Scritto il 06 Novembre 2020 da Bianca Maria Minetti

Questa storia parla di ali dai riflessi dorati e di pareti rocciose inaccessibili. Parla di un grande predatore capace di catturare l'immaginario collettivo, un animale carismatico e iconico presente in numerose leggende e fiabe del tempo che fu. Ma la nostra è una storia vera, un incontro casuale che è diventato attesa, scoperta e infine meraviglia.

Tutto ha inizio ai primi di marzo durante un'escursione nelle terre alte dei Monti Sibillini. Giuseppe, Lorenzo e Stefano, protagonisti di questa vicenda, vedono due aquile reali librarsi in cielo: è presto chiaro che si tratta di una coppia impegnata nel rituale di corteggiamento, il caratteristico volo a festoni. Durante il periodo riproduttivo il maschio e la femmina alternano eleganti evoluzioni aeree a momenti dedicati alla scelta del nido, che viene sottoposto a veri e propri lavori di consolidamento, aggiungendo volume fino a raggiungere due metri di diametro e un metro di spessore.

Come spesso accade quando si osserva il comportamento animale, il tempo sembra perdere la sua consueta dimensione: la singolare parata nuziale ipnotizza i tre spettatori. La coppia di aquile reali è pronta a generare una nuova vita.

Qui la narrazione si interrompe bruscamente, travolta da eventi che hanno determinato una pausa forzata nell'esistenza di ognuno di noi. Una pausa che però non sconvolge i cicli del mondo animale, che anzi si compiono pienamente in nostra assenza. Due mesi e mezzo più tardi i tre amici individuano il nido e, da lontano, guardando attraverso le lenti del binocolo, hanno un sussulto. L'aquilotto è lì, un batuffolo bianco adagiato su quel riparo ricavato da un anfratto della parete.

Spinti dalla curiosità e dal desiderio di documentare il patrimonio naturalistico del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dalla fine di maggio i tre amici iniziano ad appostarsi regolarmente. Si susseguono le albe, vissute in silenzio, alla giusta distanza e coperti da un telo mimetico, in attesa delle prime luci. Giorno dopo giorno i fotografi osservano il pullo, che spesso fa sentire la sua voce richiamando i genitori impegnati nella caccia. Il piumino bianco lascia gradualmente spazio alle penne, prima le remiganti, poi le timoniere. Il cibo spezzettato dalla madre viene sostituito dalle prede intere, che l'aquilotto impara a spiumare da solo. Iniziano anche i primi timidi esercizi di volo, con buffi saltelli e goffi tentativi di stiracchiare le ali. Giuseppe, Lorenzo e Stefano assistono emozionati alla metamorfosi.

Ai primi di agosto il piumaggio del piccolo è quasi completo. Presto raggiungerà i tre mesi di vita, ed è giunto il momento di spiccare il volo. La giovane aquila abbandona finalmente il nido e, insieme ai genitori, solca i cieli delle nostre montagne.

Futura, così ci piace chiamarla, è figlia di una nuova coppia di aquile reali insediatasi nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.
Si ringraziano inoltre lo zoologo Paolo Forconi per il supporto tecnico e il Comandante Cristiano Scarafoni dei Carabinieri Forestali.
Il team de L'occhio nascosto dei Sibillini ha realizzato le riprese nel totale rispetto dei principi etici della fotografia naturalistica.
Gli autori del video sono Giuseppe Del Balzo Ruiti, Lorenzo Lambertucci e Stefano Ciocchetti.
Il testo è di Bianca Maria Minetti.

 

 

Bianca Maria Minetti

Bianca ha 26 anni, è nata a Senigallia ed è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna con una tesi riguardante i Parchi e la tutela del patrimonio naturale. Fin da bambina osserva con istintiva passione il mondo animale, al...
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