Sono proprio un verme, e me ne vanto!

Scritto il 06 Maggio 2019 da Margherita Buresta

Perché non parlare mai dei vermi? Solo il nome fa ribrezzo, quindi assume subito un’accezione negativa. E’ un’ingiustizia, quindi oggi mi sento di difenderli un po', per lo meno parlandone, anche perché molti non sanno che il regno animale è costituito da 34 phyla circa, e più della metà sono formati da diversi generi di vermi! In soldoni…al mondo esistono più vermi che qualsiasi altro tipo di creatura.

I nematodi, o vermi cilindrici, sono parassiti presenti praticamente ovunque: dal letto della terra fino all’intestino umano. Sono gli animali più numerosi del pianeta, in una gamma che va da 0,2 millimetri fino a 8 metri. Il loro DNA è identico al nostro per il 75%. 

La maggior parte di essi sono bestiole benefiche, umilmente a servizio dell’ecosistema, ma alcuni sono parassiti pericolosi. Poi ci sono vermi piatti (platelminti),e vermi segmentati(anellidi), vermi cucchiaio(echiuroidei) e vermi arachide(sipunculidi), vermi a nastro(nemertini) e vermi crine di cavallo( nematomorfi). I vermi di velluto(onicofori) abitano nelle foglie secche e nelle assi di legno marce. Paralizzano gli animali e li liquefanno con la saliva. I vermi ghianda(enteropneusta) vivono in tane a forma di U sul fondale marino. Mangiano ed espellono fango. 

Tutti i vermi, eccetto quelli Pagaia(policheti),sono ermafroditi. I nemertini arrivano a mangiare il proprio corpo se le scorte di cibo si esauriscono. Possono mangiare fino al 95% di se stessi e comunque sopravvivere. 

Esistono 3000 specie di lombrico, con lunghezze che vanno dai 5 cm ai 3 metri. Un buon terreno contiene  un milione di lombrichi per acro. Un lombrico-tipo non ha polmoni, occhi o denti, però ha 10 cuori a coppie di cinque. Sebbene privi di occhi, la loro pelle rivela i cambiamenti di luce. Il loro semplice cervello serve a dire al corpo come reagire a questi cambiamenti. Se si toglie il cervello a un lombrico, non si notano chissà quali mutamenti nel suo comportamento. I lombrichi sono essenziali alla vita perché arieggiano il terreno, permettendo così alle piante di crescere: senza di loro, moriremmo tutti di fame in quattro e quattr’otto. Cleopatra li dichiarò sacri: portarne via uno dall’ Egitto era punibile con la pena di morte. 

“Si può mettere in dubbio se vi siano molti altri animali i quali abbiano avuto una parte tanto importante nella storia del mondo quanto quella avuta da questi esseri dall’ organismo tanto basso.”

Charles Darwin

 

Margherita Buresta

La mia passione per la natura è nata fin da quand’ero piccolina. I colori del bosco, i suoi profumi ed i suoi abitanti selvatici hanno sempre suscitato in me quel senso di magia che poi si è trasformato anche in curiosità di conoscerne i meccanismi dal punto di vista scientifico. Questi ingredienti hanno contribuito alla stesura del mio libro di zooantropologia didattica “Il mio cuore di orso”, che ha un duplice scopo: uno educativo, poiché attraverso la parte narrativa vorrei sensibilizzare la nuova generazione verso queste tematiche ancora poco trattate stimolandone la sfera cognitiva, emozionale, sociale e dell’immaginazione, e uno scientifico perché getta le basi della conoscenza della fauna selvatica e flora boschiva. Questo libro racchiude il mio percorso di studi, a partire da quelli socio-psico-pedagogici, che mi hanno portato ad intraprendere la strada dell’insegnamento, fino a quelli scientifici durante i quali subii talmente tanto il fascino dell’etologia da decidere di virare drasticamente verso la cinofilia e lo studio del comportamento del cane al fine di educare i proprietari al raggiungimento di una corretta interazione con un essere diverso da noi e che ha un proprio linguaggio(metalinguistica), utilizzando il metodo cognitivo-zooantropologico. “Non puoi conoscere il cane se non conosci il lupo”, mi disse la mia insegnante, così dal domestico iniziai ad interessarmi al selvatico, sia facendo osservazioni dirette in natura, che formandomi ulteriormente in “Basi di Etologia, Comportamento e Benessere Animale”, successivamente in “Etologia Etica” e “Comunicazione e divulgazione scientifica”, certificati direttamente dal prestigioso comitato scientifico di Eticoscienza. Presso l’Università di Scienze Fisiche e Geologiche di Perugia ho Frequentato la Scuola di Paleoantropologia perché il mio studio del comportamento animale non può non riguardare anche noi in quanto Homo Sapiens, visto che siamo animali e coinquilini della terra esattamente come tutte le altre specie, e non i padroni. Quello che vorrei comunicare attraverso i miei progetti è proprio questa visione biocentrica del mondo, che si contrappone a quella antropocentrica e specista in cui tutto viene “umanizzato”. Ci tengo a specificare, in quanto Guardia eco-zoofila dell’Organizzazione Internazionale della Protezione Animali, che essi sono tutelati dal punto di vista giuridico e questo fatto fa ben sperare perché significa che, se pur lentamente, la sensibilità verso gli animali aumenta.