Il rospo comune: la Carta d'identità

Scritto il 14 Marzo 2017 da Lucia Gentili

- Nome scientifico
Bufo bufo (Rospo comune)

- Famiglia
Bufonidae (Bufonidi)

- Classe
Amphibia (Anfibi)

- Dimensioni

Si tratta dell’Anfibio autoctono di taglia maggiore presente in Italia ed in Europa: di corporatura tozza e robusta, gli adulti possono superare anche i 18 cm (femmine) ma in genere la lunghezza media è di 7,5-11 cm circa. La pelle è verrucosa e nella regione nucale sono evidenti le ghiandole parotoidi, prominenti e leggermente oblique.

- Residenza (nelle Marche)

E’ una specie ubiquitaria e ad ampia distribuzione: diffuso un po’ ovunque soprattutto in aree prossime a fossetti, rivoli, stagni e laghi, pur se in modo discontinuo in ambito prettamente urbano e peri-urbano. Al di sopra dei 1300 - 1500 metri di quota diventa via via più raro, anche per la scarsità di ambienti idonei alla riproduzione. Nei Monti Sibillini frequenta gran parte dei biotopi d’acqua dolce nella stagione riproduttiva, per poi rifugiarsi nelle aree di estivazione e svernamento che coincidono con boschetti e fasce ripariali più o meno limitrofe ai siti riproduttivi.

- Professione e alimentazione

E’ un vorace cacciatore crepuscolare e notturno di Invertebrati (molluschi, anellidi, insetti), specialmente di quelli che possono causare qualche danno negli orti e nei giardini, come le chiocciole e limacce, ad esempio. Un aiuto non di poco conto, insomma, e ben più ecologico di tanti prodotti chimici – spacciati per progresso – di cui potremmo fare benissimo a meno. Può essere predato da uccelli (rapaci diurni come la poiana, o ardeidi come l’airone cenerino) e mammiferi (come i mustelidi), anche se la produzione di sostanze alcaloidi dalle ghiandole della pelle lo rende indigesto a molti. I girini sono onnivori e, pur risultando sgradevoli al palato dei più, finiscono per essere predati da alcuni pesci e qualche serpente dalla “bocca buona” (bisce d’acqua).

- Stato

Per quanto il nome “comune” suggerisca una distribuzione ubiquitaria e un’ampia diffusione, negli ultimi 10-15 anni si è assistito ad un generale e progressivo calo numerico delle popolazioni di questo anfibio.

- Carattere

Come tutti gli anfibi ha un “carattere” schivo e timido, con abitudini prettamente notturne e crepuscolari. Generalmente solitari, maschi e femmine si ritrovano a condividere un po’ di tempo assieme solamente nel periodo riproduttivo.

- La stagione degli amori

La riproduzione avviene tra febbraio e giugno ed è preceduta da spettacolari migrazioni di massa - sincrone nell’ambito di popolazioni viciniori - dal luogo di svernamento (boschetti, fasce ripariali, aree incolte) ai siti riproduttivi (stagni, laghi, fossi e ruscelli), compiendo spostamenti anche notevoli (qualche chilometro). Spesso e volentieri le trasmigrazioni interessano tratti stradali molto trafficati e privi di protezioni laterali anti-attraversamento, cosicché si riscontra un’elevatissima mortalità in poche settimane (vedere, ad esempio, il lavoro di Fiacchini, 2011, per le Marche). Ogni femmina può deporre dalle 4000 alle 10000 uova, inserite in lunghi cordoni gelatinosi e trasparenti. Il maschio, più piccolo della femmina, sale sul dorso della compagna e la “abbraccia” saldamente, provvedendo così alla fecondazione esterna delle uova quando la coppia arriva in acqua. Capita di frequente, in primavera, di osservare coppie “allacciate” con la femmina a fare da… tassista ad uno o più maschi. Le larve (girini) nascono dopo alcune settimane e la metamorfosi si compie in 2-3 mesi. 

 -       Curiosità

1. Non è raro trovare maschietti, durante il periodo riproduttivo e in piena esplosione di odori e feromoni, attaccarsi a tutto ciò che si muove in prossimità dei siti riproduttivi: non sono rari i casi di rospi maschi “allacciati” a rane verdi o tritoni. Persino gli scarponi di escursionisti e ricercatori suscitano un certo fascino. Quando poi si cerca di spostare l’animale sollevandolo delicatamente per i fianchi, può capitare che il maschietto innamorato emetta un debole ma simpatico verso di avviso che, grosso modo, potrebbe essere tradotto così: “…non sono una femmina, non vi sbagliate…”. In effetti può succedere che un maschio si allacci con un altro maschio, scambiandolo per una rospetta: per evitare di perdere tempo inutilmente, il rospetto avvisa il consimile dell’errore.

2. E’ stato ritrovato anche a 1750 metri di quota sui Monti Sibillini, in una pozza d’abbeverata situata in località Passo Cattivo. Si tratta, per questa specie, di un piccolo “record” altitudinale per l’Appennino.

3. Mani bagnate, pelle sana. La pelle degli anfibi è un organo importantissimo per la difesa da parassiti e infezioni: deve essere sempre umida e grassa, così da favorire gli scambi respiratori ed impedire l’ingresso di eventuali patogeni. Per questo motivo, nel caso si dovesse spostare un rospo (magari in attraversamento su di una strada, quindi a rischio per il passaggio di veicoli) bisogna indossare un paio di guanti e bagnarli con un filo d’acqua (o strofinarli sull’erba umida). Manipolare un anfibio, rospo, rana o tritone che sia, a mani nude può causare danni anche gravi all’animale, e in alcuni casi possiamo trasmettere infezioni cutanee

Il rospo comune

Bibliografia citata

Bonardi, A., Manenti, R., Corbetta, A., Ferri, V., Fiacchini, D., Giovine, G., Macchi, S., Romanazzi, E., Soccini, C., Bottoni, L., Padoa Schioppa, E., Ficetola, G.F. (2011), Usefulness of volunteer data to measure the large scale decline of "common" toad populations. Biological Conservation,144: pp. 2328-2334

Qui trovate il testo completo dell’articolo.

Fiacchini D., 2011. Monitoraggio delle migrazioni riproduttive di Bufo bufo nelle Marche. Pianura, 27: 40-44.

Qui trovate il testo completo dell’articolo.

Scoccianti, 2001. Amphibia. Ecologia della conservazione. WWF Italia – Sezione Toscana, Guido Persichino Editore.

 

- Filmografia e sitografia

Spezzone di una puntata di Geo&Geo dedicata al Rospo comune

https://www.youtube.com/watch?v=o-jVP2YuI2Q

Video in inglese sul Rospo comune, con belle immagini

https://www.youtube.com/watch?v=fqrj_zgrgeI

Un libro dedicato ai… rospi!

http://www.isoledellacampania.eu/files/L-ISOLA-DEI-ROSPI---libro.pdf

Informazioni su biologia ed ecologia del Rospo comune

http://blogamphibia.blogspot.it/2008/11/rospo-comune-bufo-bufo.html

Scheda I.U.C.N. sul Rospo comune

http://www.iucn.it/scheda.php?id=155407214

Articolo divulgativo sulle stragi silenziose che si consumano sulle strade italiane e marchigiane

http://www.cronachemaceratesi.it/junior/2017/02/25/piove-occhio-al-rospo/14129/

 

Lucia Gentili

Lucia Gentili, classe 1986, laureata in lettere all'università di Macerata. Collaboratrice del Resto del Carlino di Macerata. E' stata "catturata" dall'Occhio e dalla bellezza dei Sibillini. Scrive anche articoli su commissione per fotografi e artisti.