (352647 E – 4753241 N, 1900 m.), che si impenna solo un centinaio di metri sotto al pilone in corrispondenza di alcune rocce. Anche in questo secondo canale occorre valutare la migliore uscita a causa delle grandi cornici che si formano negli inverni più nevosi. Si può anche uscire verso destra nella crestina finale del primo canale descritto sopra oppure proseguire in verticale verso il pilone (tratto a 55-60°, 1 ora).In occasione di questa seconda salita ho fatto sicura al secondo di cordata proprio sulla struttura metallica del pilone! Discesa: dalla cresta di uscita si scende verso destra in direzione della cima di Monte Bicco, alla forcella scendere per il canalone nord fino alla Val di Bove per riprendere l’itinerario di salita (3 ore fino al parcheggio).

Scritto il 31 Ottobre 2018 da Gianluca Carradorini

3 gobbe - Fiastra - Gole del Fiastrone

Percorso 3 gobbe - Fiastra - Gole del Fiastrone   Località: Caldarola KM: 39.26 Difficoltà: Medio Durata: 03:30:52 Dislivello: 1465   Partenza da P.zza V. Emanuele e via via tutta la salita fino al punto più’ alto del nostro territorio limitrofo, quota 1330 mslm , Monte Fiegni.Da qui ci dirigiamo verso Fiastra passando per il taglio chiamato “3 gobbe”, 3 discesone sopra al lago di Fiastra, con un panorama incantevole…!Giunti a Fiegni, passando per il “balcone” andiamo a passare supra la diga di Fiastra, per arrivare a monastero e qui fare il sentiero 331, che vi porterà’ alle Gole del Fiastrone, passando per tutto sottobosco con attraversamento del fiume Fiastrone stesso, scenario bellissimo!qualche tratto con la bici a spalla e cominciate ad arrivare alla metà, passando per Frz. Villa di Cessapalombo.   Per la mappa clicca qui!  

Scritto il 29 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Caldarola - Pizzo Méta

Percorso Caldarola - Pizzo Méta   Località: Caldarola KM: 53.33 Difficoltà: Difficile Durata: 05:45:16 Dislivello: 1800   Giro abbastanza impegnativo dove vede la prima parte con molta salita, a tratti anche 30%….fino al raggiungimento della vetta di Pizzo Mèta(Sassotetto), sopra a Pintura di Bolognola.Alcuni Single track del “Sibillinibikepark” e ritorno per Frz. Stinco e Piobbico e infine Sarnano…via via fino a casa per asfalto.Tutto molto pedalabile e scorrevole dove potrete ammirare i borghi medievali lungo il tragitto.un gran bel giro   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 26 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

GRETA THUNBERG: LA RAGAZZA DAGLI OCCHI DI PESCA

Una storia disarmante: Greta Thunberg: La ragazza dagli occhi di pesca

Scritto il 24 Ottobre 2018 da Simona Carmenati

Canale di Valle di S. Romana alla Cima del Lupo

Difficoltà: AD + La Cima del Lupo non è riportata sulle carte e quindi tantomeno compresa in qualche salita o escursione, eppure è una cima molto panoramica e permette di ammirare la maestosa e articolata parete est del Monte Bove Nord con i suoi lunghissimi canaloni da una distanza di poche centinaia di metri in linea d’aria. Lo spettacolo d’inverno si fa ancora più severo ed imponente con la neve che riempie i canali e le cenge.La Cima del Lupo rappresenta la sommità del roccioso bordo sinistro (salendo) del Canalone nord o Valle di S. Romana e che rappresenta la via normale invernale di salita alla cima del Monte Bove Nord.L’itinerario proposto è abbastanza impegnativo ed è stato salito da noi circa venti anni fa e precisamente il 18.12.1993 come riportato nella foto di un momento della salita e non ci risulta anch’esso indicato in alcuna guida. Attualmente si trova proprio sul confine dell’area di tutela B del camoscio d’appennino per cui si può salire dal 1 maggio al 31 ottobre ovviamente neve permettendo. Accesso: il Canalone nord o Valle di S. Romana si raggiunge da Casali di Ussita percorrendo a piedi la strada chiusa con sbarra fino alle sorgenti del torrente Ussita come per l’itinerario 18. Qui la strada piega verso la parete del Monte Bove con un tornante, si continua la strada e dopo circa 200 metri, si sale liberamente nel prato sopra strada in direzione del bosco (353026 E – 4756043 N, 1250 m.). Si prosegue per tracce di un canale appena accennato all’interno del bosco che in circa 30 minuti porta all’inizio del Canalone Nord, alla base della parete est del Monte Bove Nord. Descrizione: superato il bosco il canale risulta ancora aperto, ci si tiene sulla sinistra costeggiando l’ultima fascia di bosco ancora presente sulla sinistra e ci si immette in un canalino (352946 E – 4755200 N, 1650 m) che parte tra le due ultime propaggini di bosco e punta direttamente verso sinistra in direzione della cresta rocciosa del bordo sinistro di salita del canalone nord. Si può risalire completamente il canalino a 40° con uscita a 45° fino alla cresta oppure più impegnativamente, quasi al suo termine, sulla verticale di uno sperone roccioso, si devia ancora verso sinistra a risalire una cresta di misto molto ripida (60°) fino allo sperone. Qui traversare delicatamente verso sinistra su terreno molto ripido, aggirare lo sperone ed uscire nel plateau soprastante dove si gode di una fantastica visione della parete est del Monte Bove Nord (353104 E – 4754901 N, 1850 m.; 1 ora dall’uscita del bosco). Dal plateau si risale delicatamente la parete rocciosa posta di fronte, su ripidissimo scivolo su neve o misto, a seconda dell’innevamento, con andatura verso sinistra per riprendere, oltre la barriera di rocce, il filo di cresta. Oppure, se la via non è in condizioni, costeggiare tutta la barriera rocciosa verso sinistra e scavalcarla su breve rampa rocciosa o addirittura scendere per circa 50 metri fino ad una piccola conca dove essa termina, per poi risalire sul filo di cresta. Per ripidi ma facili pendii si raggiunge, in un’altra ora di salita, la Cima del Lupo (352977 E – 4754792 N, 1950 m.). Quindi si prosegue facilmente per aerea cresta fino a raggiungere la forcella di uscita del Canalone Nord (20 minuti). Discesa: dalla forcella si scende con attenzione all’interno del canalone nord nel punto con meno cornice terminale a seconda dell’innevamento e si prosegue all’interno del canalone, tenendosi sulla destra per evitare scariche dalla parete est del Monte Bove Nord fino all’itinerario di salita (1,5 ore) per prendere la strada per le sorgenti del torrente Ussita e per Casali (1 ora).

Scritto il 24 Ottobre 2018 da Gianluca Carradorini

Foreste Casentinesi

Percorso Foreste Casentinesi   Località: Bagno di Romagna KM: 35.41 Difficoltà: Difficile Durata: 03:30:24 Dislivello: 1800   abbiamo fatto due discesone -Frana Trail   -Zucchero di Dante   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 23 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

Grotte S. Estuchio

Percorso Grotte S. Estuchio   Località: Caldarola KM: 56.79 Difficoltà: Difficile Durata: 05:30:24 Dislivello: 1484   giro lungo, con partenza da Caldarola in parte su asfalto e sterrato.   Presenta tratti difficili sia in salita che in discesa e richiede tecnica di guida, mezzi idonei e prudenza nei tratti più’ impervi. Ci si dirige verso Frz. Valcimarra per raggiungere prima Torre Beregna per poi andare al rifugio di Manfrica e dirigersi verso le Grotte di S. Eustachio appena rimesse a nuovo. gli ultimi tratti della discesa sono difficili con ciottolate, ma i sentieri sono stati allargati, puliti e aggiunti di staccionate, bellissime zone. Dopo la visita alla grotte e un ristoro si parte per il ritorno considerando che siamo al giro di boa, passando fino al Cementificio verso Selvalagli si risale per asfalto fino a Crispiero per poi riprendere lo sterrato e iniziare la strada del ritorno facendo ancora torre Beregna, Le Tegge , Pozzuolo e Statte e poi ritornare passando per Caccamo Un bel giro, panoramico  e molto pedalabile ma richiede allenamento Bellissimo   Per la mappa clicca qui!    

Scritto il 20 Ottobre 2018 da #occhionascosto deisibillini

LA SCIMMIA È SOLA

Dall’Antropocene all’Eremocene, passando per l’ideologia del “natalismo”. Una nuova prospettiva nell’approccio alla demografia che rifletta sulle implicazioni sulle altre specie:  Cassandra’s Legacy: Why so Many People on Earth? The Ideology of Natalism 

Scritto il 17 Ottobre 2018 da Simona Carmenati