Ma il cane fu domesticato a partire dal lupo?

Scritto il 11 Febbraio 2019 da Margherita Buresta

La somiglianza tra lupi e cani è fortissima.

 

Esteriormente molti cani hanno un aspetto totalmente differente da quello dei lupi: prendiamo un barboncino, un chihuahua, un pastore tedesco o un siberian husky. Secondo voi chi si avvicina di più al lupo? Se avete optato per gli ultimi due la risposta non è del tutto corretta perché in realtà tutti i cani derivano dal lupo. Dal punto di vista genetico tra un lupo e un cane domestico è cambiato pochissimo, cioè il loro DNA è molto simile. Gli scienziati per tale motivo hanno modificato il nome latino del cane riducendolo a quello del lupo, infatti esso si definisce “Canis lupus familiaris”per spiegare chi fossero prima che li adottassimo. 

 

La fedeltà, le posture comunicative dei cani sono tutti comportamenti lupini che sopravvivono anche nei “lupi domesticati” con i quali conviviamo.

 

Il termine “domesticato” significa “modificato geneticamente” rispetto agli antenati selvatici, mediante il controllo della selezione e alimentazione da parte dell’uomo. Un esempio pratico per spiegare questo concetto è il seguente: i giardini zoologici ospitano animali in cattività a differenza delle fattorie che ospitano animali domestici. Un lupo allevato in cattività si dice addomesticato perché reso mansueto ed è l’unico soggetto di tutta la sua specie ad esserlo. Gli animali domestici invece sono stati creati da noi a partire dai selvatici e riguarda tutti coloro che appartengono a quella specie perdendo quindi la loro selvaticità.

 

Ma allora il cane fu domesticato a partire dal lupo grigio che viveva in natura?

 

Questo è un concetto da sfatare perché i primi cani adottati non sono stati lupi ma simil-cani che si erano già differenziati spontaneamente prima di incontrare l’uomo.

 

Sicuramente si avvicinarono all’ uomo perché divenuti meno selvatici, meno aggressivi e meno diffidenti rispetto al lupo.

 

Attraverso il DNA-mitocondriale si può stabilire da quanto tempo una specie diverge dall’antenato comune perché il mitocondrio è un organulo cellulare dotato di un proprio DNA ed è ereditato solo dalla madre di generazione in generazione. Il cane inizia a divergere dal lupo circa 135 mila anni fa.

 

Margherita Buresta

La mia passione per la natura è nata fin da quand’ero piccolina. I colori del bosco, i suoi profumi ed i suoi abitanti selvatici hanno sempre suscitato in me quel senso di magia che poi si è trasformato anche in curiosità di conoscerne i meccanismi dal punto di vista scientifico. Questi ingredienti hanno contribuito alla stesura del mio libro di zooantropologia didattica “Il mio cuore di orso”, che ha un duplice scopo: uno educativo, poiché attraverso la parte narrativa vorrei sensibilizzare la nuova generazione verso queste tematiche ancora poco trattate stimolandone la sfera cognitiva, emozionale, sociale e dell’immaginazione, e uno scientifico perché getta le basi della conoscenza della fauna selvatica e flora boschiva. Questo libro racchiude il mio percorso di studi, a partire da quelli socio-psico-pedagogici, che mi hanno portato ad intraprendere la strada dell’insegnamento, fino a quelli scientifici durante i quali subii talmente tanto il fascino dell’etologia da decidere di virare drasticamente verso la cinofilia e lo studio del comportamento del cane al fine di educare i proprietari al raggiungimento di una corretta interazione con un essere diverso da noi e che ha un proprio linguaggio(metalinguistica), utilizzando il metodo cognitivo-zooantropologico. “Non puoi conoscere il cane se non conosci il lupo”, mi disse la mia insegnante, così dal domestico iniziai ad interessarmi al selvatico, sia facendo osservazioni dirette in natura, che formandomi ulteriormente in “Basi di Etologia, Comportamento e Benessere Animale”, successivamente in “Etologia Etica” e “Comunicazione e divulgazione scientifica”, certificati direttamente dal prestigioso comitato scientifico di Eticoscienza. Presso l’Università di Scienze Fisiche e Geologiche di Perugia ho Frequentato la Scuola di Paleoantropologia perché il mio studio del comportamento animale non può non riguardare anche noi in quanto Homo Sapiens, visto che siamo animali e coinquilini della terra esattamente come tutte le altre specie, e non i padroni. Quello che vorrei comunicare attraverso i miei progetti è proprio questa visione biocentrica del mondo, che si contrappone a quella antropocentrica e specista in cui tutto viene “umanizzato”. Ci tengo a specificare, in quanto Guardia eco-zoofila dell’Organizzazione Internazionale della Protezione Animali, che essi sono tutelati dal punto di vista giuridico e questo fatto fa ben sperare perché significa che, se pur lentamente, la sensibilità verso gli animali aumenta.