Scritto il 23 Novembre 2020 da Tea Fonzi

Attenzione a non confondere la persistenza con la resistenza
spesso quando si parla di sibilla dell’Appennino (Appenninica, come la chiamano alcuni) si parla di una fantomatica resistenza che gli abitanti dei Sibillini avrebbero opposto alla chiesa di Roma,

secondo queste teorie, la Chiesa avrebbe voluto cancellare la sibilla dell’Appennino: una figura scomoda perché troppo sapiente

ma non è andata proprio così. La censura riguardava soltanto un nome in un libro, e non mirava a cancellare la sibilla dal suo territorio.

I racconti sulla sibilla infatti hanno continuato a circolare semplicemente perché fanno parte della vita degli abitanti dei Sibillini

e come la sibilla, tanti altri saperi continuano ad esistere, contemporaneamente alla cultura “ufficiale”.

Senza lotta, senza scontri, in nuove forme e creando sempre nuova cultura.

Perché la realtà è sempre complessa, non è mai bianco/nera e fatta di buoni e cattivi, ma fortunatamente piena di gustosissime zone grigie

 


Carlo Ginzburg “il formaggio e i vermi”

 

Tea Fonzi

Marchigiana. Studio dipinti, sibille, e dipinti di sibille. Racconto le loro storie tessute sul territorio. Uso il metodo storico-scientifico (guidato da dubbi esistenziali continui). Sito web: teafonzi.it