Scritto il 23 Giugno 2021 da Tea Fonzi

La sibilla è un mito, ma cosa si cerca nel mito? Il discorso su cosa ci interessa del mito non è un “viaggio mentale” degli studiosi, è una cosa molto molto seria. Perché il mito è una storia che si lega super profondamente alla vita delle persone; di quelle antiche come di quelle che sono vive oggi 😍
Purtroppo quando amiamo una cosa, come si amano le storie narrate per secoli, è normale chiedersi quanto c’è di “vero” in quelle storie, però è lì che si rischia, perché a volte, quando si parla di scienza, bisogna essere disposti ad accettare un “boh”, e la storia è una scienza: se non puoi provare quello che dici, è un “boh” e basta. E quando non accettiamo il “boh” c’è sempre qualcuno pronto a darci la sua risposta: c’è chi crede onestamente di averla trovata, ma non ti sa dare le prove, c’è chi inventa storie per guadagnarci sopra, c’è chi ha bisogno di credere che alcune cose ci vengano deliberatamente nascoste… 
Tutte queste soluzioni creative all’incertezza del “boh” non hanno niente a che vedere con il mito di partenza, e purtroppo non hanno niente a che vedere con le vite di chi, quel mito, l’ha custodito per secoli 
Per quanto mi riguarda, io vorrei capire il perché quelle persone hanno portato il mito fino a noi: che cosa volevano dirci, cosa cercavano loro, come hanno vissuto… 
In questo modo, senza inventare un passato mai esistito, ma guardando bene in faccia al nostro, possiamo dare risposte alle domande di oggi, o almeno ci si prova, ecco 😉
può essere utile la storia, dunque? Il caos della mia scrivania dice di si!

Tea Fonzi

Marchigiana. Studio dipinti, sibille, e dipinti di sibille. Racconto le loro storie tessute sul territorio. Uso il metodo storico-scientifico (guidato da dubbi esistenziali continui). Sito web: teafonzi.it