Un airone, tanti pesci e io

Scritto il 26 Aprile 2018 da Simona Carmenati

Ho un laghetto in giardino popolato da pesci rossi, bianchi, bronzo… e tutte le loro possibili combinazioni. In un laghetto le mezze stagioni esistono eccome, in primavera e in autunno infatti mancano le fioriture d’acqua e il loro protettivo fogliame, e i pesci sono attivi, non sul fondo a svernare né al sicuro sotto le foglie estive di loti e ninfee. Sono questi i periodi in cui ricevo la visita dell’airone.

Questo longilineo pennuto mi mette di fronte a tante considerazioni circa il rapporto tra uomo e altri animali, selvatici e domestici. Questa più o meno una sintesi dell’accavallarsi dei miei pensieri: Oh un airone qui in giardino! Quanto è bello! Mi sembra incredibile averlo qui. Ma aspetta un momento… Nooooo vuole mangiare i pesci lo devo mandare via! Spero basti farmi vedere perché non voglio stressarlo o spaventarlo si potrebbe fare del male… Un momento però… avrà fame anche lui… eh si guardalo, mi sembra un po’ sciupato, chissà che fatica farà a trovare qualcosa… Ma non è giusto! Ho la responsabilità di questi poveri piccoli pesci, fosse per loro mica si sarebbero fatti vendere e tenere da chissà chi, io qui li ho messi, io devo proteggerli! Ci fosse almeno una foglia per nascondersi sarebbero astuzie ad armi pari e la loro vita di predatore e preda, ma così c’è la mia mano umana che altera il corso della natura! Forse… potrei prendere del pesce per l’airone? Ma sono dissociata?!? Nutrire un selvatico e interferire? Peggio ancora pagando perché qualcuno uccida degli animali perché lui non lo faccia con ben altra ragione qui davanti ai miei occhi? Che poi si fa in fretta a dire “è solo un pesce”… io a loro sono affezionata… E quindi, mettiamo una rete sul laghetto, con trame non troppo strette per evitare che bisce, uccellini o ricci restino impigliati, che sia ben visibile perché lui ne sia dissuaso ma che non gli risulti pericolosa, e resto a osservare con ammirazione come l’airone scende a distanza di sicurezza studiando la situazione… ha uno sguardo così acuto e preciso e intelligente… e capisce che è meglio spostarsi qualche centinaio di metri più in là, al fiume, into the wild… del resto qui sarebbe stato un giochetto da principianti… e forse questi pesci domestici non sarebbero stati poi così gustosi.

Simona Carmenati

Da sempre convinta che la cosa più importante e appagante sia essere e restare natura, la mia più grande passione è l’osservazione degli animali selvatici e in generale la relazione con gli animali più domestici. Mi dedico a diffondere la cultura di un rapporto sano tra uomo, altri animali e ambiente, nella piena convinzione che non ci sia distinzione di specie quando si tratta di cura, rispetto, tutela e amore. Ho studiato filosofia della biologia ma non c’è sintesi in cui mi riconosca di più di questa espressa da Pirandello: “quando guardiamo negli occhi di un animale, tutti i sistemi filosofici del mondo crollano”. Vivo sul Lago Maggiore. Sito web: rossotibetano.wordpress.com