Un incontro a Tipicità

Scritto il 05 Marzo 2018 da #occhionascosto deisibillini

“Marche book style” a Tipicità è come una piazza di paese dove ci si incontra, si racconta e si conoscono persone. Noi siamo andati insieme ai nostri amici Fabiana Tassoni e Patrizio Guglini per annunciare la riapertura de “Il giardino delle farfalle”.

E in questa occasione abbiamo conosciuto Elena Belmontesi di Smerillo, appassionata dei Monti Sibillini tanto da raccontarli nei suoi libri per bambini GUARDA CHI SI VEDE, GUARDA CHI SI RIVEDE e LE SCONTAFAVOLE. 

GUARDA CHI SI VEDE –racconti di animali tra i Sibillini e il mare- è una raccolta di 10 racconti. Ognuno di essi ha come protagonista un animale (lucciola, falco, capriolo, gatto, pettirosso, volpe, scoiattolo, rondine, cane e coccinella) e racconta, dal punto di vista dell’animale, come le loro esistenze possano intrecciarsi a quelle degli uomini oppure episodi della loro vita. Tutti i racconti sono ambientati in un piccolo paese dell’entroterra fermano a metà strada tra i Sibillini e il mare, Smerillo, che offre i suoi vicoli, le sue piazzette, i suoi sentieri, i suoi boschi, i suoi panorami, per accogliere le storie di questi piccoli amici. Tutti gli ambienti descritti sono reali così come le caratteristiche e le abitudini degli animali. Ogni animale vive una storia o un’avventura che permette al lettore di ricavarne un insegnamento: dal valore dell’amicizia e della libertà che troviamo nella storia della volpe o del falco, fino al valore del racconto orale dei nostri nonni come viene descritto dallo scoiattolo.

GUARDA CHI SI RIVEDE -gli animali dei Sibillini insegnano- (illustrazioni di Javiera Castro Aste)

In questo libro sono sette gli animali che raccontano le usanze e le tradizioni delle persone che abitano i Monti Sibillini e che, attraverso le loro avventure, donano insegnamenti ai bambini ed ai grandi.

Nei racconti si utilizzano varie forme narrative e descrittive che coinvolgono il bambino nelle avventure degli animali e che, attraverso la narrazione di antiche leggende, permettono di conoscere anche l'origine di alcuni detti popolari o, ad esempio, la simbologia dello stemma della Regione Marche. 

Nella descrizione di antiche usanze sono stati mantenuti alcuni termini dialettali per permettere anche ai bambini di accedere a conoscenze, anche linguistiche, ormai in disuso.


Le storie contenute nel libro sono:

IL PICCHIO: narra la leggenda che ha dato origine al popolo dei Piceni intrecciata alla descrizione di come

avviene la raccolta delle castagne. L’insegnamento riguarda l’importanza delle radici e il senso di appartenenza.

LA FARFALLA: racconta di una metamorfosi e di come sia importante accettare i cambiamenti.

L’AGNELLO: racconta come si faceva il formaggio e come sia necessario considerare che ogni nostra azione produce conseguenze su noi stessi e sugli altri.

IL LUPO: qui si parla dei punti di vista: ogni cosa, a seconda di come la si osserva, assume un significato diverso. Il lupo è ogni nostro ALTRO, è l’eterna lotta tra il bene e il male, tra potente e debole, in tutte le accezioni.

LA CORNACCHIA: ci fa riflettere sulla diversità e sul rispetto.

IL CHIROCEFALO: parla di divisioni e di aiuto reciproco. 

IL PULCINO: descrive il fare il pane e i dolci a casa e come, con fatica e passione, si possa raggiungere un obiettivo. 

Le ricette dei dolci di mamma Iole che sono poi riportate nelle ultime pagine del libro permettono la sperimentazione di attività manuali e progettuali in una collaborazione adulto-bambino.

LE SCONTAFAVOLE  (illustrazioni di Marco Salusti) Un insieme di storie e di racconti, quelli antichi, quelli che un tempo si raccontavano davanti al camino nelle sere d’inverno. Racconti di streghe e lupi mannari perché ai bambini non si raccontavano storie di principesse e di re ma si insegnava che il mondo non è un posto facile e che le difficoltà e le paure sono parte di noi. E poi le narrazioni classiche di fate e del regno della Regina Sibilla cucite per renderle adatta anche ai bambini con le descrizioni dettagliate dell’interno della grotta e della vita che vi si svolgeva. 

Ma non solo questo.

Un libro da leggere  senza pause, con il fiato sospeso e con una sorpresa finale.

“Raccontò di come, più di una volta, si era imbattuta nelle streghe e di quella volta che ne aveva vista una davvero! Stava camminando come faceva in quel momento, sulla strada verso il cimitero, quando aveva sentito un movimento d’aria, come un refolo di vento. Intorno a lei era tutto calmo, una giornata serena, ma lì, esattamente dove si trovava lei, si era alzata una brezza improvvisa. Guardò in alto istintivamente e fu allora che la vide: la strega era là, come un’ala di gallina spennacchiata, che volteggiava sopra la sua testa creando un turbine d’aria che l’avvolgeva”

Tutti i libri sono editi da GIACONI EDITORE e il tipo di carattere, la spaziatura e l’impaginazione sono stati studiati per offrire una facilitazione visiva anche a chi ha difficoltà di lettura.

 

 

Elena Belmontesi

Sono nata a Smerillo (FM) piccolo borgo che lambisce il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il 9 dicembre 1966. 

Ho conseguito il D.U. in tecnico di logopedia presso l’Università degli studi di Padova e lavoro presso il Centro di Riabilitazione della Comunità di Capodarco a Porto S. Giorgio.

Risiedo con la mia famiglia a Monte Urano.

Sono un’appassionata di montagna, non un’alpinista, tutt’al più una “sibillinista” perché i Sibillini sono i  monti che ho conosciuto in compagnia di mio padre e che mi sono entrati nell’anima.

Collaboro all’organizzazione del Festival “Le Parole della Montagna” e, nello specifico, del “festival dei bambini”.

Sono autrice dei seguenti libri:

 

GUARDA CHI SI VEDE- racconti di animali tra i Sibillini e il mare (Giaconi Editore - 2012)

TUTTO QUA – una storia dal grigio al giallo –(Giaconi  Editore - 2013)


GUARDA CHI SI RIVEDE – gli animali dei Sibillini insegnano – (Giaconi Editore - 2015) 

#occhionascosto deisibillini

L'Occhio nascosto dei Sibillini nasce dalla passione di 4 amici per la fotografia e dalla voglia di narrare la vita degli abitanti dei nostri monti senza andare a disturbare i loro movimenti.