Non solo Cappuccetto Rosso. "La luna è dei lupi" piace a grandi e piccoli. Intervista all'autore Giuseppe Festa

Scritto il 01 Novembre 2016 da Lucia Gentili

Il mondo degli uomini visto dagli occhi dei lupi. Giuseppe Festa, che ha già conquistato critica e pubblico con il film documentario “Oltre la Frontiera”, diversi reportage sulla natura trasmessi dalla Rai e i due romanzi “Il passaggio dell’orso” (Salani, 2013; Mondadori Scuola, 2014) e “L’ombra del gattopardo” (Salani, 2014), racconta la storia di un branco della Sibilla nella terza opera “La luna è dei lupi”, sempre edita da Salani.

 

Il branco è costretto ad affrontare un viaggio oltre il confine, verso nuovi territori, e dovrà difendersi sia dagli uomini sia da branchi rivali. L’entrata in scena di un giovane ricercatore e di una volontaria, terrorizzata dai lupi perché da bambina è stata morsa da un cane randagio, darà il via ad una catena di eventi imprevedibili e prove da superare. In un gioco di specchi in cui il lettore può osservare la natura degli animali e degli uomini dal punto di vista dei lupi, in cui tutto è ribaltato perché, alla fine, siamo noi uomini che dovremmo convivere con loro.


Come nasce “La luna è dei lupi”?

Da una strana coincidenza. Avevo deciso di fare una vacanza sui Sibillini e avevo prenotato in un bed and breakfast a caso. La mattina stessa della partenza un mio amico mi manda un messaggio dicendomi di leggere un articolo sui lupi appena uscito. Arrivo sul posto e scopro che il proprietario del B & B, Massimo Dell’Orso, è il protagonista dell’articolo. Scatta immediatamente l’amicizia. E’ lui che mi ha fatto conoscere il wolf-howling: un’escursione notturna per studiare i lupi presenti sul territorio, che consiste nello stimolare la naturale capacità di risposta dei lupi ad uno stimolo sonoro, facendo risuonare degli ululati registrati. Contando il numero degli ululati si può stimare la popolazione. E’ stata un’esperienza unica. Avevo paura ma al tempo stesso l’ululato è un richiamo che evoca magia, istinti primordiali.

 

Chi è per lei il lupo?

Il lupo ci inquieta, anche perché noi abbiamo perso quell’empatia con il mondo naturale che lui ancora conserva. E’ l’istinto, il legame con la terra, ciò che non c’è più in noi ma è impresso negli occhi del lupo. Dobbiamo scrollarci di dosso Cappuccetto Rosso.

 

Come nasce la sua passione per gli animali selvatici e la montagna?

A vent’anni, quando studiavo Ingegneria a Milano, su una bacheca lessi che cercavano volontari per il Parco nazionale d’Abruzzo. Stanco della vita in città, mi sono fatto avanti e sono partito alla volta del Parco per tre settimane. Un’esperienza che ha segnato la mia vita, tanto che abbandonai Ingegneria e iniziai Scienze naturali. Mi sono laureato e per anni ho svolto l’attività di educatore ambientale. Amo la montagna e, malgrado sia di Milano, sono più per gli Appennini che per le Alpi.

 

Quale messaggio vuole lanciare con il suo ultimo romanzo?

L’accettazione della diversità. Ad esempio nel branco compare un lupo ibrido, nato dall’incrocio tra un cane randagio e un lupo selvatico. Morfologicamente è un lupo, ma è di un colore diverso dagli altri lupi, è nero. Quindi diventa metafora della diffidenza culturale, religiosa, del colore della pelle con cui spesso ci rapportiamo all’altro.

 

A chi è rivolto questo libro?

A tutti, è considerato un crossover adatto ad ogni età, perché può essere letto a più livelli. E’ adottato dalle scuole medie e superiori, ma coinvolge anche gli adulti.

 

C’è già qualcos’altro in cantiere?

Sì, sto scrivendo la storia di un ragazzino non vedente dalla nascita, che ho conosciuto in montagna. Quando tornava dalle escursioni mi raccontava sempre: “Ho visto….ho visto…”. Mi ha colpito, perché la sua vista è fatta di tanti sensi che noi non usiamo o usiamo solo in parte.

 

Lucia Gentili

Lucia Gentili, classe 1986, laureata in lettere all'università di Macerata. Collaboratrice del Resto del Carlino di Macerata. E' stata "catturata" dall'Occhio e dalla bellezza dei Sibillini. Scrive anche articoli su commissione per fotografi e artisti.