Scritto il 08 Giugno 2020 da Margherita Buresta

“Topi di appartamento, topi di biblioteca, ecc. Molti detti per un esserino così piccolo, che spesso disprezziamo e la cui presenza ci sembra scontata: ci siamo abituati. Effettivamente la storia dell’uomo e quella del topo comune (Mus musculus) sono inseparabili.  Il Mus originario era vissuto felicemente all’ aria aperta dell’India settentrionale per milioni di anni, ma non appena i nostri avi cacciatori-raccoglitori iniziarono a coltivare la terra in Mesopotamia circa diecimila anni fa, anche lo stile di vita del topo si trasformò. Fisse dimore e magazzini di granaglie fornivano inavvertitamente buon cibo e rifugio, e il topo- piccolo, veloce e pieno di risorse-non se lo fece dire due volte.

Il termine inglese “mouse” (dal latino “mus” e dal greco ”mys”) deriva dalla radice sanscrita “mush”, che significa sia “topo” sia ”furto”. Da quel momento il ladruncolo ci ha sempre tenuto compagnia.

Il risultato è che possiamo trovare topi comuni ovunque si sia insediato un gruppo umano (così come in molti posti dove di uomini non c’è neanche l’ombra). Vivono in tutti i continenti, dal lontano nord al profondo Sud. Il motivo, almeno in parte, è che possono vivere praticamente di tutto: semi, radici, insetti, larve, avanzi di cibo; se hanno bisogno di bere basta che lecchino la rugiada o la condensa. Ma la vera fonte del loro successo è che sanno adattare rapidamente il comportamento all’ ambiente circostante, e non solo sopravvivono…ma trovano il modo di prosperare.

Non nuoce il fatto che siano prodigiosamente fertili. Raggiungono la maturità sessuale a quattro settimane; una sola coppia può mettere al mondo 500 cuccioli in un anno. C’è una bella competizione, e le femmine sono estremamente promiscue. Più grande è il pene del maschio, più lunghi e frequenti i rapporti sessuali, e maggiore è il volume dell’eiaculato, più è facile che il concepimento vada a buon fine. Un quarto delle cucciolate è figlio di più di un padre: strategia, questa, che non solo assicura la varietà genetica, ma fa anche sì che un nuovo partner eviti di mangiare i piccoli della femmina, giusto in caso che siano i suoi. In situazioni estreme la femmina può anche assorbire dentro di sé i feti perché non vengano divorati.

Al sesso topesco non manca un lato romantico. I maschi cantano complicate canzoni a ultrasuoni, sia per attrarre le partner sia durante l’ atto in sé.

La comunicazione avviane principalmente attraverso l’urina, che i topi distribuiscono in giro di continuo. Età, genere, salute e status sessuale sono tutti dati codificati in una “firma” in urina di topo. L’odore del maschio serve a marcare il territorio; quello della femmina interviene nel processo riproduttivo.

I topi sono la dieta base di gran parte dei carnivori, e senza il ladruncolo è improbabile che gli antichi Egizi si sarebbero presi il disturbo di addomesticare innanzitutto i gatti!

Margherita Buresta

La mia passione per la natura è nata fin da quand’ero piccolina. I colori del bosco, i suoi profumi ed i suoi abitanti selvatici hanno sempre suscitato in me quel senso di magia che poi si è trasformato anche in curiosità di conoscerne i meccanismi dal punto di vista scientifico. Questi ingredienti hanno contribuito alla stesura del mio libro di...