Traversata del fosso La Foce: parte alta e parte bassa (o cengia dei Fiumarelli)

Scritto il 11 Aprile 2018 da Gianluca Carradorini

La traversata del fosso La Foce si può effettuare a due altezze diverse, in quota 1700 metri si trova una traccia di sentiero esile che dai pressi dell’edicola di S. Nicola traversa il fosso in corrispondenza della sorgente del ramo sinistro orografico mentre la traversata bassa a quota di circa 1100 metri, detta anche localmente “cengia dei fiumarelli” è segnata da un sentiero più marcato ma anch’esso adatto a chi non soffre di vertigini.
Entrambe sono dei bellissimi itinerari che si compiono all’interno di una vera e propria piega del versante sud del Monte Rotondo da maggio a luglio, a seconda dell’eventuale innevamento in quota quando le varie cascate che si incontrano sono nel pieno della loro portata.

Il fosso “La Foce” con la confluenza dei due rami e la traccia del sentiero basso che lo attraversa (cengia dei Fiumarelli)

L’itinerario alto è riportato in parte su vecchie carte, permette di visitare anche la piccolissima edicola di S. Antonio costruita nel versante sud del Monte Rotondo, poco al di sotto della strada che collega Casali con la Forcella del Farnio.

Descrizione: da Casali di Ussita si prende la strada che porta fino alla Forcella del Farnio, si oltrepassa la verticale della cima della Croce di Monte Rotondo e qui si hanno due possibilità: o si lascia l’auto sotto alla forcella tra il Monte Rotondo e la Croce di Monte Rotondo per scendere sottostrada su un evidente sentiero che in lieve discesa verso sinistra porta all’edicola di S. Antonio, oppure si prosegue fino ad un Casale di pastori realizzato in metallo posto circa 500 metri prima del rifugio del Farnio dove si lascia l’auto.
Qui sporgendosi sottostrada si nota un sentiero che scende verso destra e che porta dapprima ad una presa di un acquedotto e successivamente in lieve salita ci conduce all’edicola di S. Antonio; il punto di partenza. Qui si scende la cresta sottostante per circa 100 metri fino a raggiungere un intaglio roccioso da cui parte verso sinistra una traccia di sentiero in quota.

Tale punto si raggiunge direttamente anche dalla presa dell’acquedotto seguendo da quest’ultima, in discesa, l’esile tracciato della tubazione dell’acqua che si intravede in più punti.
Si percorre con attenzione la traccia che supera il primo dosso per portarsi nella verticale della presa dell’acquedotto già incontrata. Si continua in direzione est verso la sorgente del ramo sinistro del Fosso la Foce, caratterizzato da uno stretto canalino nascosto da alcuni grossi salici, gli unici alberi che crescono a quella quota.

L’itinerario alto del fosso La Foce, si percorrono tratti in forte pendenza su un esile tracciato quasi scomparso largo pochi centimetri che si nota appena nelle due pieghe della montagna

Si raggiunge la sorgente al di sotto della quale iniziano già le prime cascate e si esce dalla parte opposta su traccia di sentiero. Dopo qualche metro la traccia di sentiero scompare dando modo all’escursionista di impegnarsi con le proprie capacità di orientamento e di pratica su un terreno molto scosceso, tra rocce ed erba, ci si innalza lievemente traversando tutto l’ampio pendio della sinistra orografica del fosso facendo attenzione nell’attraversamento del fondo di alcuni canali rocciosi. Ci si porta così, faticosamente e facendo molta attenzione, alla cresta erbosa che sale verso la strada che porta alla Forcella del Farnio (ore 2 dall’auto).
Dalla strada si ritorna in direzione della Croce di Monte Rotondo a prendere l’auto.

Gli itinerari di traversata del fosso “La Foce” - Itinerario alto: colore azzurro - Itinerario basso o cengia dei fiumarelli: colore rosso -  Bollo rosso: edicola di San Nicola

La parte bassa dell’itinerario, è riportato come traccia di sentiero su alcune carte topografiche e descritto su altra guida, ma considerata la bellezza e la grandiosità dell’ambiente che si osserva e la visita finale alla cascata più alta del fosso, non riportata in altre guide, ho ritenuto opportuno inserirla in questo libro.

Descrizione: da Casali di Ussita si prende la strada che sale verso la Val di Panico. Dopo circa 800 m. si incontra una deviazione a sinistra che sale nel bosco, si raggiunge così un ampio pianoro con dei campi coltivati e un fontanile.
Oppure partendo sempre da Casali si prende un tratturo che inizia proprio in prossimità della fontana al centro del paesino e sempre in salita porta al pianoro con fontana indicato sopra. Qui parte un tratturo verso la cima del Monte Rotondo, che va percorso per un centinaio di metri per poi deviare nettamente verso destra per tracce di sentiero in direzione del fosso La Foce.
Terminati i campi ci si dirige in lieve salita verso un nucleo boschivo al di sotto del rimboschimento, in corrispondenza di un canale, quindi ancora per prati si raggiunge una barriera rocciosa di vaga forma triangolare che rappresenta il primo gendarme del Fosso La Foce.
Si può superare la barriera rocciosa passando sopra per ripidi pendii erbosi o più spettacolarmente alla sua base su cengia erbosa. Scavalcato lo scoglio si individua su ghiaione una traccia di sentiero che sale ancora per 50 metri sopra a delle rocce per poi girare all’interno del ramo destro del fosso La Foce fino a raggiungere una seconda barriera rocciosa.
Qui si attraversa con attenzione alla base delle rocce su esile cengia fino ad un aereo sperone roccioso a strapiombo sul fosso sottostante. Da qui la traccia di sentiero si fa davvero piccola e su terreno molto ripido: occorre fare molta attenzione all’erba scivolosa.

Escursionisti in traversata pomeridiana del fosso “La Foce”, sullo sfondo l’abitato di sorbo di Ussita

Si entra così all’interno del magico e impressionante fosso de La Foce in cui confluiscono numerose cascate.
Il sentiero percorre in piano tutto il fosso e continua sul versante opposto fino ad uno spettacolare torrione (foto) con sfondo sulla dolomitica parete nord di Monte Bove.
Per fare delle spettacolari fotografie si consiglia di far raggiungere da qualche persona la cima del torrione mentre il fotografo rimane all’interno del fosso in prossimità delle cascate in modo da poter avere un’idea delle dimensioni che la natura offre in questa piega della montagna.
Usciti dal Fosso si prosegue il sentiero per tracce in piano fino a raggiungere l’ampio vallone della Costa d’Asino in corrispondenza del Rifugio del Farnio posto alcune centinaia di metri sopra.
Si continua sempre per tracce di sentiero e si scende nel canalone ovest del Pizzo Tre Vescovi da cui brevemente verso le sorgenti del torrente Ussita (ore 3 da Casali) dove si incontra la strada del ritorno verso Casali.

Escursionisti sulla cresta all’uscita del fosso “La Foce”, sullo sfondo la dolomitica parete nord del Monte Bove; come si è piccoli di fronte alla maestosità delle montagne

Variante di ritorno: al ritorno è possibile raggiungere la base dell’alta cascata finale del ramo sinistro del Fosso la Foce risalendo il Fosso che si incrocia sulla strada, la salita prevede delle brevi difficoltà alpinistiche.
Ripresa la strada che scende verso Casali si incrocia il rumoroso fosso che scende dal “La Foce” e ci si inoltra nel canale risalendo alcuni saltini rocciosi bagnati. Si raggiunge così la confluenza del ramo destro e del sinistro in corrispondenza di un grosso faggio aderente alle rocce risparmiato dalle slavine che cadono abbondanti nel fosso.
Qui si prende a destra fino a raggiungere un caratteristico passaggio roccioso largo poco più di 50 centimetri, si devia a destra risalendo un pendio erboso e si rientra nel fosso poco più in alto. Segue un saltino roccioso bagnato di circa tre metri che si consiglia di scavalcare con chiodo e staffa per facilitare la discesa.
Dopo pochi metri, superando un ultimo saltino roccioso alla destra del fosso, si giunge sotto alla grande cascata di oltre settanta metri che scivola dietro ad un costone roccioso che la copre fino all’ ultimo tratto della salita.

Per la discesa si segue lo stesso itinerario facendo attenzione alle rocce scivolose.

Le ripide pieghe del fosso La Foce in corrispondenza della sorgente del ramo sinistro, sulla cengia che si intravede in alto sulla sinistra della foto si snoda l’itinerario basso (cengia dei Fiumarelli)

Traversata del fosso La Foce

Itinerario basso o cengia dei Fiumarelli (in rosso):
Dalla fontana di Casali di Ussita si prende un tratturo che si addentra nel fosso limitrofo e sempre in salita porta ai prati sopra al paese dove è presente un fontanile. Dal fontanile salire lievemente verso destra in direzione del fosso La Foce prendendo come riferimento la base del primo scoglio che delimita il fosso. Sotto allo scoglio, in corrispondenza di un grande albero secco inizia l’esile tracciato del sentiero che attraversa il fosso.
Usciti dal fosso, in corrispondenza di un alto scoglio dove si gode di una visione aerea dell’intero fosso si segue una traccia in lieve discesa, si raggiunge il fosso della Costa dell’Asino in corrispondenza della verticale del rifugio del Farnio e qui, più evidente si interseca un sentiero che porta in breve alle sorgenti di panico da cui si riprende la strada.

Itinerario alto (in azzurro):
Dalla strada del Farnio, poco dopo il rifugio, in corrispondenza di uno stazzo di pastori con casetta metallica si scende il pendio sottostante fino ad intercettare un sentiero che porta all’edicola di S. Antonio (raggiungibile anche dalla strada, in corrispondenza della croce di Monte Rotondo, al di sotto della quale parte un evidente sentiero verso sinistra.
Dall’edicola si scende la cresta sottostante per un centinaio di metri fino ad incontrare sulla sinistra una traccia di sentiero che traversa il fosso sottostante.
Si continua la traversata in direzione delle sorgenti del ramo sinistro del fosso la foce caratterizzate da dei grossi salici, si superano e si continua su terreno ripidissimo verso la cresta che delimita ad est il Fosso, in direzione del rifugio del Farnio che si raggiunge risalendo la cresta stessa.

Variante di ritorno: salita alla base della grande cascata: itinerario in viola.

 

Gianluca Carradorini

Chimico, libero professionista, risiede a Camerino. Ha pubblicato nel 2011 il libro “I MIEI MONTI SIBILLINI”, in cui ha descritto numerose vie escursionistiche ed alpinistiche inedite aperte da lui nel gruppo montuoso, corredate da una vasta galleria fotografica di immagini, riprese nel corso di tutte le stagioni. Frequenta ormai da più di 35 anni la catena dei Monti Sibillini, ha percorso tutti i sentieri riportati e non sulle carte o sulle guide e ha effettuato numerose salite alpinistiche classiche su roccia e ghiaccio. Conta più di 800 escursioni e salite alpinistiche sul gruppo dei Monti Sibillini, tutte documentate da immagini, con più di 5000 km percorsi a piedi nell’intero gruppo montuoso, con una media di salite di 15-20000 metri di dislivello totale all’anno. Appassionato ricercatore e conoscitore dei minerali, della ora e della fauna montana, dal 2010 è membro del Comitato Scientifico della delegazione Marche del Club Alpino Italiano. Per chi vuole e ettuare escursioni guidate con l’autore il contatto telefonico è 333 7844353 Mail: gcarradorini@alice.it