Scritto il 21 Novembre 2019 da Margherita Buresta

Farfalle e falene sono la famiglia di insetti più numerosa dopo quella dei coleotteri. Sebbene le celebrità siano le farfalle perché associate al sole, ai fiori, all'estate, in realtà sono le falene a costituire l'80%dei Lepidoptera ("ali a scaglie"). Una delle ragioni è la temperatura :di base le farfalle sono macchine da sesso a elevate prestazioni che vanno a nettare. Se una farfalla si ritrova con una temperatura corporea sotto i 30 gradi celsius, non può volare ed è destinata a morire o cadere in torpore. Le falene invece sono più coraggiose, e di solito notturne. I loro corpi sono fatti apposta per conservare più che assorbire il calore, quindi tendono a essere più grandi e ricoperti di pelo. A differenza delle farfalle, le falene tengono le ali spalancate sui fianchi, invece che ripiegate insieme sul dorso. Anche le antenne sono diverse:quelle delle farfalle sono lisce con un rigonfiamento in punta,mentre quelle delle falene sono pelose. Anche questo a parzialmente a che fare con la distinzione tra giorno e notte. Le falene dipendono molto meno dalla vista, quindi usano le antenne come sensori per orientarsi nello spazio, per stabilizzare il volo e librarsi. Tagliate le antenne a una falena e andrà immediatamente a sbattere contro un muro. La vista è importante per le farfalle, ma non nel modo che pensiamo noi. Le farfalle sono molto miopi e non sanno valutare le distanze. È una compensazione evoluzionistica :non avranno una vista d'aquila ma possono guardare quasi a 360 gradi, il che è utile per sfuggire ai predatori. I marcati disegni sulle ali servono più a spaventare un uccello che ad attirare un partner. Ciò che fa veramente impazzire le femmine sono le scaglie iridescenti sulle ali del maschio, disposte secondo il tipico disegno "a occhio" e rugose per riflettere i raggi Uva:quando sbatte velocemente le ali, il maschio crea un effetto di raggi ultravioletti stroboscopici. Aggiungete delle impetuose folate di feromoni e vedrete le femmine letteralmente ipnotizzate.

Per ovvi motivi le falene tendono ad affidarsi soprattutto a olfatto e udito:fiutano il partner fino a una dozzina di km. Le loro orecchie sono semplici ma efficaci :alcune specie di falene tigre possono perfino sintonizzarle sul richiamo di caccia a ultrasuoni dei pipistrelli, e usano i battiti delle ali x creare un'interferenza.

Che dire se svelassimo un"velato segreto di seta"?Ogni bozzolo produce un singolo filo di seta lungo un km. Se srotolati, 10 bozzolo raggiungerebbero la vetta dell'Everest... Quindi... Buona scalata... O converrebbe mettere le ali per fare prima?

Margherita Buresta

La mia passione per la natura è nata fin da quand’ero piccolina. I colori del bosco, i suoi profumi ed i suoi abitanti selvatici hanno sempre suscitato in me quel senso di magia che poi si è trasformato anche in curiosità di conoscerne i meccanismi dal punto di vista scientifico. Questi ingredienti hanno contribuito alla stesura del mio libro di zooantropologia didattica “Il mio cuore di orso”, che ha un duplice scopo: uno educativo, poiché attraverso la parte narrativa vorrei sensibilizzare la nuova generazione verso queste tematiche ancora poco trattate stimolandone la sfera cognitiva, emozionale, sociale e dell’immaginazione, e uno scientifico perché getta le basi della conoscenza della fauna selvatica e flora boschiva. Questo libro racchiude il mio percorso di studi, a partire da quelli socio-psico-pedagogici, che mi hanno portato ad intraprendere la strada dell’insegnamento, fino a quelli scientifici durante i quali subii talmente tanto il fascino dell’etologia da decidere di virare drasticamente verso la cinofilia e lo studio del comportamento del cane al fine di educare i proprietari al raggiungimento di una corretta interazione con un essere diverso da noi e che ha un proprio linguaggio(metalinguistica), utilizzando il metodo cognitivo-zooantropologico. “Non puoi conoscere il cane se non conosci il lupo”, mi disse la mia insegnante, così dal domestico iniziai ad interessarmi al selvatico, sia facendo osservazioni dirette in natura, che formandomi ulteriormente in “Basi di Etologia, Comportamento e Benessere Animale”, successivamente in “Etologia Etica” e “Comunicazione e divulgazione scientifica”, certificati direttamente dal prestigioso comitato scientifico di Eticoscienza. Presso l’Università di Scienze Fisiche e Geologiche di Perugia ho Frequentato la Scuola di Paleoantropologia perché il mio studio del comportamento animale non può non riguardare anche noi in quanto Homo Sapiens, visto che siamo animali e coinquilini della terra esattamente come tutte le altre specie, e non i padroni. Quello che vorrei comunicare attraverso i miei progetti è proprio questa visione biocentrica del mondo, che si contrappone a quella antropocentrica e specista in cui tutto viene “umanizzato”. Ci tengo a specificare, in quanto Guardia eco-zoofila dell’Organizzazione Internazionale della Protezione Animali, che essi sono tutelati dal punto di vista giuridico e questo fatto fa ben sperare perché significa che, se pur lentamente, la sensibilità verso gli animali aumenta.