Canale di Valle di S. Romana alla Cima del Lupo

Scritto il 24 Ottobre 2018 da Gianluca Carradorini

Difficoltà: AD +

La Cima del Lupo non è riportata sulle carte e quindi tantomeno compresa in qualche salita o escursione, eppure è una cima molto panoramica e permette di ammirare la maestosa e articolata parete est del Monte Bove Nord con i suoi lunghissimi canaloni da una distanza di poche centinaia di metri in linea d’aria. Lo spettacolo d’inverno si fa ancora più severo ed imponente con la neve che riempie i canali e le cenge.
La Cima del Lupo rappresenta la sommità del roccioso bordo sinistro (salendo) del Canalone nord o Valle di S. Romana e che rappresenta la via normale invernale di salita alla cima del Monte Bove Nord.
L’itinerario proposto è abbastanza impegnativo ed è stato salito da noi circa venti anni fa e precisamente il 18.12.1993 come riportato nella foto di un momento della salita e non ci risulta anch’esso indicato in alcuna guida. Attualmente si trova proprio sul confine dell’area di tutela B del camoscio d’appennino per cui si può salire dal 1 maggio al 31 ottobre ovviamente neve permettendo.

Accesso: il Canalone nord o Valle di S. Romana si raggiunge da Casali di Ussita percorrendo a piedi la strada chiusa con sbarra fino alle sorgenti del torrente Ussita come per l’itinerario 18.

103 L’itinerario di salita alla Cima del Lupo visto dalla Forcella del Fargno

Qui la strada piega verso la parete del Monte Bove con un tornante, si continua la strada e dopo circa 200 metri, si sale liberamente nel prato sopra strada in direzione del bosco (353026 E – 4756043 N, 1250 m.). Si prosegue per tracce di un canale appena accennato all’interno del bosco che in circa 30 minuti porta all’inizio del Canalone Nord, alla base della parete est del Monte Bove Nord.

Descrizione: superato il bosco il canale risulta ancora aperto, ci si tiene sulla sinistra costeggiando l’ultima fascia di bosco ancora presente sulla sinistra e ci si immette in un canalino (352946 E – 4755200 N, 1650 m) che parte tra le due ultime propaggini di bosco e punta direttamente verso sinistra in direzione della cresta rocciosa del bordo sinistro di salita del canalone nord. Si può risalire completamente il canalino a 40° con uscita a 45° fino alla cresta oppure più impegnativamente, quasi al suo termine, sulla verticale di uno sperone roccioso, si devia ancora verso sinistra a risalire una cresta di misto molto ripida (60°) fino allo sperone. Qui traversare delicatamente verso sinistra su terreno molto ripido, aggirare lo sperone ed uscire nel plateau soprastante dove si gode di una fantastica visione della parete est del Monte Bove Nord (353104 E – 4754901 N, 1850 m.; 1 ora dall’uscita del bosco). Dal plateau si risale delicatamente la parete rocciosa posta di fronte, su ripidissimo scivolo su neve o misto, a seconda dell’innevamento, con andatura verso sinistra per riprendere, oltre la barriera di rocce, il filo di cresta.

104 La parete est del Monte Bove nord con la Punta Anna vista dalla Cima del Lupo

Oppure, se la via non è in condizioni, costeggiare tutta la barriera rocciosa verso sinistra e scavalcarla su breve rampa rocciosa o addirittura scendere per circa 50 metri fino ad una piccola conca dove essa termina, per poi risalire sul filo di cresta. Per ripidi ma facili pendii si raggiunge, in un’altra ora di salita, la Cima del Lupo (352977 E – 4754792 N, 1950 m.). Quindi si prosegue facilmente per aerea cresta fino a raggiungere la forcella di uscita del Canalone Nord (20 minuti).

Discesa: dalla forcella si scende con attenzione all’interno del canalone nord nel punto con meno cornice terminale a seconda dell’innevamento e si prosegue all’interno del canalone, tenendosi sulla destra per evitare scariche dalla parete est del Monte Bove Nord fino all’itinerario di salita (1,5 ore) per prendere la strada per le sorgenti del torrente Ussita e per Casali (1 ora).

105 Sul canale per la Cima del Lupo, variante di sinistra, in occasione della prima salita 18 dicembre 1993, in fondo il canalone nord del M. Bove

Gianluca Carradorini

Chimico, libero professionista, risiede a Camerino. Ha pubblicato nel 2011 il libro “I MIEI MONTI SIBILLINI”, in cui ha descritto numerose vie escursionistiche ed alpinistiche inedite aperte da lui nel gruppo montuoso, corredate da una vasta galleria fotografica di immagini, riprese nel corso di tutte le stagioni. Frequenta ormai da più di 35 anni la catena dei Monti Sibillini, ha percorso tutti i sentieri riportati e non sulle carte o sulle guide e ha effettuato numerose salite alpinistiche classiche su roccia e ghiaccio. Conta più di 800 escursioni e salite alpinistiche sul gruppo dei Monti Sibillini, tutte documentate da immagini, con più di 5000 km percorsi a piedi nell’intero gruppo montuoso, con una media di salite di 15-20000 metri di dislivello totale all’anno. Appassionato ricercatore e conoscitore dei minerali, della ora e della fauna montana, dal 2010 è membro del Comitato Scientifico della delegazione Marche del Club Alpino Italiano. Per chi vuole e ettuare escursioni guidate con l’autore il contatto telefonico è 333 7844353 Mail: gcarradorini@alice.it