Scritto il 12 Maggio 2021 da Irene Bakkum

“Gli elementi fondamentali della Terra non seguono più i tempi geologici, ma si stanno modificando al ritmo dell’uomo. Ormai si verificano in un secolo evoluzioni che prima arrivavano in centinaia di migliaia di anni. È una velocità che ha la forza del mito: non solo coinvolge ogni forma di vita sulla Terra, ma è il fondamento stesso di ciò che pensiamo, scegliamo, produciamo e crediamo. Riguarda tutte le persone che conosciamo e amiamo. I cambiamenti che abbiamo davanti sono molto più grandi di quelli a cui la nostra mente è abituata, più impegnativi di qualsiasi nostra esperienza precedente, più complessi del nostro linguaggio e delle metafore che utilizziamo per orientarci nella realtà.”

Inquinamento, diossido di carbonio, riscaldamento globale, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello dei mari, acidificazione degli oceani, sesta estinzione di massa, sovrappopolamento, risorse limitate. Parole che spesso ascoltiamo senza riuscire a coglierne le drammatiche implicazioni, sono tutti fatti reali e attuali che forse facciamo ancora fatica a comprendere emotivamente e cognitivamente.

Magnason allora, che da anni si impegna nella divulgazione scientifica su temi ambientali e che da Islandese assiste con tristezza all’estinzione delle immense distese di ghiaccio del suo paese, si interroga anche per noi: Perché non stiamo tutti correndo ai ripari? Perché le parole degli scienziati non sono trascritte a caratteri cubitali nei programmi politici? Perché non riusciamo a interessarci del futuro che vivremo in prima persona, che vivranno i nostri figli e l’umanità di domani?

Forse, suggerisce Magnason, abbiamo una visione parziale del flusso degli eventi: il nostro tempo storico non coincide con quello geologico, 100 anni infatti ci sembrano un'eternità. Di fatto però il nostro passato remoto non è così remoto come crediamo, “cristo è nato appena 21 nonne fa”, e il nostro futuro, confermato dal 99% degli scienziati, è già dietro l’angolo.

L’uomo è una novità sul pianeta e nonostante questo, durante il suo breve soggiorno, ha aumentato esponenzialmente la velocità dei mutamenti, facendo ufficialmente entrare la storia del pianeta nell’Antropocene: l’elemento distintivo di quest’era geologica siamo noi. Malauguratamente però, nonostante il ruolo da protagonisti, spesso ci scordiamo di custodire il nostro habitat.

Secondo Magnason abbiamo bisogno di dare significati, di riannodare i fili del passato e ripensare il concetto di tempo per ricostruire la nostra capacità di pensare il Futuro: “E il tuo tempo è anche il tempo di qualcuno che conoscerai e che amerai, il tempo che tu creerai. Puoi avere un’influenza diretta su un futuro di ben 262 anni. La nonna insegna a te, tu insegnerai alla tua pronipote”

Così il libro è un pellegrinaggio tra dati scientifici, storia, memorie di famiglia, lune di miele tra i ghiacci, zii appassionati di coccodrilli, religione, mito, vacche sacre e spiritualità ma non si ha l’impressione di divagare, anzi: sono tutti megafoni che amplificano i dati per restituirceli con nuove ampiezze e attraverso innovativi canali di comprensione. Tasselli di un puzzle che ricostruiscono la complessità di una questione che riguarda un intero pianeta e tutte le specie che lo popolano. I dati scientifici vengono tradotti anche  all’interno del mondo intimo e privato delle nostre esistenze, ricordandoci che i numeri stampati su carta, le variazioni di pH o le percentuali di diossido di carbonio esistono, sono fatti reali che stanno già condizionando e che condizioneranno in modo sempre più evidente e potenzialmente drammatico la storia del pianeta e quindi il nostro avvenire. 

Magnason aggiunge poi un capitolo, un post scriptum datato 17 giugno 2020, un’ultima riflessione che si aggancia alle conseguenze di portata mondiale della pandemia.

È infatti interessante come l’allarme per Il covid-19 ci abbia imposto reazioni immediate, il disastro in questa circostanza è apparso nella sua immediatezza e la percezione del pericolo presente e personale ha garantito una reazione collettiva mondiale. E se la speranza nel mondo globale che abitiamo risiedesse proprio in questo, in una seria azione collettiva? Le Conoscenze Scientifiche insieme alla Collaborazione, la Solidarietà e l’Empatia sono probabilmente le nostre risorse migliori e quelle su cui dovremmo investire più tempo e denaro, la complessità che viviamo non ammette più soluzioni egoistiche.

“Alla fine conserveremo solo ciò che ameremo, ameremo solo ciò che capiremo e capiremo solo ciò che ci avranno insegnato”

Baba Dioum

Sotto il link all’Intervento di Magnason per TED Talks.
https://www.ted.com/talks/andri_snaer_magnason_on_time_and_water?language=it#t-201868

Irene Bakkum

Irene Maria Bakkum, 27 anni, Nata a Monza ma cresciuta un po' selvaggia a Staffolo, tra colline, boschi, campi e tulipani. Quando non ero troppo impegnata a rotolarmi nell'erba e arrampicarmi sugli alberi allora disegnavo. Sono una guida ambientale escursionistica...
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