Il mio cuore di Orso

Scritto il 19 Gennaio 2019 da Margherita Buresta

Il mio libro “il mio cuore di orso” nasce come una protesta verso un comportamento inadeguato che l’uomo ha tenuto nei confronti delle due orse Daniza e kj2, la cui fine è stata alquanto tragica.

 

Questo testo di zooantropologia didattica da un lato vuole insegnare ai bambini il rispetto per la Natura in modo da formare adulti più educati circa le tematiche ambientali, e dall’altro vuole dare un’infarinatura scientifica circa la flora e la fauna di ambienti tanto diversi da quelli in cui viviamo, come appunto i boschi. 

 

In questo modo il bambino viene inserito in un concetto più ampio di biodiversità attraverso il quale apprende che il mondo non è proprietà esclusiva dell’essere umano (visione antropocentrica e specista) ma dovrà condividerlo pacificamente con altre creature (visione biocentrica e antispecista).

 

Il libro è strutturato in due parti: una narrativa e avventurosa in cui il lettore si ritrova a vivere nei panni di un orso, e una scientifica dove spiego alcune curiosità sugli animali.

 

Oltre al rispetto per la Natura sono inclusi altri temi altrettanto attuali da debellare come la paura del diverso, il dramma del pregiudizio o altri valori più positivi come l’amicizia ed il senso di famiglia, per cui durante la lettura credo che il bambino possa apprendere altri concetti costruttivi oltre a quello principale che è la giusta interazione con gli animali.

 

Margherita Buresta

La mia passione per la natura è nata fin da quand’ero piccolina. I colori del bosco, i suoi profumi ed i suoi abitanti selvatici hanno sempre suscitato in me quel senso di magia che poi si è trasformato anche in curiosità di conoscerne i meccanismi dal punto di vista scientifico. Questi ingredienti hanno contribuito alla stesura del mio libro di zooantropologia didattica “Il mio cuore di orso”, che ha un duplice scopo: uno educativo, poiché attraverso la parte narrativa vorrei sensibilizzare la nuova generazione verso queste tematiche ancora poco trattate stimolandone la sfera cognitiva, emozionale, sociale e dell’immaginazione, e uno scientifico perché getta le basi della conoscenza della fauna selvatica e flora boschiva. Questo libro racchiude il mio percorso di studi, a partire da quelli socio-psico-pedagogici, che mi hanno portato ad intraprendere la strada dell’insegnamento, fino a quelli scientifici durante i quali subii talmente tanto il fascino dell’etologia da decidere di virare drasticamente verso la cinofilia e lo studio del comportamento del cane al fine di educare i proprietari al raggiungimento di una corretta interazione con un essere diverso da noi e che ha un proprio linguaggio(metalinguistica), utilizzando il metodo cognitivo-zooantropologico. “Non puoi conoscere il cane se non conosci il lupo”, mi disse la mia insegnante, così dal domestico iniziai ad interessarmi al selvatico, sia facendo osservazioni dirette in natura, che formandomi ulteriormente in “Basi di Etologia, Comportamento e Benessere Animale”, successivamente in “Etologia Etica” e “Comunicazione e divulgazione scientifica”, certificati direttamente dal prestigioso comitato scientifico di Eticoscienza. Presso l’Università di Scienze Fisiche e Geologiche di Perugia ho Frequentato la Scuola di Paleoantropologia perché il mio studio del comportamento animale non può non riguardare anche noi in quanto Homo Sapiens, visto che siamo animali e coinquilini della terra esattamente come tutte le altre specie, e non i padroni. Quello che vorrei comunicare attraverso i miei progetti è proprio questa visione biocentrica del mondo, che si contrappone a quella antropocentrica e specista in cui tutto viene “umanizzato”. Ci tengo a specificare, in quanto Guardia eco-zoofila dell’Organizzazione Internazionale della Protezione Animali, che essi sono tutelati dal punto di vista giuridico e questo fatto fa ben sperare perché significa che, se pur lentamente, la sensibilità verso gli animali aumenta.